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Leggi i suoi articoliIn Italia il collezionismo antico e la politica culturale viaggiano da decenni su binari paralleli, guardandosi con reciproco sospetto: da una parte l’accademia e le sovrintendenze a presidiare la purezza della tutela, dall’altra le case d’asta relegate al ruolo di «meri battitori di cassa». La recente nomina di Antonio Gesino alla XVII Commissione “Arte” dell’Intergruppo Parlamentare «Sviluppo Sud, Aree Fragili e Isole Minori» suona perciò come una piccola, salutare anomalia nel consueto cerimoniale delle nomine pubbliche. A Gesino, storico dell’arte che da anni guida con piglio filologico il dipartimento di Dipinti Antichi di Wannenes, la presidenza della Commissione ha affidato la responsabilità del settore e il raccordo con il mercato e gli operatori privati. Non è un riconoscimento piovuto dal nulla ma il portato di un lavoro condotto su piazze complesse - tra Genova, Milano e Monte Carlo - dove la casa d’aste fondata nel 2001 ha saputo ritagliarsi un ruolo di primo piano, muovendo pezzi di peso museale come il San Girolamo di Jusepe de Ribera, il San Giovanni Battista di Dosso Dossi o le recenti riscoperte caravaggesche.
Portare questo tipo di pragmatismo dentro un organismo parlamentare votato alle «aree fragili» significa occuparsi di problematiche quanto più reali. Il Mezzogiorno, l’Appennino e le isole minori infatti non soffrono per mancanza di capolavori ma talora l'incuria e l'oblio li rendono sconosciuti e quindi irraggiungibili. Gesino si troverà a fare quello che a molti sembra ancora un tabù: usare la fluidità, le relazioni e le risorse del collezionismo privato per finanziare ricerche scientifiche, organizzare mostre e restituire valore a collezioni storiche periferiche. Se il dialogo tra le ragioni del mercato e quelle della conservazione troverà finalmente una grammatica comune, questa nomina avrà segnato un punto a favore non solo degli addetti ai lavori ma del patrimonio diffuso del Paese.
Dosso Dossi, «San Giovanni Battista nel paesaggio» venduto dalla maison a 300.100 euro
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È scomparso domenica 25 ottobre, ad Amsterdam, all’età di 84 anni, lo storico dell’arte, critico e curatore olandese, tra le figure più influenti della museologia europea degli ultimi cinquant’anni
Il primo volume dell’artista sarà presentato il 27 ottobre alle Gallerie d’Italia di Torino, in un dialogo con Antonio Biasiucci, ideatore del Premio Fotografico Vera Maone



