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Ludovica Zecchini
Leggi i suoi articoliL'autunno dell'arte si ritrova, come di consueto, sotto le chiome di Regent's Park. Con l'apertura dei padiglioni di Frieze London e Frieze Masters, la capitale britannica torna a imporsi fino al 18 ottobre come ombelico del calendario internazionale, accogliendo quasi 300 gallerie provenienti da 48 Paesi. All'interno di questa densa architettura fieristica, il sistema dell'arte italiano si presenta con una significativa presenza di gallerie, distinguendosi per rigore scientifico e ricerca.
A Frieze Masters, dedicata alle opere realizzate prima del XXI secolo, la rappresentanza italiana si muove lungo coordinate ben definite, che spaziano dalle arti decorative antiche fino al secondo Novecento storicizzato. Nella sezione curatoriale Spotlight, la galleria milanese 10 A.M. ART presenta una personale di Tilde Poli, riscoprendo la pittura geometrica e anticonvenzionale dell'artista. Nella sezione Galleries, Galleria Continua propone un progetto d'impostazione museale focalizzato su Anish Kapoor, dove nove sculture in ceramica a smalto scuro del 1994 dialogano con la storica opera in arenaria e pigmento puro «Not Eve» (1989). Alberta Pane Gallery intreccia un confronto al femminile tra avanguardia e storia, affiancando i lavori di Claude Cahun e Judy Chicago. Il settore delle arti decorative e degli Old Masters vede protagonisti la Gallery Moshe Tabibnia, con una selezione di manufatti tessili rinascimentali e rari tappeti anatolici e safavidi del XVI e XVII secolo, la Hartford Fine Art – Lampronti Gallery sotto la direzione di Cesare Lampronti, concentrata sul vedutismo veneziano e sulla pittura del Sei e Settecento, e Voena, che propone il suo collaudato contrappunto tra maestri barocchi e superfici del secondo Novecento.
Sull'altro fronte, Frieze London riunisce 172 gallerie incentrate sulla produzione contemporanea e sulle ricerche emergenti. L'assetto italiano si distribuisce tra la sezione principale e le aree curatoriali. La Galleria Lorcan O'Neill allestisce uno stand che affianca le tele figurative di Tracey Emin alla pittura analitica di Giorgio Griffa, insieme alle terrecotte di Giuseppe Ducrot e alle partiture concettuali di Martin Creed. La galleria bolognese P420 propone una collettiva di pittura e scultura che spazia da June Crespo a Shafei Xia, mentre la Galleria Franco Noero firma un'installazione densa di dialoghi storici e contemporanei, accostando autori come Pier Paolo Calzolari, Robert Mapplethorpe, Francesco Vezzoli, Henrik Olesen e Martino Gamper. In una scelta di cooperazione editoriale, Francesca Minini e Galleria Massimo Minini condividono un unico spazio espositivo ponendo in rilievo opere di Carla Accardi, Sheila Hicks, Peter Halley, Sol Calero e Ivana Bašić. Completa la presenza nella sezione generale la bresciana Apalazzogallery, attiva sulla sperimentazione concettuale internazionale.
Nello spazio Focus, riservato alle gallerie emergenti e ai progetti monografici, la presenza milanese si distingue per due proposte mirate: Clima presenta un solo booth dedicato alle ricerche pittoriche di Justine Neuberger, mentre eastcontemporary porta in fiera «Preppers», un'installazione scultorea e video dell'artista lituana Anastasia Sosunova ispirata alle subculture del bricolage nell'Europa baltica.
Lo stand dell aGalleria Lorcan O'Neill a Frieze London 2026
Ludovica Zecchini
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