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Una veduta del sottotetto del Duomo di Monza

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Una veduta del sottotetto del Duomo di Monza

Duomo di Monza: dopo i Quadroni, parte il restauro del tetto e degli affreschi

La neonata Fondazione per il Duomo di Monza prosegue la sua attività di manutenzione preventiva programmata. In questo caso con la Fondazione Gaiani, già mecenati, quasi vent’anni, fa dello splendido Museo del Duomo

Il monaco e storico Paolo Diacono, autore dell’Historia Langobardorum, compilata alla fine dell’VIII secolo, fa risalire la fondazione del Duomo di Monza al 595-600, e alla regina longobarda Teodolinda, la quale (come dettagliò un cronista più tardo) nel punto esatto dove l’edificio sorge avrebbe avuto, durante una caccia, la visione di una colomba che le avrebbe chiesto di fondare lì un palazzo e un oratorio dedicato a san Giovanni Battista. La piccola chiesa sarebbe poi diventata cappella palatina, sede della sepoltura sua, del consorte, il re Agilulfo, e del figlio Adaloaldo. Decaduta e poi rifiorita in età carolingia, e più volte rimaneggiata, fu tra il 1300 e la fine di quel secolo che la piccola chiesa di Teodolinda venne sostituita per volere dei Visconti dal grandioso edificio che, pur modificato all’interno nei secoli successivi, conosciamo ora, con la splendida facciata gotica progettata da Bonino da Campione.

Di quella stagione resta anche, sfavillante d’oro, la Cappella di Teodolinda, interamente decorata tra il 1441 e il 1446 dagli Zavattari, che sulle sue pareti narrarono le «Storie della Regina», uno fra i massimi capolavori del Gotico internazionale, dove si vedono squisite scene di vita cortese, tanto che si è ipotizzato che il ciclo sia stato concepito in omaggio a Bianca Maria Visconti, andata sposa proprio nel 1441 a Francesco Sforza.  

Nel nostro secolo la Cappella di Teodolinda è stata la prima a essere restaurata tra il 2008 e il 2015. Poi, di recente, è stata la volta dell’intervento di manutenzione su un altro insieme di dipinti che celebrano anch’essi la regina longobarda (barocchi questi, realizzati tra il 1697 e il 1704 circa), presentato alla città lo scorso 24 giugno, nel giorno della festa di san Giovanni Battista, patrono di Monza e santo titolare del Duomo: si tratta dei dieci «Quadroni» posti nel registro superiore della navata centrale, grandiose tele dipinte da Sebastiano Ricci, Filippo Abbiati, Andrea Porta, Federico Bianchi e Antonio Maria Ruggeri.

Particolare della cornice floreale e gattoni a grisaille dell’arcone trionfale del Duomo di Monza dopo i restauri

La manutenzione ordinaria dei «Quadroni», realizzato dallo Studio Ilaria Bianca Perticucci all’interno di un programma di manutenzione preventiva programmata, ha rappresentato il gesto d’esordio della Fondazione per il Duomo di Monza, fondo filantropico nato alcuni mesi fa nell’ambito della Fondazione della Comunità di Monza e Brianza, il cui presidente Giuseppe Fontana l’ha ideato per promuovere la conservazione, la manutenzione e il restauro della Basilica di San Giovanni Battista: il Duomo stesso. 

«Un’occasione provvidenziale» l’ha definita il 30 settembre scorso l’arciprete del Duomo, monsignor Marino Mosconi, nel presentare l’esito di quel primissimo atto di conservazione, nel giorno in cui la Fondazione per il Duomo di Monza esordiva ufficialmente, annunciando l’avvio di un intervento ben più impegnativo: il consolidamento e messa in sicurezza strutturale del tetto del Duomo, e il restauro degli affreschi del XIV e XV secolo, con le bordure decorate a palmette e (nell’arcone trionfale) gli angeli musicanti racchiusi in un’opulenta cornice floreale con gattoni a grisaille che, dopo le trasformazioni successive, si trovano oggi nel sottotetto, inaccessibili al pubblico.

Per realizzare questo intervento, la Fondazione per il Duomo di Monza si è alleata con la Fondazione Gaiani (istituita dalla coppia di mecenati monzesi Carlo e Titti Gaiani, cui si deve anche il meraviglioso Museo del Duomo di Monza, inaugurato nel 2008 su progetto di Cini Boeri), che ha lo scopo di «sostenere, conservare, promuovere, valorizzare e gestire i beni culturali del Museo e Tesoro del Duomo di Monza»: «un modello virtuoso di collaborazione stabile tra istituzioni, cittadini e sostenitori privati» ha evidenziato Giuseppe Fontana nel presentare i nuovi restauri, accompagnati dall’inaugurazione della mostra fotografica «Guardare e Leggere. Dettagli preziosi dai quadroni del Duomo», promossa dal Museo e Tesoro del Duomo-Fondazione Gaiani (diretto da Rita Capurro) in cui sono messi in luce dettagli di quelle grandi tele barocche non apprezzabili dal basso.

Copertura della navata del Duomo di Monza al termine dei lavori di messa in sicurezza copertura

Ada Masoero, 05 ottobre 2026 | © Riproduzione riservata

Ada Masoero

Giornalista e critico d’arte Leggi i suoi articoli

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