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Margherita Panaciciu
Leggi i suoi articoliAncora un museo francese nel mirino dei ladri. Nella prima mattina di domenica 5 luglio, il Musée Lalique di Wingen-sur-Moder, nel dipartimento del Basso Reno, è stato teatro di un furto spettacolare: una banda di malviventi ha sottratto una ventina di gioielli di grande valore, con una stima della perdita che si aggirerebbe intorno ai quattro milioni di euro.
L’azione si è consumata in pochi minuti, secondo una dinamica che richiama da vicino altri recenti episodi di effrazione ai danni del patrimonio artistico francese. Intorno alle 5.30, un gruppo di ladri mascherati sarebbe riuscito a entrare nell’edificio forzando una porta, per poi dirigersi verso la sala dedicata alla gioielleria e infrangere sei teche espositive. L’allarme è scattato, ma l’intervento della sicurezza non avrebbe impedito ai responsabili di allontanarsi prima dell’arrivo delle forze dell’ordine. Le indagini sono in corso e le immagini delle telecamere di sorveglianza sono state acquisite dagli investigatori. Il museo resterà chiuso per alcuni giorni, mentre viene valutata l’entità precisa della perdita e si ricostruisce la dinamica dell’accaduto.
Gli oggetti sottratti appartengono al mondo creativo di René Lalique, figura centrale tra la fine dell’Ottocento e il Novecento, capace di trasformare il gioiello e il vetro artistico in un linguaggio innovativo sospeso tra natura, design e sperimentazione tecnica. Formatosi come gioielliere, Lalique collaborò anche con celebri maison francesi come Cartier e Boucheron prima di sviluppare una ricerca autonoma, orientata verso il vetro modellato, l’avorio, gli smalti e le pietre semi-preziose. Il museo, inaugurato nel 2011 nei pressi degli stabilimenti produttivi legati alla storia della manifattura Lalique, conserva oltre 650 opere tra gioielli Art Nouveau, creazioni Art Déco e lavori contemporanei in cristallo. Un luogo concepito non soltanto come spazio espositivo ma come custode di una tradizione artigianale che ha segnato profondamente la cultura del lusso francese.
La vicenda riporta in primo piano una questione già emersa con forza dopo il furto avvenuto al Louvre nell’ottobre precedente, quando una banda aveva sottratto gioielli storici, compresi alcuni appartenenti all’antica Corona francese, in un’azione durata meno di otto minuti. Anche in quel caso l’episodio aveva sollevato interrogativi sulla protezione dei luoghi simbolo del patrimonio culturale.
Margherita Panaciciu
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