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Monica Trigona
Leggi i suoi articoliLa Cunziria, vecchio borgo del settecento a Vizzini, raro esempio di archeologia industriale legata alla lavorazione del cuoio in Sicilia, torna a vivere. Sospeso tra memoria rurale, paesaggio siciliano e immaginario verghiano, questo luogo diventa il protagonista di un esperimento museografico che guarda al futuro senza però cancellare le tracce del passato. Qui la letteratura viene rimessa in movimento e la memoria diventa materia narrativa da «attraversare» attraverso immagini, suoni, tecnologie immersive e nuove forme di partecipazione.
Tra radici e innovazione nasce il progetto dei «Percorsi Museali Verghiani alla Cunziria», ideato, sviluppato e coordinato dall’Accademia di Belle Arti di Catania, un museo narrativo di quarta generazione che trasforma un luogo storico in un ambiente culturale contemporaneo dove il visitatore entra dentro le storie anziché soltanto osservarle. L’apertura al pubblico, prevista tra ottobre e novembre, segnerà una nuova fase per il borgo, già restituito alla vita culturale attraverso il progetto di rigenerazione RIVIVI (inaugurato lo scorso 4 luglio). La sfida è quella di ripensare il museo come luogo dinamico, superando il modello tradizionale fondato esclusivamente sull’esposizione e sulla contemplazione. Alla Cunziria il visitatore potrà conoscere Verga e altresì entrare nel suo universo narrativo attraverso un’esperienza immersiva.
«L’idea nasce da una visione radicale: trasformare l’antico insediamento della Cunziria in un vero e proprio Living Lab Narrativo», spiega a «Il Giornale dell’Arte» Gianni Latino, direttore dell’Accademia di Belle Arti di Catania. «Volevamo andare oltre il museo, superando definitivamente l’idea di uno spazio statico fatto unicamente di teche e didascalie. La sfida principale è stata proprio questa: coniugare la potenza evocativa di un borgo così carico di storia con le tecnologie più avanzate, facendo in modo che la tecnologia stessa diventasse invisibile e si mettesse al servizio di una narrazione profondamente coinvolgente. Il nostro obiettivo era far sì che il visitatore non si limitasse a “guardare” Verga, ma potesse letteralmente “entrare” nella struttura vibrante delle sue opere, tramite la creazione di un allestimento che fonde letteratura, cinema e sound design».
Il progetto si fonda infatti su una nuova idea di esperienza culturale: non un museo-oggetto ma un museo ambiente, capace di coinvolgere il pubblico attraverso una pluralità di linguaggi.
«Entrare nella museografia di quarta generazione significa abbandonare la contemplazione passiva per abbracciare un’esperienza immersiva», spiega Gianpiero Vincenzo, co-curatore del progetto. «Concretamente, RIVIVI si differenzia per l’uso di un'’nfrastruttura tecnologica all'avanguardia che avvolge l'intero borgo. Abbiamo ideato delle vere e proprie “Sale Narranti”, gestite da pannelli touch di regia, che combinano schermi LED verticali per la “presenza viva” dei personaggi e grandi schermi orizzontali per i contenuti cinematografici, il tutto accompagnato da "Sound Showers", docce sonore per un ascolto intimo. Il museo si estende all'aperto: nei punti panoramici abbiamo posizionato speciali dispositivi a conduzione ossea (Losonnante Whisper Desk) che permettono di ascoltare contenuti verghiani immersi nel paesaggio, in italiano e in inglese. E poi c'è il cuore del progetto: contenuti di altissima qualità audiovisiva. Spaziamo dagli audiodrammi d’autore al cortometraggio “Parole in carne ed ossa” - in cui viene messo in scena un incontro immaginario tra Giovanni Verga e il drammaturgo milanese Carlo Bertolazzi - fino al progetto per gli Ipogei, intitolato “Canti di pietra e pelle”: un ciclo continuo di videomapping e sound design dedicato alla memoria antropologica della fatica e del lavoro della concia».
Percorsi Museali Verghiani alla Cunziria
Una particolare attenzione è stata dedicata al tema dell’accessibilità universale, elemento centrale nella progettazione del museo secondo la filosofia del Design for All. «Abbiamo creato un'offerta che unisce diverse tipologie di pubblico. Per i più piccoli abbiamo prodotto il cartoon edutainment La Banda di Verga, e abbiamo integrato percorsi didattici inclusivi con mappe tattili, pannelli in braille e un'innovativa sala sensoriale basata sul metodo Snoezelen», sottolinea Viviana Scalia, co-curatrice scientifica del progetto.
La dimensione educativa rappresenta uno degli aspetti più innovativi del progetto. I percorsi dedicati alle scuole, differenziati per fasce d’età, trasformano la visita in un’esperienza partecipativa: gli studenti vengono coinvolti in momenti di confronto sui temi delle opere verghiane e le loro risposte vengono elaborate attraverso sistemi di intelligenza artificiale capaci di restituire una lettura critica e valoriale del gruppo.
«Abbiamo progettato tre percorsi differenziati per elementari, medie e superiori, trasformando la visita in un'esperienza interattiva. Al termine di ogni episodio, sui grandi schermi della sala appare un quesito di riflessione. La classe discute, vota per alzata di mano e il docente inserisce la scelta a sistema. Alla fine delle sette sale del percorso entra in gioco l'Intelligenza Artificiale, che elabora tutte le risposte per restituire un profilo critico e valoriale del gruppo. Per fare due esempi concreti: con le scuole medie facciamo pura Educazione Civica e Sentimentale. Partendo dall'isolamento della Lupa o dal bullismo subito da Rosso Malpelo, l'IA interroga i ragazzi su come reagirebbero oggi per difendere un compagno emarginato. Con le superiori, invece, il dibattito si sposta su temi storico-sociali, chiamandoli a votare sul contrasto tra il cinismo del mercato capitalista e la forza del mito arcaico del Sud. È un modo diretto per dimostrare che la letteratura di un secolo fa parla esattamente delle loro sfide di oggi», conclude Scalia.
L’intervento dell’Accademia coinvolge l’intero borgo: dal Welcome & Bookshop alla sala polivalente modulare, dal concept degli arredi delle residenze turistico-alberghiere alle aree ristoro, fino alla definizione di una nuova identità complessiva degli edifici attraverso una nuova toponomastica. La Cunziria diventa così un modello di rigenerazione culturale in cui il patrimonio viene «riattivato», un luogo dove Verga è una presenza capace ancora oggi di parlare alle inquietudini contemporanee.
Monica Trigona
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