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Ludovica Zecchini
Leggi i suoi articoliAttorno al lago di Lemano, a Ginevra, l'atmosfera è fiabesca. Le acque chiare riflettono dolci i raggi del sole, intiepiditi dall'autunno che avanza, prima di disperderli tra le vie del centro storico e depositarli sulla Cattedrale di Saint-Pierre, lungo il Parco dei Bastioni, sull’horloge fleurie (un orologio funzionante fatto di migliaia di fiori, che celebra la tradizione orologiaia svizzera) e infine sul Jet d’Eau, la fontana che spruzza acqua fino a 140 metri. Alta, altissima, come le aspettative di Christie’s, che alimenta la favola ginevrina prenotando le sale del Four Seasons Hotel des Bergues per il 10 novembre, quando proporrà all'incanto «The Bulgari Pink». Un anello al cui centro giganteggia un diamante rosa taglio smeraldo da ben 24 carati.
Destinato a guidare la vendita Magnificent Jewels, appuntamento centrale della Luxury Autumn Week svizzera, il lotto si presenta con una stima compresa tra i 10 e i 15 milioni di franchi svizzeri (circa 12-18 milioni di dollari) e lo si potrà ammirare in una preview aperta al pubblico dal 5 al 10 novembre. Custodito per settant'anni dalla stessa famiglia aristocratica europea, il gioiello si appresta così a compiere il suo debutto assoluto in asta.
L'anello trova origine nei primi anni Cinquanta, quando il bisnonno dell’attuale proprietario acquistò la pietra grezza direttamente in India per poi affidarla all'atelier di Bulgari in via Condotti, a Roma. Non a caso, in quegli anni la maison viveva la sua ascesa internazionale, godendosi la cosiddetta stagione dell'«Hollywood sul Tevere», con la città divenuta destinazione prediletta di dive internazionali come Audrey Hepburn ed Elizabeth Taylor.
Distante dalle soluzioni di taglio miste concepite per accentuare la saturazione del colore a scapito della limpidezza, la pietra si distingue per un taglio a smeraldo a gradini rettangolare affiancato da due baguette. Una scelta di rigorosa architettura orafa che rivela la struttura cristallina della gemma, ponendo al centro la pura qualità della materia. Sotto il profilo gemmologico, l'analisi del Gemological Institute of America ne certifica il grado Fancy Intense Pink, un solo gradino al di sotto della saturazione apicale del Fancy Vivid ma di rara rilevanza su una massa di 24 carati.
Se nei diamanti gialli e blu la pigmentazione riflette la presenza di azoto o boro, la tonalità rosa è qui invece l'esito di una remota deformazione reticolare impressa nel cristallo miliardi di anni fa. La gemma si inserisce inoltre nel novero del Tipo IIa, categoria chimicamente purissima e priva di azoto che copre meno del 2% delle pietre estratte al mondo, rievocando l'eredità dei giacimenti indiani di Golconda, ormai esauriti da due secoli.
Ludovica Zecchini
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