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Antonio Almeida e Carlos Dale.

Credits Julia Thompson

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Antonio Almeida e Carlos Dale.

Credits Julia Thompson

Dal Brasile a Parigi, la nuova sfida internazionale di Almeida & Dale

La galleria fondata a San Paolo nel 1998 apre un nuovo capitolo internazionale con uno stand dedicato a Tarsila do Amaral ad Art Basel, mentre rafforza la rete tra artisti, istituzioni e collezionisti tra Brasile ed Europa

Matteo Bergamini

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«In queste quasi tre decadi, il cambiamento principale è stata l’internazionalizzazione del sistema dell’arte. Il mercato è diventato più connesso e più complesso. Oggi una galleria deve operare su ricerca, gestione di lasciti, accompagnamento istituzionale, presenza internazionale, fiere, pubblicazioni. E l’arte brasiliana, se prima compariva in momenti sporadici, oggi è nei dibattiti globali, sostenuta da ricerca curatoriale, acquisizioni e crescente interesse di collezionisti»: è chiaro Antonio Almeida, socio-fondatatore insieme a Carlos Dale di Almeida & Dale, il gruppo che da San Paolo, dal 1998, ha lentamente conquistato il Brasile e ora punta a Parigi. Il primo passo sarà la partecipazione al settore Premise di Art Basel, con uno stand interamente dedicato a Tarsila do Amaral (1886-1973): «Tarsila era la scelta più pertinente. La sua opera è centrale nel Modernismo e presentarla a Parigi, dove si è formata, rafforza la sua rilevanza internazionale», continua Almeida, che identifica la scelta della capitale francese come avamposto in Europa, traiettoria di andata e ritorno dal Vecchio Continente all’America del Sud: «L’obiettivo è costruire una presenza permanente in uno dei principali centri internazionali, avvicinando artisti latinoamericani a nuovi pubblici e istituzioni. Ma è a doppio senso: vogliamo rafforzare il Brasile come polo attivo, portando a San Paolo curatori, collezionisti, istituzioni. Più che espandere la presenza geografica, cerchiamo di ampliare la circolazione di idee».

Già, perché il mercato brasiliano rappresenta per certi aspetti un’eccezione: alimentato da una ricchezza interna molto potente, da sempre ha sofferto la difficoltà nell’affermarsi ad altre latitudini, nonostante la sua solidità. «L’internazionalizzazione comporta sfide strutturali: richiede investimento continuo, logistica, ricerca, costruzione di relazioni e presenza costante in diversi contesti. Ma parte fondamentale della nostra strategia come galleria globale è intendere questi due movimenti come complementari: vedendo queste due dimensioni come parti di uno stesso processo, e non come poli opposti, continuiamo a costruire un percorso solido per agire come piattaforma globale per gli artisti che rappresentiamo. È un’azione di rete», afferma Almeida. Quella stessa rete per cui molti addetti ai lavori, nello stesso Brasile, storcono il naso accusando il gruppo di aver creato un vero e proprio monopolio dell’arte: «La crescita di A&D è il risultato di una costruzione a lungo termine, basata sulla fiducia. Abbiamo investito in squadra, curatela, produzione, documentazione, relazioni istituzionali e presenza internazionale. L’obiettivo non è crescere per crescere, ma creare condizioni per sviluppare carriere, preservare eredità, ampliare la circolazione dell’arte brasiliana. La forza dell’arte brasiliana sta nella diversità di spazi, istituzioni e agenti. Il nostro ruolo è contribuire a questo ecosistema». Un ecosistema che oggi consta di varie gallerie partner da un capo all’altro del Paese, oltre alla casa d’aste Blombô (San Paolo), e alla gestione delle Estate di Amilcar de Castro, Leonilson, Sidney Amaral: «C’è continuità, sempre: gli artisti storici aiutano a comprendere il contemporaneo e viceversa, così come una buona fiera genera conversazioni che continuano oltre l’evento. Le vendite sono importanti, ma il vero valore è rafforzare reti». Per dare una forma alla trasformazione strutturale dell’arte latinoamericana, attualmente in corso e dalla non facilissima previsione, né risoluzione, esattamente a causa delle sue infinite varietà, e delle sue digressioni interne.

Matteo Bergamini, 02 ottobre 2026 | © Riproduzione riservata

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