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Dettaglio dell’ambiente affrescato con pavimento a mosaico e emblema centrale con cubi prospettici nella Casa dei Grifi, Parco Archeologico del Colosseo

Photo: Simona Murrone

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Dettaglio dell’ambiente affrescato con pavimento a mosaico e emblema centrale con cubi prospettici nella Casa dei Grifi, Parco Archeologico del Colosseo

Photo: Simona Murrone

Dentro Casa dei Grifi, una delle domus repubblicane più antiche del Palatino

Rinvenuta da Giacomo Boni agli inizi del XX secolo, nota per il ciclo pittorico e musivo che ancora si conserva perfettamente, la Casa, restaurata nell’ambito del Pnrr, è di nuovo accessibile al pubblico

Gianfranco Ferroni

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Apre al pubblico la Casa dei Grifi, nel Parco Archeologico del Colosseo. Un progetto che per il Ministero della Cultura guidato da Alessandro Giuli vede protagonisti, tra gli altri, il capo dipartimento per la Valorizzazione del Patrimonio Culturale e già direttore del Parco, Alfonsina Russo, e il direttore Simone Quilici. È il secondo dei dieci progetti previsti nel Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza Caput Mundi nell’ambito della Missione 1 Digitalizzazione, Innovazione, Competitività, Cultura e Turismo. 

Si tratta di una delle domus repubblicane più antiche del Palatino, rinvenuta da Giacomo Boni agli inizi del XX secolo, nota per il ciclo pittorico e musivo che ancora si conserva perfettamente. Il progetto, che ha come responsabile unico Federica Rinaldi, direttrice dei lavori Aura Picchione, si è concluso nel dicembre 2024, rispettando la tempistica prevista dal Pnrr. Il restauro e il consolidamento hanno previsto un intervento integrato comprensivo di rilievi fotogrammetrici 3D e restauri delle superfici pittoriche. Grazie ai fondi stanziati è stato possibile avviare un progetto scientifico di studio e recupero conservativo del monumento, sia dal punto di vista delle superfici pittoriche, sia dal punto di vista strutturale, in considerazione di evidenti segni di movimento delle porzioni murarie avvenuti in antico che hanno determinato lacune sulle pareti con cadute di intonaco e salti di quota nella pavimentazione musiva. Nei mesi successivi sono stati portati a termine la valorizzazione illuminotecnica e l’impianto audio-video per la visita in diretta, ideata da Federica Rinaldi con la supervisione tecnica di Stefano Borghini, grazie alla sponsorizzazione di Comoli Ferrari, consentendo così l’apertura definitiva del sito. La visita nella sua porzione ipogea, infatti, è possibile solo attraverso una scala molto ripida che non consente una fruizione accessibile a tutti.

Gianfranco Ferroni, 13 gennaio 2026 | © Riproduzione riservata

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