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Uno scatto dall’interno del museo

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Uno scatto dall’interno del museo

Cinque generazioni di arte nel Museo Civico Basilio Cascella

La collezione dell’artista include più di cinquecento opere all’interno dell’antico laboratorio artistico, che ora ospita un percorso espositivo aggiornato con materiale digitale

Hoc opus hic labor est (Virgilio, Eneide, VI, 129): qui sta l’impresa, qui è la fatica. Gabriele d’Annunzio aveva posto quell’iscrizione sull’architrave del Vittoriale come dichiarazione di poetica – e quell’etica del fare Basilio Cascella l’aveva tradotta in pietra, a Pescara, nel 1895, in qualcosa che non era solo una bottega: era un’idea di come la pratica dell’arte possa coincidere con una forma di esistenza. Quel laboratorio esiste ancora, ed è diventato museo. Il Museo Civico Basilio Cascella custodisce oggi più di seicento opere che attraversano cinque generazioni di artisti, in un edificio rimasto fedele a se stesso: conserva le pietre litografiche originali, i mobili d’epoca, i bozzetti accanto alle opere finite, restituendo insieme al risultato, il processo creativo. 

Basilio Cascella (1860–1950) era pittore, ceramista, litografo, fotografo: un artista che aveva fatto della contaminazione tra tecniche e linguaggi il tratto distintivo della sua ricerca. Per mezzo secolo il suo stabilimento fu centro di produzione grafica e luogo d’incontro per intellettuali come d’Annunzio, Pirandello, Pascoli, Marinetti. Nel 1966 la famiglia dona l’edificio al Comune di Pescara, che lo inaugura come museo nel 1975. La collezione testimonia la complessità di questa vicenda familiare. Accanto alle opere di Basilio – tra cui spicca Il bagno della pastora, grande dipinto di ascendenza simbolista – il museo espone dipinti, sculture, ceramiche, litografie e fotografie dei figli Tommaso, Michele e Gioacchino e dei nipoti Andrea e Pietro: dal verismo di fine Ottocento ai manifesti pubblicitari, dalla ceramica decorativa agli oli su tela. Nel 2004 la struttura è stata ampliata con due nuove sale, una delle quali dedicata a Tommaso Cascella. Un recente intervento PNRR ha ridisegnato l’accessibilità degli spazi, contribuendo allo sviluppo di un nuovo sito web, un’app ufficiale e una guida digitale ad affiancare il percorso espositivo. La gestione è affidata alla Fondazione Genti d’Abruzzo, che coordina anche il Museo delle Genti d’Abruzzo, le biblioteche civiche e il Polo Bibliotecario Aternino: un modello di governance che consente sinergie rare nel panorama museale locale. La quarta e la quinta generazione – Tommaso jr, Jacopo, Marco, Matteo Basilè e Davide Sebastian – portano avanti l’eredità con linguaggi figurativi propri, mantenendo vivo quel dialogo tra passato e presente che il museo, nella sua stessa struttura, incarna meglio di qualsiasi didascalia.

Redazione, 12 agosto 2026 | © Riproduzione riservata

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