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Cecilia Paccagnella
Leggi i suoi articoliNel Regno Unito esiste un escamotage per far fronte, anche solo in parte, alle tasse di successione che un individuo dovrebbe sostenere per ricevere un’eredità. Qualsiasi contribuente può invece donare oggetti alla nazione in cambio di una riduzione delle imposte da pagare, calcolata proporzionalmente al valore dell’oggetto in questione. Due sono i programmi, rispettivamente Ail-Acceptance in Lieu e Cgs-Cultural Gifts Scheme, che danno la possibilità ai cittadini di offrire alla comunità opere considerate importanti per la storia e la cultura del Paese, una soluzione vantaggiosa che permette al Governo britannico di accrescere le proprie collezioni senza dover attingere alle casse messe a disposizione per tali scopi. «In un momento in cui i finanziamenti pubblici sono limitati e i budget per le acquisizioni sono sottoposti a una notevole pressione, l’Acceptance in Lieu e il Cultural Gifts Scheme sono vie fondamentali attraverso le quali le collezioni pubbliche possono acquisire oggetti di rilevanza culturale», ha dichiarato il presidente dell’Arts Council England, Nicholas Serota.
Gli oggetti accolti tra il 2024 e il 2025, per un valore complessivo di 59,7 milioni di sterline (oltre 68,6 milioni di euro), come di consueto saranno assegnati a musei, istituzioni, biblioteche e archivi di tutto il Paese. «Dagli arredi che adornavano le sale del potere durante i momenti di grande pericolo nazionale, alla commovente storia personale del ritratto di Martha Swinburne che si ricongiunge con quello del marito alla Laing Gallery di Newcastle, ogni assegnazione Ail e Cgs è unica e apporta qualcosa di nuovo alle nostre collezioni pubbliche e al loro pubblico», ha affermato il presidente della commissione Ail, Michael Clarke.
Nell’elenco spicca sicuramente il nome di Edgar Degas, il cui pastello intitolato «Danseuses roses», raffigurante quattro giovani ballerine a riposo, sarà destinato alla National Gallery di Londra. Verso Firle viaggerà invece la natura morta dipinta dalla sorella della scrittrice Virginia Woolf, Vanessa Bell: «Vase, Flowers and Bowl» (1918-20 ca), opera che testimonia il passaggio da uno stile più astratto a uno più realistico dell’artista, troverà casa alla Charleston House, sotto le cure del Charleston Trust. Facendo un passo indietro di due secoli, la Martha Swinburne di Pompeo Batoni, pittore attivo nella Roma del XVIII secolo, sarà ricongiunta con il ritratto del marito, lo scrittore britannico Henry Swinburne, nella Laing Art Gallery di Newcastle. Di datazione più recente sono invece le 73 fotografie di Bill Brandt, molte delle quali risalenti al periodo bellico: realizzate tra gli anni Trenta e il 1979, entreranno a far parte della collezione della Tate.
Il contributo storico è fornito invece dalla scrivania in mogano in stile Regency su cui hanno lavorato sia Benjamin Disraeli (1801-81) sia Winston Churchill (1874-1965) durante i loro mandati come primi ministri, destinata all’Hughenden Manor del National Trust, nonché ex casa di campagna di Disraeli. In ambito storico politico si inseriscono anche gli atti relativi ai quattro cavalieri di re Enrico II d’Inghilterra dopo che nel 1170 uccisero Thomas Becket, arcivescovo di Canterbury, d’ora in poi custoditi dal South West Heritage Trust di Taunton.
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