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I due busti romani in marmo rinvenuti a Binyamina. Quello di sinistra reca il nome «Licurgo»

Foto Assaf Peretz | Israel Antiquities Authority

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I due busti romani in marmo rinvenuti a Binyamina. Quello di sinistra reca il nome «Licurgo»

Foto Assaf Peretz | Israel Antiquities Authority

Due busti romani scoperti nel Nord di Israele

Nel corso di uno scavo archeologico preventivo eseguito per un ampliamento di una linea ferroviaria sono emersi i due marmi, risalenti approssimativamente al IV secolo d.C. Uno dei due reca il nome «Licurgo»

Vittorio Bertello

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Uno scavo archeologico preventivo eseguito in vista di un ampliamento di una linea ferroviaria nei pressi di Binyamina, nel Nord di Israele, ha portato alla luce due busti in ottimo stato di conservazione, risalenti al tardo periodo romano. La notizia è stata diffusa il 15 giugno dall’Autorità israeliana per le Antichità (Israel Antiquities Authority, Iaa), che ha condotto lo scavo.

Databili approssimativamente al IV secolo d.C., i busti in marmo rappresenterebbero figure di spicco del mondo classico; uno di essi reca un’iscrizione con il nome «Licurgo». Come afferma Peter Gendelman, esperto dell’Iaa di storia della vicina città di Cesarea, che nel corso di 650 anni fu successivamente la capitale romana della Giudea, della Siria Palaestina e della Palaestina Prima, vi furono due personaggi storici con quel nome: il primo fu il fondatore di Sparta; il secondo fu un oratore del IV secolo a.C. «Potrebbe trattarsi di una di queste figure, ma la ricerca è solo all’inizio», ha affermato Gendelman.

Le sculture sono state rinvenute adagiate a faccia in giù all’interno di una vasca vuota per la conservazione del vino di epoca romano-bizantina. «Sono state sepolte quando il torchio è stato messo fuori uso», ha dichiarato l’Iaa in un comunicato. «Al momento non si sa perché le statue siano state nascoste qui, forse per proteggerle. […] Nel periodo romano, statue di questo tipo venivano esposte sia negli edifici pubblici, sia nelle dimore dei membri dell’élite, che cercavano di associarsi al mondo culturale e intellettuale dell’antichità», ha ancora osservato Gendelman. «Non lontano dal luogo del ritrovamento erano stati precedentemente portati alla luce i resti di un bagno pubblico, e le statue potrebbero aver adornato una lussuosa villa appartenente a uno dei membri dell’élite di Cesarea».

Sebbene le statue siano state rinvenute in quello che sembra essere stato un complesso agricolo, le terme suggeriscono che il sito potesse essere una ricca tenuta suburbana collegata alla città portuale. «Un’altra possibilità», afferma Eliran Oren, direttore dello scavo insieme ad Avishag Reis, «è che provengano dalla stessa Cesarea, a circa dieci chilometri di distanza». In ogni caso, «non si tratta di statue che avrebbero potuto trovarsi in una fattoria locale». Oren ha affermato che le statue raffigurano chiaramente persone reali piuttosto che figure archetipiche; se una di esse rappresentasse davvero il fondatore di Sparta, si tratterebbe di una scoperta particolarmente importante, poiché si tratta di un personaggio storico vissuto centinaia di anni prima della realizzazione della scultura.

Secondo Oren, statue così ben conservate sono estremamente rare, non solo in Israele ma in generale. «Si tratta di una scoperta irripetibile», hanno affermato Oren e Reis. «I reperti più straordinari spesso vengono alla luce quando meno te lo aspetti: e in questo caso sono emersi proprio l’ultimo giorno degli scavi».

Vittorio Bertello, 17 giugno 2026 | © Riproduzione riservata

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