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Flavia Foradini
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Per la sua mostra autunnale, il Kunsthistorisches Museum (Khm) di Vienna ha deciso di provare a proporre delle risposte o almeno a fornire delle ipotesi a quesiti lasciati senza soluzione per secoli. Il periodo preso in esame è quello tra il I secolo a.C. e il I d.C. I luoghi dell’azione sono Efeso, Alessandria e Roma, tre città simbolo dell’antichità, a livello politico, militare, culturale e civico. Già il titolo e il sottotitolo, «Scena del crimine. Efeso. Cleopatra e Roma», suggeriscono che l’avvio di questo viaggio a ritroso è l’affascinante città nell’attuale Turchia, e che il percorso si snoda non solo attraverso luoghi cardine del Mare Nostrum ma anche attraverso personaggi leggendari: da Cleopatra a Cesare, da Marco Antonio ad Augusto.
Il perché della volontà di fare di Efeso il punto di partenza è innanzitutto il fatto che da oltre 130 anni quel sito archeologico si avvale delle ricerche, degli scavi e degli studi di ricercatori austriaci e fu proprio là che circa un secolo fa venne scoperto un peculiare edificio ottagonale e al suo interno venne trovato uno scheletro cui fino ad oggi non è stato possibile dare un’identità. La suggestiva proposta della mostra («un sepolcro misterioso, un omicidio scandaloso, un mondo in transizione… chi erano i protagonisti e che ruolo giocarono negli sconvolgimenti politici del I secolo avanti e dopo Cristo?») è che quei resti umani possano essere appartenuti alla sorella di Cleopatra, Arsinoe IV, fatta uccidere dall’ambiziosa sovrana in quanto insidiosa rivale al trono d’Egitto: «Certo è che né il luogo dell’assassinio di Arsinoe né quello della sua sepoltura sono sufficientemente documentati», si cautelano i curatori Georg Plattner, Regina Hölzl, Stephanie Stoss, Martina Minas-Nerpel e Hilmar Klinkott, che saldando i due temi chiedono ai visitatori di assecondare l’idea che quegli eventi possano avere a che fare con l’Ottagono, e di farsi dunque parte di un esercizio di pensiero, immergendosi in quel mondo mediterraneo e sondando i rapporti sia politici che culturali tra le tre grandi potenze che vi si affacciavano: «L’ipotesi dell’Ottagono come tomba di Arsinoe è incerta, anche se la forma ottagonale dell’edificio sembra suggerire un collegamento con il Faro di Alessandria: anche in base agli studi recenti, il ruolo politico di Arsinoe IV e il luogo della sua morte e sepoltura restano un mistero». I manufatti esposti sono un centinaio e provengono innanzitutto dalle vaste collezioni antiche del Khm, come gli elementi architettonici in marmo dell’Ottagono di Efeso (seconda metà del I secolo a.C.), la celebre Gemma augustea in onice a due strati (9-12 d.C.), il cammeo tolemaico creato su una lastra di onice a dieci strati (278-269 a.C.), ma anche sarcofagi, maschere mortuarie egizie, busti, statue, stele, monete da vari ambiti geografici mediterranei.
Dai Musei Statali di Berlino provengono fra l’altro la testa marmorea di Cleopatra (ultimo quarto del I secolo a.C.) e quella di Cesare in basanite (I a.C.-I d.C.), mentre una testa bronzea di Augusto (27-25 a.C.) è stata prestata dal British Museum. Dato il tema, la mostra è opportunamente allestita dal 20 ottobre al 29 marzo 2027 nell’ala del palazzo imperiale affacciata su piazza degli Eroi, che ospita fra l’altro il Museo di Efeso.
Altrettanto opportunamente, il tema scelto può contribuire a favorire l’afflusso di visitatori anche alle collezioni che non si trovano nell’edificio principale del Khm e sono spesso meno gettonate.
Testa marmorea di Cleopatra (ultimo quarto del I secolo a.C.), Musei Statali di Berlino
Testa bronzea di Augusto (27-25 a.C.), British Museum