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Valeria Sermonti
Leggi i suoi articoliIl cinema come strumento di promozione turistica, capace di trasformare i luoghi delle riprese in destinazioni da scoprire. È questo l’obiettivo di «Che spettacolo l’Italia! What a movie Italia is!», il progetto presentato dal ministro del Turismo Gianmarco Mazzi durante la Festa del Cinema di Roma. L’iniziativa, realizzata dal Ministero in collaborazione con Enit Spa, punta a valorizzare il patrimonio culturale italiano attraverso contenuti audiovisivi originali collegati direttamente a film, film tv e serie televisive.
Il progetto prevede la realizzazione di brevi opere, denominate «film turismo», della durata compresa tra cinque e dieci minuti. Non semplici spot promozionali o dietro le quinte, ma veri e propri cortometraggi con una propria identità artistica, pensati per mantenere nel tempo il loro valore culturale e narrativo.
«Chiediamo che siano realizzati con creatività cinematografica», ha spiegato Mazzi, sottolineando la volontà di creare contenuti che possano essere apprezzati anche a distanza di molti anni. A raccontare i territori saranno gli stessi attori protagonisti, eventualmente affiancati da altri interpreti e dal regista, che accompagneranno il pubblico alla scoperta delle località in cui si sono svolte le riprese, soffermandosi sulle scene più significative e sul legame tra luoghi reali e finzione cinematografica.
La caratteristica centrale dell’iniziativa è proprio il collegamento diretto tra il film turismo e l’opera principale. La presenza del contenuto aggiuntivo sarà annunciata nei titoli di testa con la dicitura «quest’opera promuove lo sviluppo del turismo italiano». Al termine della visione, gli spettatori potranno così conoscere i luoghi appena visti sullo schermo e trasformare la curiosità suscitata dalla storia in un possibile desiderio di viaggio.
Per sostenere la produzione e la distribuzione dei cortometraggi sono previsti contributi da 150mila fino a 400mila euro, in base alla tipologia dell’opera e alle caratteristiche del progetto. I finanziamenti saranno aggiuntivi rispetto agli altri strumenti di sostegno al settore audiovisivo, compresi tax credit e contributi delle Film Commission. L’avviso rivolto ai produttori sarà pubblicato il 10 novembre e le proposte verranno valutate da una commissione ministeriale. La fase iniziale avrà carattere sperimentale e durerà un anno.
L’idea nasce dalla consapevolezza dell’influenza esercitata dal cinema e dalla televisione sull’immagine turistica dell’Italia. Mazzi ha ricordato opere come «La dolce vita», «Vacanze romane», «La vita è bella», «Il postino» e «Il gladiatore», capaci di legare luoghi e paesaggi all’immaginario collettivo. Tra gli esempi televisivi figurano «Il commissario Montalbano», che ha contribuito a rendere riconoscibili le località siciliane utilizzate per rappresentare Vigata, e «Sandokan», le cui riprese hanno coinvolto anche diverse aree della Calabria.
Proprio la possibilità di far conoscere destinazioni meno note rappresenta uno degli aspetti centrali del progetto. Mazzi ha citato anche Mozia, in Sicilia, luogo delle riprese della serie «Màkari», osservando come il pubblico possa apprezzare un’ambientazione senza conoscerne necessariamente la collocazione geografica.
Alla presentazione, Salvo Nastasi, presidente della Fondazione Cinema per Roma, ha espresso fiducia nella partecipazione del settore e proposto un confronto tecnico con le rappresentanze della filiera cinematografica.
L’ambizione è creare un legame duraturo tra narrazione audiovisiva e turismo, affidando agli artisti il compito di raccontare l’Italia attraverso la loro esperienza diretta. Un modo per trasformare la passione per un film o una serie in un’occasione concreta per scoprire città, borghi e paesaggi del Paese.
Valeria Sermonti
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