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Ludovica Zecchini
Leggi i suoi articoliCon il fresco record francese per un'opera di Claude Monet in asta - con il monumentale «Iris» (1924-25) di Claude Monet battuto da Sotheby’s per 50 milioni di euro - l'attenzione del mercato torna a illuminare il pittore impressionista. Un pittore sempre desiderato e ricercato, su cui pesa inevitabilmente la scarsità strutturale di opere a disposizione dei collezionisti, con gran parte sua produzione conservata nei più grandi musei del mondo, da Parigi a Londra fino a Chicago. Ne consegue che, ogni qual volta una tela di caratura museale riemerge da storiche raccolte private, l'attenzione della platea globale si accende all'istante. E le valutazioni lievitano. A confermarlo sono gli indicatori di Artprice: nel 2025 Monet si è posizionato al settimo posto nella classifica mondiale dei migliori artisti per volume d'affari, dopo annate record che lo hanno visto stabile al secondo posto globale, come nel 2018, 2019, 2022 e 2024. Anche il 2026, come anticipato, non sta affatto andando male. Anzi, se consideriamo solo il mercato francese, il maestro impressionista ha battuto per ben tre volte il suo record personale: prima in aprile con «Vétheuil, effet du matin» (10,2 milioni di euro da Sothebys'), poi nella serata del 22 ottobre, con il già citato «Iris» che ha superato «Bord de falaises à Pourville», aggiudicato a 12,78 milioni di euro da Christie's nel pomeriggio.
Tuttavia, nessuno di questi è riuscito a rientrare nella classifica dei migliori cinque risultati in asta di Monet. Scopriamo allora quali sono.
«Meules» (1890), 110,7 milioni di dollari, Sotheby's New York, 2019
«Nymphéas en fleur» (circa 1914-1917), 84,7 milioni di dollari, Christie's New York, 2018
«Meule» (1891), 81,4 milioni di dollari, Christie's New York, 2016
«Le Parlement, soleil couchant» (1900-1903), 76 milioni di dollari, Christie's New York, 2022
«Le Bassin aux nymphéas» (1917-1919), 74 milioni di dollari, Christie's New York, 2023
Ludovica Zecchini
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