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Villa Corsi Salviati

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Villa Corsi Salviati

Dai palazzi storici alle ville private: come Città nascosta svela la Toscana

L’organizzazione non profit propone dal 1994 itinerari diversi, spesso inediti, sia a chi vi abita stabilmente, sia a chi dall’estero cerca una visione diversa della Regione, e non solo. A guidare i soci sono curatori e storici dell’arte di chiara fama

Laura Lombardi

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Esistono ancora luoghi da scoprire in una città come Firenze, invasa dal turismo «mordi e fuggi» che rischia di trasformare la sua identità in un «non luogo»? Città nascosta, l’organizzazione non profit fondata nel 1994 da Marcella Cangioli, Maria De Peverelli e Tiziana Frescobaldi, continua a proporre itinerari diversi, spesso inediti, sia a chi vi abita stabilmente, sia a chi dall’estero cerca una visione diversa, anche della Toscana, e non solo. E a guidare i soci sono curatori e storici dell’arte di chiara fama. Quando le fondatrici, fresche di studi, decisero di seguire un modello che esisteva già a Roma (Città Nascosta fondata nel 1990 da Marco Bartolucci, Sabina Pratesi e Ludovico Pratesi, Ndr), internet non esisteva ancora.

«La nostra iniziativa riscosse infatti subito grande successo, spiega Marcella Cangioli (presidente, coadiuvata da Sylvie Levantal e da Maria Elena Bernardelli), e grazie al sostegno di una piccola sponsorizzazione bancaria, organizzavamo anche viaggi all’estero in luoghi al tempo davvero poco frequentati, dalla Libia alla Romania, dall’Armenia alla Georgia. Negli anni abbiamo svolto iniziative in coordinamento col Teatro della Pergola e col Maggio Musicale fiorentino». Ma questi luoghi nascosti sono così inesauribili? «No, certo, spiega, e infatti ogni quattro-cinque anni riproponiamo alcune visite già fatte, ma l’offerta è comunque molto varia, dai palazzi alle ville private (villa Corsi Salviati, villa Le Campore, villa Antinori le Rose ora dei Ferragamo, villa Ginori a Collina o Villa Peragallo, entrambi a Calenzano, villino Broggi Saraceni a Firenze...), dalla Scuola di Guerra Aerea alle Cascine all’Istituto Papirologico, con carte e pergamene. O, ancora, all’Istituto Agronomico d’Oltremare, notevole architettura razionalista che ospita collezioni esotiche. Ma anche archivi e case di collezionisti di arte contemporanea (Nesi e Gori ad esempio) oppure chiostri di chiese abitualmente non visitati, come quello della Chiesa di Santa Trinita».

Ci sono anche le visite meno consuete con la guida di architetti, ai quartieri dell’Isolotto, di Sorgane o di Novoli, che sono luoghi periferici frutto di progetti urbanistici dal dopoguerra ad anni recenti, a volte anche discussi e quindi riletti anche da un punto di vista sociologico. Oppure i percorsi nelle strade del centro di Firenze ripercorrendo i luoghi di Giovanni Pratolini o sulla collina di Bellosguardo in quelli di Henry James, tra villa Castellani e villa Brichieri Colombi. Ma anche le passeggiate sui temi del cinema o perfino sui percorsi dei condannati a morte a Firenze. E infine incontri sul tema del cibo. «Parte del nostro programma sono poi le visite coi curatori alle più importanti mostre a Firenze e in Italia, ora per esempio visiteremo Pontormo a Roma con Elena Capretti. Senza dimenticare le visite ad attività artigianali, quali il laboratorio Pampaloni, la seteria Lisio o agli atelier dei restauratori Stefano Scarpelli, Daniele Rossi, Lisa Venerosi Pesciolini, oppure agli studi di architettura come quelli Guicciardini- Magni, o in passato di Adolfo Natalini o di Claudio Nardi». Nel 2019 Città nascosta si è fatta inoltre carico dell’organizzazione del grande convegno internazionale del C.I.H.A. (Comité international d’Histoire de l’Art), che quell’anno aveva scelto Firenze come sede.

E se anche oggi alcune cose sono cambiate, perché grazie a internet molti luoghi di privati, pur sconosciuti, hanno creato un loro sito, Città nascosta di Firenze ha resistito, mantenendo la sua formula quasi immutata, solo restringendo il raggio d’azione perlopiù all’Italia e in particolare alla Toscana. «Non sono stati facili i tempi del Covid-19, durante i quali è stato però creato un programma di conferenze online su tematiche varie del dibattito artistico contemporaneo. Abbiamo così potuto allargare il nostro raggio d’azione, per mantenere saldo il rapporto coi soci. Oggi possiamo contare sulla sponsorizzazione di Mazzoni Casa».

Da oltre trent’anni, Città Nascosta, che ha una quota associativa e poi una per le singole visite, collabora con Adsi, Associazione Dimore Storiche Italiane, coordinando per la sezione Toscana la «Giornata Nazionale» con aperture gratuite di cortili e giardini e da 5 anni quella dedicata agli Archivi «Carte in Dimora». Il suo contributo è poi fortemente significativo nell’affiancare «Corri la vita», la manifestazione fiorentina per raccogliere fondi per la ricerca e la prevenzione del tumore al seno: una maratona per alcuni, ma una passeggiata per molti altri, ai quali Città nascosta, grazie all’adesione di privati enti ed istituzioni, apre le porte di luoghi non frequentati dal grande pubblico come oratori, giardini, palazzi che hanno magari finalità diverse ma che sono comunque patrimonio storico: «Basta indossare la maglietta; abbiamo cominciato in mille, siamo a 44mila partecipazioni con raccolte di fondi per un milione di euro», spiega Cangioli.

Infine, l’associazione ha un’attività espositiva, a cura della stessa Cangioli insieme a Antonella Nicola: il ciclo «Andature», mostre che al Museo Marino Marini hanno visto confrontarsi artiste contemporanee quali Elisabetta Di Maggio, Daniela De Lorenzo, Sophie Ko, Clara Bettazzi e altre, dotate di rispettivi cataloghi. E poi alcuni libri, come Hallelujah Toscana di Marco Paoli con le poesie di Alba Donati, e un libro sulla propria attività: Le chiavi per aprire 99 luoghi di Firenze e la Toscana, di Marcella Cangioli e Emily Grassi (Palombi 2012).

Villa Le Rose

Laura Lombardi, 05 novembre 2026 | © Riproduzione riservata

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