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Art Basel Qatar 2026

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Deloitte: boom dell’arte nel primo semestre 2026

Aste internazionali a +71% nel primo semestre, trainate da grandi collezioni e opere di alta qualità. Crescono Fine Art, Passion Assets e vendite online, mentre il mercato premia sempre più rarità e provenienza

Monica Trigona

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Secondo un’analisi presentata oggi, 10 luglio, alla conferenza «Il mercato dell’arte e dei beni da collezione» da Deloitte Private Art&Finance, tenutasi presso l'Auditorium Deloitte di Roma, il mercato internazionale dell’arte ha registrato nel primo semestre 2026 una forte accelerazione, confermando il percorso di ripresa già avviato nella seconda parte del 2025. Le principali case d’asta internazionali, Christie’s, Sotheby’s e Phillips, hanno raggiunto un fatturato complessivo di circa 6,7 miliardi di dollari, in crescita del 71% rispetto allo stesso periodo del 2025. Un risultato particolarmente significativo perché ottenuto a fronte di un incremento più contenuto del numero di aste, aumentato del 10,3%: la crescita è quindi legata soprattutto alla maggiore qualità e al valore delle opere proposte. Il dato più rilevante riguarda infatti l’aumento del valore medio delle aggiudicazioni nelle aste live, quasi raddoppiato rispetto al primo semestre dello scorso anno (+96,5%) e arrivato a circa 1 milione di dollari per lotto. A sostenere questo risultato sono state soprattutto le grandi single-owner collections, ovvero collezioni private di particolare prestigio immesse sul mercato, capaci di attirare l’interesse dei principali collezionisti internazionali. Le aste più importanti hanno confermato una dinamica ormai consolidata: il mercato premia sempre più la qualità assoluta, la rarità delle opere e la solidità della loro provenienza.

All’interno del mercato complessivo, la Fine Art si conferma il segmento dominante, rappresentando il 71,6% del fatturato totale e registrando una crescita dell’85,3% rispetto al primo semestre 2025. La domanda si è concentrata soprattutto sulle opere di maggiore rilevanza storica e culturale, confermando una tendenza verso un collezionismo più selettivo. Il comparto Post War continua a essere il principale protagonista, con il 72,5% del fatturato Fine Art e una crescita del 79,3%. L’arte moderna e contemporanea consolidata mantiene quindi un forte appeal presso i collezionisti, grazie alla presenza di artisti già riconosciuti dal mercato internazionale. Parallelamente, il segmento Pre War registra una crescita ancora più marcata, con un valore più che raddoppiato rispetto al primo semestre 2025 (+157,4%), mentre gli Old Masters rappresentano una quota più contenuta del mercato ma mostrano una sostanziale tenuta (+5,7%). Diverso è invece il quadro per la fascia più giovane dell’arte contemporanea, che appare meno presente nelle principali aggiudicazioni del semestre. Secondo Deloitte, questo elemento suggerisce un progressivo ridimensionamento della componente più speculativa del mercato, con una maggiore attenzione verso artisti e opere già dotati di un consolidato riconoscimento storico.

Crescono i Passion Assets: il collezionismo si amplia oltre l’arte tradizionale

Accanto alla forza della Fine Art, il primo semestre 2026 conferma il ruolo crescente dei Passion Assets, cioè i beni da collezione alternativi all’arte tradizionale. Il segmento ha raggiunto 1,67 miliardi di dollari di aggiudicazioni, con una crescita complessiva del 34,8% rispetto allo stesso periodo del 2025. A guidare questa espansione sono soprattutto il design, in crescita del 44,3%, le antichità (+39,9%) e gioielli e orologi (+33,4%). Queste categorie stanno attirando una platea sempre più ampia di collezionisti, in particolare giovani e first-time buyer, grazie alla possibilità di entrare nel mercato con livelli di investimento più diversificati rispetto ai grandi capolavori della pittura. Il fenomeno evidenzia una trasformazione del concetto stesso di collezionismo: il mercato non è più definito soltanto dalle opere d’arte tradizionali ma comprende un universo più ampio di oggetti capaci di combinare valore estetico, rarità, storia e potenziale economico. Qua trovano spazio anche beni particolari e inattesi, come dimostra il caso del Golden Ticket della fabbrica di Willy Wonka, venduto per oltre 200mila dollari all’interno di una single-owner collection. Non tutti i segmenti, tuttavia, hanno seguito la stessa dinamica: fotografia (-9,5%) e vini (-13,1%) hanno registrato un rallentamento dopo un 2025 particolarmente favorevole.

L’online cresce e conquista nuovi acquirenti, ma le aste live restano il cuore del mercato premium

Il canale digitale continua a rafforzare la propria presenza nel mercato dell’arte. Nel primo semestre 2026 le aste online hanno generato 562 milioni di dollari, pari all’8,2% del volume d’affari complessivo, con una crescita del 54,9% rispetto al primo semestre 2025. La crescita dell’online non rappresenta però una sostituzione delle aste tradizionali, semmai segna una progressiva specializzazione dei canali. Le aste live restano il riferimento per i grandi capolavori e per le collezioni più prestigiose mentre il digitale svolge un ruolo sempre più importante nell’ampliare la base dei compratori, soprattutto nelle fasce di prezzo medie e medio-basse. Ne emerge un mercato con due anime complementari: da una parte il segmento premium, concentrato su opere eccezionali e grandi patrimoni collezionistici; dall’altra un ecosistema digitale più accessibile, capace di coinvolgere nuove generazioni.

New York guida il mercato globale, Londra recupera terreno

Sul piano geografico, il mercato internazionale resta fortemente concentrato nei principali hub del collezionismo. New York mantiene la leadership mondiale con il 51,4% della quota globale e 3,49 miliardi di dollari di aggiudicazioni nel primo semestre 2026. Negli Stati Uniti la Fine Art rappresenta l’82% del mercato, sostenuta soprattutto dalla domanda per l’arte moderna e contemporanea consolidata. Londra registra invece una delle performance più dinamiche, con una crescita del 150,4% e un volume di 1,41 miliardi di dollari, tornando a rafforzare il proprio ruolo nel panorama internazionale. In Asia, Hong Kong conferma la propria centralità con 654 milioni di dollari di aggiudicazioni e una crescita del 30%. Anche il mercato europeo mostra segnali positivi: Parigi raggiunge 358 milioni di dollari (+54,7%), Ginevra 261 milioni (+19,8%) e Milano registra una crescita del 22,8%, sostenuta in particolare dai segmenti Post War e antichità.

Un mercato più solido ma sempre più selettivo

Nel complesso, il primo semestre 2026 restituisce l’immagine di un mercato dell’arte più solido e strutturato ma anche più selettivo. La crescita è stata sostenuta principalmente da opere di qualità eccezionale, mentre la domanda appare meno orientata verso fenomeni speculativi di breve periodo. La crescente importanza delle grandi collezioni private, il ruolo dei nuovi acquirenti, l’espansione dei Passion Assets e il consolidamento dell’online indicano una trasformazione profonda del settore. 

«L’andamento positivo, che sembra confermare i segnali di ripresa del mercato secondario già emersi nella seconda parte del 2025, è riconducibile anche alla rinnovata fiducia che il mercato aveva trasmesso ai collezionisti, in particolare sul fronte dei venditori. I mesi di ottobre, novembre e dicembre sono infatti determinanti per la costruzione dei cataloghi delle vendite dei primi mesi dell’anno successivo e gli ottimi risultati registrati dalle single-owner collection nelle aste autunnali potrebbero aver favorito l’immissione sul mercato di opere di elevata qualità», ha dichiarato Ernesto Lanzillo, Deloitte Private leader.

Monica Trigona, 10 luglio 2026 | © Riproduzione riservata

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