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Una veduta di Matera

Foto tratta da Wikipedia, CC BY-SA 4.0, Benjamin Smith

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Una veduta di Matera

Foto tratta da Wikipedia, CC BY-SA 4.0, Benjamin Smith

Da Capitale Mediterranea della Cultura, Matera si trasforma in una laboratorio performativo diffuso

Il programma si apre il 20 marzo con la cerimonia inaugurale e il Teatro Duni, che ospiterà il momento centrale della giornata, sarà il cuore pulsante di questa narrazione

Una mostra fotografica di Mimmo Jodice e un’esposizione intitolata «Adriano Olivetti: Matera e il sogno di una impresa», ovvero un’indagine sul legame tra cultura industriale e territorio capace di rileggere l’utopia comunitaria come modello attuale per il Sud. Sono due dei tanti progetti in campo per Matera Capitale Mediterranea della Cultura e del Dialogo 2026», anticipati nel corso di un incontro che si è svolto a Roma nella sede del Ministero della Cultura. Il programma si apre il 20 marzo con la cerimonia inaugurale: data che coincide con la Giornata Internazionale della Felicità. Ecco il concept del «cantiere-evento», che convertirà la città in un laboratorio performativo diffuso: dalle impalcature ai balconi delle abitazioni private, fino agli spazi urbani interstiziali, i cantieri e lo spazio pubblico si trasformeranno in palcoscenici di attivazione culturale. Cuore pulsante di questa narrazione sarà il Teatro Duni, che ospiterà il momento centrale della giornata con la cerimonia istituzionale: opera dell'architetto materano Ettore Stella completata nel 1949, la sua riapertura straordinaria nella veste di «cantiere-evento» segna la restituzione alla città di un luogo simbolo della sua modernità. Al calare del sole, il racconto si sposterà negli antichi Rioni Sassi. Mentre piazza San Pietro Caveoso diventerà la base per uno spettacolo site specific di droni che trasformerà la Gravina in uno «specchio luminoso» rivelando le geometrie della roccia, lo sguardo sarà guidato verso l’alto, sulla Rupe del Monterrone. Su questo iconico sperone roccioso nel cuore del Sasso Caveoso, una performance artistica dialogherà con la verticalità del luogo attraverso luci e suoni. Una «firma luminosa» che proietterà la materialità storica di Matera verso il futuro, offrendo una sintesi visiva perfetta tra la pietra millenaria e le nuove tecnologie. In caso di maltempo lo show serale sarà rimandato al giorno seguente.

Nel suo messaggio, il ministro Alessandro Giuli ha evidenziato che «Matera Capitale Mediterranea della Cultura e del Dialogo accenderà i riflettori sull’appartenenza mediterranea e sulla vocazione culturale delle aree interne del Meridione. È una predisposizione naturale che valorizziamo attraverso le iniziative del “Piano Olivetti”, lanciato dal Ministero della Cultura per irrobustire i presidi culturali dei territori d’Italia. E non è un caso che una delle principali iniziative promosse da Matera Capitale Mediterranea 2026, con il sostegno del Ministero della Cultura, sarà proprio una grande esposizione dedicata al legame tra la città e la figura di Adriano Olivetti. Il sogno di Olivetti era quello di integrare in un intento concorde Stato e società civile, cultura e impresa, segmenti sociali e aree geografiche. Matera incarna oggi quella stessa intuizione: la cultura come motore di innovazione, inclusione e coesione». Si parte indagando le «Stratificazioni (il tempo)», dove Matera si fa archivio verticale: in questa sezione spicca la mostra fotografica di Jodice, che con il suo inconfondibile sguardo d’autore indagherà l’antichità e la memoria del Mediterraneo e l’esposizione permanente «Matera nella storia della fotografia». Il tempo è esplorato anche attraverso la tradizione orale del Festival del racconto e si chiude guardando verso l’alto con la magia luminosa e poetica dell’evento Matera Cielo Stellato. Si prosegue esplorando gli «Isolamenti (lo spazio)», intesi non come limite ma come risorsa di spiritualità e resilienza delle aree interne. Il programma vede l’attivazione della comunità con la Festa internazionale del Vicinato e la spiritualità delle letture collettive multilingue del Cantico delle Creature. L’indagine sullo spazio abbraccia anche la conferenza scientifica «Mediterraneo, hub del cambiamento climatico».

Centrale è il tema delle «Contaminazioni (la società)». Grande rilievo è dato al progetto «Suoni Mediterranei», un vero e proprio ponte sonoro e residenza musicale che unisce in un dialogo diretto i musicisti di Matera e quelli di Tétouan, città marocchina che condivide con Matera il titolo di Capitale Mediterranea della Cultura e del dialogo 2026. Altrettanto centrale è la grande esposizione «Adriano Olivetti: Matera e il sogno di una impresa», un’indagine sul legame tra cultura industriale e territorio capace di rileggere l’utopia comunitaria come modello attuale per il Sud. Il cartellone delle contaminazioni include inoltre diversi Festival tra cui «Matera Mediterranea», dedicato al dialogo interculturale, «Mediterranean playground», festival dei giochi di strada, e il Festival del design del Mediterraneo. Completano la sezione i dialoghi accorati di «Voci dal Mediterraneo» e i seminari sulla cooperazione euromediterranea attraverso il restauro, curati dall’Istituto Centrale del Restauro di Matera. Infine, le «Transumanze (il movimento)» chiudono il cerchio, trasformando migrazioni culturali e spostamenti in atti generativi. Ruolo di primissimo piano nel programma ha la rassegna Italian Screens, summit mediterraneo del cinema e dell’audiovisivo che riunirà a Matera rappresentanti istituzionali, produttori e operatori: B2B finalizzati all’internazionalizzazione, al consolidamento e all’attivazione di nuove collaborazioni e rassegne cinematografiche, anche in sinergia con i festival di cinema già presenti in città e in dialogo con altri festival del mediterraneo. Il movimento prende forma anche con le performance musicali di «Attraversamenti», l’esplorazione virtuale e sull’IA generativa della mostra digitale «The sea is closer than you think», il viaggio librario di «Atlanti babelici: la biblioteca errante» e la conferenza Ex Med sulle politiche strategiche sul Mediterraneo. Le onde sonore della storica festa di Radio 3, Materadio, portano le voci della cultura oltre i confini fisici. A suggellare questo percorso è la «Porta della Speranza», un’opera site specific d’arte carceraria realizzata con il Dicastero per la Cultura e l’Educazione della Santa Sede, come soglia fisica e simbolica di accoglienza e dialogo interreligioso. A fare da cornice e collante a queste quattro fasi vi sono incontri trasversali come la rassegna letteraria «Mediterranei. Storie, saperi e pratiche del dialogo», il ciclo «Ricerca, Cultura e Sviluppo Mediterraneo» a cura del Dipartimento per l’innovazione scientifica, umanistica e sociale dell’Università della Basilicata, fino al momento istituzionale conclusivo della Cerimonia di chiusura nella Giornata del Mediterraneo, il 28 novembre. «Forti dell’eredità metodologica acquisita nel 2019 come Capitale Europea, ci poniamo oggi quale nodo attivo e connettore strategico tra le reti delle Capitali della Cultura e il bacino euromediterraneo», ha affermato la direttrice generale della Fondazione Matera Basilicata 2019, Rita Orlando.

Gianfranco Ferroni, 23 febbraio 2026 | © Riproduzione riservata

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