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Lavinia Trivulzio
Leggi i suoi articoliLa stagione primaverile 2026 segna un nuovo traguardo per Dorotheum, che archivia il semestre più brillante della propria storia, un risultato costruito attraverso aggiudicazioni di grande rilievo. A catalizzare l'attenzione della comunità internazionale è stata soprattutto l'asta dedicata agli Antichi Maestri, dove protagonista assoluta è stata una «Maddalena» di Artemisia Gentileschi. L’opera, pur giunta fino a noi mutilata della parte superiore della tela che comprendeva il volto e parte della spalla della santa, ha suscitato un acceso confronto tra i collezionisti. La forza espressiva della pittrice, una delle figure più affascinanti del Barocco italiano, ha prevalso sulle vicissitudini conservative dell’opera, che è stata aggiudicata per 837.500 euro, ben oltre le aspettative.
Egon Schiele, «Sitzendes Mädchen mit rotem Hut». Courtesy of Dorotheum
Artemisia Gentileschi, «Santa Maria Maddalena». Courtesy of Dorotheum
Il comparto dell'arte moderna e contemporanea ha confermato una vitalità ormai consolidata, premiando in particolare le artiste. A segnare la stagione è stato il nuovo record mondiale d'asta per Carla Accardi: una sua opera ha raggiunto i 520mila euro, ulteriore riconoscimento dell'importanza storica della protagonista dell'astrazione italiana del secondo Novecento. Grande interesse anche per i lavori di Martha Jungwirth, rinomata pittrice austriaca, celebre per il suo stile unico che si colloca al confine tra astrazione ed espressione figurativa, e Miriam Cahn, autrice svizzera, considerata una delle figure più importanti e radicali della pittura contemporanea internazionale.
Ottimi risultati sono arrivati anche dalle opere su carta, un segmento che continua a dimostrare una sorprendente solidità. Il delicato «Waterloo Bridge» di Claude Monet ha trovato un nuovo proprietario per 611mila euro, mentre «Sitzendes Mädchen mit rotem Hut» di Egon Schiele è stato aggiudicato per 474.500 euro. Tra le sculture, spicca il bronzo di Marino Marini, battuto a 565mila euro, protagonista della scultura italiana del Novecento sempre molto apprezzato.
Non solo arte. Anche il dipartimento Gioielli ha firmato uno dei momenti più significativi della stagione con un eccezionale zaffiro del Kashmir da 18,695 carati, montato intorno al 1880 in una spilla realizzata dalla celebre manifattura viennese Rozet & Fischmeister. L'aggiudicazione a 779mila euro rappresenta il più alto prezzo mai raggiunto da un gioiello venduto all'asta in Austria e Germania. Un altro record assoluto riguarda il settore dell’orologeria: un rarissimo orologio da tasca firmato Thomas Engel è stato venduto per 1,025 milioni di euro, stabilendo il nuovo primato per un segnatempo battuto all'asta in Austria.
A sostenere questi risultati è anche una strategia che punta sempre più sull'internazionalizzazione e sulla digitalizzazione del mercato. Le aste online, ormai pienamente integrate nell'attività della casa, hanno ampliato il pubblico di riferimento, coinvolgendo collezionisti e appassionati provenienti da oltre novanta Paesi.
Lavinia Trivulzio
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