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Foto Missione Accessibilità

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Foto Missione Accessibilità

Dall’adempimento alla strategia: l’accessibilità ridisegna i luoghi della cultura

Alla nuova edizione di «Missione Accessibilità», parte del piano «Personeper», hanno preso parte anche le istituzioni della regione Lazio

Alessia De Michelis

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Trasformare l’accessibilità da adempimento normativo a leva strategica di innovazione: è questa la sfida lanciata da Christian Greco, direttore del Museo Egizio di Torino, che coprogetta e ospita la nuova edizione di «Missione Accessibilità». Un percorso laboratoriale che, attraverso il confronto e la sperimentazione, mira a costruire istituzioni culturali capaci di inclusione e partecipazione democratica.

Il programma, articolato in cinque appuntamenti fino a febbraio, e dedicato ogni volta a 50 direttrici e direttori, è parte di «Personeper», primo piano nazionale di formazione per l’accessibilità nei luoghi della cultura italiani. L’iniziativa è finanziata dall’Unione europea-NextGenerationEU nell’ambito del Pnrr Cultura 4.0, promossa dalla Direzione generale Musei del Ministero della Cultura e curata dalla Scuola nazionale del patrimonio e delle attività culturali.

«La formazione in tema di accessibilità culturale rappresenta una leva strategica per una trasformazione strutturale e duratura», afferma Massimo Osanna, sottolineando come il corso offra una prospettiva critica e progettuale per rafforzare la capacità dei luoghi della cultura di essere inclusivi, accoglienti e sostenibili. Sulla stessa linea Onofrio Cutaia, che parla di una «comunità di pratica» in cui l’accessibilità diventa valore strutturale e permanente.

All’appuntamento del 25 e 26 febbraio hanno partecipato anche le figure apicali di musei, archivi e biblioteche del Lazio: dalla Direzione regionale Musei nazionali ai servizi bibliotecari e museali della Regione, dal Parco archeologico di Ostia antica al Museo delle Civiltà, dal Museo Macro al Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia, insieme a reti civiche e realtà territoriali.

Per la prima volta, direttrici e direttori di istituti culturali italiani sono chiamati a un confronto sistematico sulle migliori pratiche nazionali e internazionali. Un passaggio che segna un cambio di paradigma: l’accessibilità non più come segmento specialistico, ma come asse trasversale delle politiche culturali contemporanee.

Alessia De Michelis, 27 febbraio 2026 | © Riproduzione riservata

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