Image

Verifica le date inserite: la data di inizio deve precedere quella di fine

Image

Molly e Peggy Gainsborough in un dipinto del padre Thomas, 1756 ca, Londra, National Gallery

Image

Molly e Peggy Gainsborough in un dipinto del padre Thomas, 1756 ca, Londra, National Gallery

Ciò che Gainsborough non dipinse: la vita delle sue figlie oltre la grazia dei ritratti

Le sorelle Molly e Peggy, la malattia dell’una e la rinuncia dell’altra, in un romanzo che misura il prezzo domestico di una carriera e delle convenienze sociali nell’Inghilterra del Settecento

Beatrice Cumino

Leggi i suoi articoli

Il libro, esordio di Emily Howes, si ispira all’esistenza domestica del grande ritrattista e paesaggista inglese Thomas Gainsborough, ma gli sottrae il centro della scena. A interessare l’autrice sono Molly e Peggy Gainsborough: le due bambine che, nei dipinti del padre, possono apparire figure di grazia settecentesca, ma che qui acquistano voce, corpo, destino. Il romanzo è ambientato inizialmente a Ipswich nel 1759. Howes interroga il rovescio del ritratto. Da un lato c’è il pittore che costruisce la sua reputazione dipingendo l’alta società; dall’altro, l’intimità. L’arte non fa da semplice fondale alla vicenda, ma diventa il modo attraverso il quale si misura la distanza fra l’immagine pubblica e la vita vissuta. Le stoffe, le pose, la luce, persino l’ordine della casa hanno il peso di una scenografia che può proteggere e insieme soffocare. 

Il nucleo del romanzo è il rapporto fra le sorelle. La loro vicinanza, inizialmente quasi gemellare, viene sottoposta al peso della malattia e della vergogna sociale che la scorta. Peggy è la voce che accompagna Molly, la osserva e cerca di trattenerla quando sembra allontanarsi da sé e dagli altri. Peggy rinuncia a una vita propria e svolge una sorveglianza continua nel tentativo di proteggere Molly, malata di mente. Il trasferimento a Bath rende ancora più visibile questa tensione. Per Thomas Gainsborough la città termale è un’occasione professionale, un ambiente ricco di potenziali committenti; per la moglie è invece il teatro di una difficile promozione sociale delle figlie. La madre cerca di inserirle in una rete di conoscenze, di renderle desiderabili all’interno di un mondo che esige grazia, autocontrollo e normalità. Ma Molly non può aderire a quell’immagine. La scrittrice riconosce a Gainsborough affetto, tenerezza e la capacità di cogliere le figlie nello spazio protetto della pittura; ma resta anche un uomo interamente assorbito dal lavoro. L’arte gli consente di trasformare il disordine dell’esistenza in immagine: le figlie diventano ideali di bellezza, di compostezza e di malinconia: ciò che non può essere dipinto rimane ai margini della tela (nella foto, «Le figlie del pittore che inseguono una farfalla», 1756 ca, Londra, National Gallery). La scrittura è ricca di materia e di sensazioni: colori, odori, interni, abiti, oggetti. Talvolta la densità atmosferica rallenta l’andamento del racconto; più che un difetto, è il prezzo di una prosa che vuole restituire la fisicità di un mondo prima di interpretarlo. Il rischio dell’estetizzazione è compensato dalla costante attenzione alle crepe: sotto la superficie dei merletti e delle convenienze, il romanzo individua una rete di silenzi e paure. Il risultato è un libro che non chiede di guardare meglio i dipinti di Gainsborough, ma di guardarli diversamente. E di domandarsi, davanti a ogni immagine familiare tramandata dalla storia dell’arte, quanta parte della vita resti fuori dal quadro.

Le figlie del pittore. Il romanzo delle figlie di Gainsborough
di Emily Howes, traduzione di Alessandro Zabini, 352 pp., Neri Pozza editore, Vicenza 2026, € 21

La copertina del volume

Beatrice Cumino, 19 ottobre 2026 | © Riproduzione riservata

Beatrice Cumino

Leggi i suoi articoli

Altri articoli dell'autore

In un recente volume Lisa Nico cerca di restituire complessità all’opera del fotografo emiliano, tra paesaggio, immagini e riflessione sul modo in cui conosciamo la realtà

Una grande mostra mette per la prima volta in dialogo i due artisti, vissuti a cinquant’anni di distanza, chiamandoli a confrontarsi sul terreno del corpo e delle emozioni

Un romanzo d’esordio, sorprendente e colto, ripercorre le vite di Nedda e Gigina Necchi e di Angelo Campiglio che a Milano fecero progettare da Pietro Portaluppi una delle più affascinanti residenze private del Novecento, oggi tesoro del Fai

Tra Rinascimento e Barocco l’ornamento prezioso era molto più di un simbolo di ricchezza. Dodici saggi di studiosi internazionali mettono a confronto corti italiane ed europee

Ciò che Gainsborough non dipinse: la vita delle sue figlie oltre la grazia dei ritratti | Beatrice Cumino

Ciò che Gainsborough non dipinse: la vita delle sue figlie oltre la grazia dei ritratti | Beatrice Cumino