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Claudia Losi, «Rimettaggi - Cervo alla fonte (lupo)», 2025

Courtesy of Monica De Cardenas

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Claudia Losi, «Rimettaggi - Cervo alla fonte (lupo)», 2025

Courtesy of Monica De Cardenas

Claudia Losi e la grammatica della relazione

Dalla tessitura jacquard alle micro-sculture: un ecosistema di opere nate da pratiche partecipative

Con «tempo crudo» (15 gennaio-21 marzo), Claudia Losi torna alla galleria Monica De Cardenas di Milano con una mostra che si configura come un luogo di risonanze in cui opere, storie e gesti si intrecciano per interrogare la qualità del tempo che abitiamo. Il titolo nasce da un incontro: l’espressione «tiempo crudo»,  raccolta dall’artista durante un soggiorno presso la Fondazione Pianpicollo Selvatico, appartiene al lessico della comunità Kamëntsa del Valle del Sibundoy, in Colombia, e indica un momento di grazia in cui tutti gli esseri - viventi e non - sono allineati nello stesso accordo. Un tempo non cronologico, ma relazionale, in cui le differenze coesistono senza attrito. È a questa idea di tempo condiviso e fertile che la mostra prende avvio presentando una serie di opere inedite nate da progetti sviluppati negli ultimi cinque anni. L’intero percorso espositivo si costruisce come una narrazione corale, coerente con la pratica che Losi porta avanti dalla fine degli anni Novanta: un lavoro fondato sulla partecipazione, sulla relazione e sulla trasformazione di esperienze collettive in forme visive capaci di custodirne la memoria.

Cuore del percorso è «Oltre il giardino», monumentale tessitura jacquard lunga circa diciotto metri, esito finale del progetto «Being There», realizzato a partire dal 2020 con il supporto dell’Italian Council. L’opera raccoglie centinaia di immagini e testi emersi da laboratori e call pubbliche, restituendo una geografia affettiva in cui il giardino diventa metafora di uno spazio condiviso, coltivato attraverso l’ascolto e la cura. Da questa narrazione per immagini si dirama l’intero impianto espositivo. Ad aprire il tutto è «Come giardino foresta», una serie di sei arazzi di diverse dimensioni. Le immagini che li abitano nascono dalle risposte di oltre quattrocento persone alla domanda: «Qual è la tua idea di luogo naturale?». Figure vegetali, animali, paesaggi interiori si intrecciano a due corpi umani ricamati su ogni arazzo, colti in posture di ascolto, canto o conversazione. La presenza discreta di filati catarifrangenti, visibili solo a determinate angolazioni di luce, introduce una dimensione di latenza: ciò che appare e scompare, come accade nei processi naturali e relazionali.

Il riferimento al forest gardening, pratica agricola ispirata al funzionamento degli ecosistemi forestali, offre una chiave di lettura fondamentale. Losi immagina queste opere come elementi di un giovane bosco, in cui ogni forma contribuisce all’equilibrio dell’insieme. È in questo contesto che compaiono i «Pomi»: piccole sculture metalliche ricavate dalla trasformazione di mele svuotate dai calabroni. Appese come frutti sospesi, alludono insieme ai pesi da telaio e a luoghi segreti, custodendo l’idea di un tempo lento, scavato dall’azione di altri esseri. Sulle pareti, le «Pietre da filo» si dispongono come amuleti lungo un sentiero immaginario. Ispirate alle antiche coti usate per affilare le lame, evocano gesti arcaici e quotidiani, in cui il contatto tra mano e materia produce sapere. Negli angoli, quasi a presidiare le soglie dello spazio, appaiono invece «Le anime sottili», figure metamorfiche in metallo, derivate da originali in carta, che abitano i margini, luoghi privilegiati della trasformazione secondo l’artista. La mostra si conclude con «Variazione #2», una tessitura in fiocco salentino realizzata dalle tessitrici della Fondazione Le Costantine. Da essa si distende una lunga coda d’ordito con piccoli piombi, segni di una tensione che rimane aperta. Qui, saperi tradizionali e intervento artistico si intrecciano, così come nei «Disegni di rimettaggio», una serie di pastelli che evocano la grammatica della tessitura: la memoria del gesto prima del gesto, il progetto che precede la trama.

 

Margherita Panaciciu, 05 gennaio 2026 | © Riproduzione riservata

Claudia Losi e la grammatica della relazione | Margherita Panaciciu

Claudia Losi e la grammatica della relazione | Margherita Panaciciu