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Monica Trigona
Leggi i suoi articoliIl 12 giugno, nella Evening Sale organizzata a Monaco da Ketterer Kunst, «Tic-Tac Rosso» (1959-1960) di Piero Dorazio è stato aggiudicato per 2.580.000 euro, segnando il risultato più importante ottenuto in asta dall’artista romano e confermando il forte interesse dei collezionisti internazionali per le opere appartenenti al momento più felice e innovativo della sua ricerca. L'opera, un monumentale olio su tela di 194,5 x 194,5 centimetri, rappresenta una sintesi esemplare del linguaggio che Dorazio sviluppò alla fine degli anni Cinquanta, quando la sua pittura raggiunse una straordinaria maturità formale. La sua superficie è attraversata da una fitta trama di linee che si intersecano e si sovrappongono in un complesso reticolo cromatico, dando vita a un campo visivo dinamico. È una pittura che dialoga con il Costruttivismo internazionale ma che, allo stesso tempo, anticipa molte delle ricerche ottiche che avrebbero caratterizzato gli anni successivi, trasformando il colore e la luce in protagonisti assoluti della composizione.
Piero Dorazio, «Tic-Tac Rosso», 1959-60. Courtesy of Ketterer Kunst
La rilevanza storica del dipinto è ulteriormente accresciuta dalla sua presenza alla XXX Biennale Internazionale d'Arte di Venezia del 1960, una tappa fondamentale nella carriera dell'artista. Fu proprio quella edizione della Biennale a consacrare definitivamente Dorazio sulla scena internazionale: l'artista disponeva infatti di uno spazio espositivo personale e la sua ricerca venne riconosciuta come una delle più avanzate e originali nel panorama dell'arte contemporanea europea. Da quel momento il suo lavoro iniziò a circolare con crescente intensità nei principali contesti espositivi internazionali. La storia espositiva di «Tic-Tac Rosso» è, sotto questo profilo, straordinaria. Dopo Venezia, l'opera fu inclusa nella mostra itinerante dedicata ai premiati della Biennale che toccò città come Chicago, Milwaukee, Minneapolis, New York e Syracuse nel 1961. Successivamente comparve in importanti rassegne ad Anversa, Amsterdam e San Paolo, per poi essere protagonista di numerose esposizioni dedicate all'artista, tra cui la grande retrospettiva di Todi del 1975, la mostra del Musée d'Art Moderne de la Ville de Paris del 1979, la celebre rassegna «Gli anni sessanta» al PAC di Milano nel 1998 e altre esposizioni museali in Germania e Svizzera nei primi anni Duemila.
Anche la provenienza ha contribuito a rendere particolarmente appetibile il dipinto. Acquistato direttamente da Dorazio nel 1980 da un collezionista tedesco, passò nel 1998 a una collezione privata della Germania meridionale, dove è rimasto per circa venticinque anni. L'opera è inoltre accompagnata dal certificato fotografico dell'Archivio Piero Dorazio di Milano ed è regolarmente documentata negli archivi dell'artista. La rarità di lavori di questa qualità sul mercato è evidente. Le opere più significative dello stesso periodo creativo sono oggi custodite nelle collezioni di alcuni dei più prestigiosi musei del mondo, tra cui l'Hirshhorn Museum di Washington, il Centre Pompidou di Parigi e il Museum of Modern Art di New York.
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