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Tutti i volti dell’«Assenza»: la grande notte milanese di Vernissage #2

Il magazine semestrale de «Il Giornale dell’Arte» presenta a Gallerie d'Italia, a Milano, il suo secondo numero, incentrato su ciò che non c'è. O meglio, che c'è ma non si vede

Cosa accade quando l'oggetto viene sottratto allo sguardo? Cosa rimane se a mancare sono le immagini, le parole, i corpi e le narrazioni? A questa dimensione di sola apparente mancanza, e in realtà generativa di intuizioni e possibilità, è dedicato il secondo numero di Vernissage, il magazine semestrale de Il Giornale dell’Arte diretto da Luca Zuccala e curato da Jacopo Bedussi. Intitolato sinteticamente «Assenza», il Fotogiornale dell'Arte torna ad attraversare i linguaggi del contemporaneo scegliendo di ripartire da ciò che non c'è. O meglio, che c'è ma non si vede.

Intrigo che ha raccolto, nella serata di lunedì 28 settembre, gran parte della comunità artistica milanese nel giardino delle Gallerie d’Italia di Milano, attorno Sfera di Arnaldo Pomodoro, dove è stato presentato Vernissage #2. Nelle immagini dell'evento, si riconoscono infatti figure di spicco della cultura italiana: da Gianfranco Maraniello ad Alberto Salvadori, passando per Marcello Maloberti, Mariuccia Casadio, Gea Politi, Luca Stoppini, Damiano Gullì, Arthur Arbesser, Andrea Caravita, Marcella Ferrari, Simeone Crispino e Lady Tarin. A fare gli onori di casa, Luigi Cerutti, amministratore delegato della casa editrice Allemandi, e Giovanni Morale, Vicedirettore Gallerie d’Italia - Milano.

A introdurre la serata, nelle sale espositive, le visite alla mostra Bellezza e Bruttezza, condotte da tre speciali guide che hanno seguito altrettanti percorsi tematici: Jacopo Bedussi si è concentrato sulla moda, la curatrice Marta Cereda sul tema dell'assenza e Nicola Ricciardi sull'estetica del brutto. Poi, nel giardino interno, spazio al talk Registro degli assenti, dove Bedussi e Rory Tsapayi (autore del numero e membro del team curatoriale della 61ª Biennale di Venezia) hanno esteso il tema dell'assenza su un terreno politico e concreto: chi è assente dalla storia dell’arte, dalla storia della moda, dalla storia di qualunque disciplina che si occupi di immagine e di sguardo?

Temi che inevitabilmente riecheggiano nel volume, che in un'epoca di saturazione e inflazione sceglie invece di arretrare. Liberandosi della superficialità. Lasciando emergere l'essenza. A incarnare questa postura è l'opera di copertina, Father – Mother (2018) di Sophie Calle (dal ciclo Because), in cui lo scatto fotografico è celato da un panno nero ricamato con brevi frasi. Un modo per avvisare l'osservatore che, prima di accedere all'immagine, deve sostare nello spazio testuale e nell'attesa. L’immagine nascosta, d'altra parte, non scompare: genera curiosità, sollecita interrogativi, lascia spazio all’immaginazione. A partire da ciò che manca, Calle costruisce così nuovi mondi e nuovi significati.

All'interno, poi, si dipana una fitta costellazione di contributi. Lea Melandri interroga i vuoti della memoria femminile; Rory Tsapayi affronta il tema del lutto nel ricordo della curatrice Koyo Kouoh; Tanja Widmann e Lynn Hershman Leeson indagano la dissoluzione dell'autore e dell'identità; mentre i saggi analizzano le frizioni strutturali del mercato delle gallerie e gli algoritmi che decidono chi rendere visibile o invisibile. A chiudere l'affresco è la ricognizione di Loredana Parmesani sulle grandi figure della sottrazione radicale: da Lee Lozano a Bas Jan Ader, fino a Glenn Gould, Agnes Martin, Tehching Hsieh e Arthur Rimbaud.

Pagine in cui i partecipanti alla serata hanno già avuto modo di perdersi, sorseggiando i calici di Feudi di San Gregorio, adagiati sulla poltrona Archibald Delicate Balance Limited Edition di Poltrona Frau, firmata da Shepard Fairey, trasformata per l'occasione nel set fotografico targato Say Who. Il cortocircuito ideale: una serata sull'assenza in cui ciascuno cercava un lampo di presenza. Per tutti gli altri, Vernissage #2 è già consultabile online e disponibile in edicola dal 6 ottobre.

Luigi Cerutti, Luca Zuccala, Rory Tsapayi, Jacopo Bedussi

Arthur Arbesser

Anna Bergamasco e Nicola Ricciardi

Damiano Gullì

Marta Cereda

Giovanni Morale

Rory Tsapayi

Marcello Maloberti

Mariuccia Casadio

Luca Stoppini

Gea Politi

Riccardo Conti

Gianfranco Maraniello

Redazione, 29 settembre 2026 | © Riproduzione riservata

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