Verifica le date inserite: la data di inizio deve precedere quella di fine
Redazione
Leggi i suoi articoli«Maria» racconta la storia di Ana Maria Jeremias, una donna angolana che a nove anni è stata indotta a lasciare la sua terra natale per il Portogallo. Seguendo la falsa promessa di un’istruzione che non ha mai ricevuto, ha invece passato il resto della sua vita a pulire le case dei suoi datori di lavoro. Questo progetto, espresso in forma diaristica, recupera ricordi e l’identità di una donna vittima di razzismo, la cui vita è stata plasmata dalle disuguaglianze della società portoghese, profondamente segnata dal suo passato coloniale. Offrendo una prospettiva critica sui privilegi della classe media, Maria tenta di restituire alle donne il riconoscimento che è sempre stato loro negato, nonché il diritto alla memoria e alla cittadinanza.
Maria Abranches (1991, Portogallo) è una fotografa documentarista, il cui lavoro mette in luce questioni critiche e amplifica le voci emarginate.
© Marina Abranches
© Marina Abranches
Redazione
Leggi i suoi articoliAltri articoli dell'autore
Dal primo di settembre ha preso il posto di Luca Massimo Barbero, che ha assunto il ruolo di presidente
Sarà annunciato entro il 30 ottobre il vincitore tra Capri, Civita di Bagnoregio in aggregazione con Bolsena, Padova e Pozzuoli
Curata riunendo autori internazionali affermati, tra cui anche Natalie Curtis, Lars von Trier, Yung-Hsiang Chou e David Allan Brandt, e nuove generazioni di autori, l’esposizione si conferma uno dei punti di ricerca più interessanti sul rapporto tra fotografia, cinema e arti visive contemporanee.
L’iniziativa, promossa dalla sottosegretaria alla Cultura Lucia Borgonzoni, punta a verificare se l’esperienza culturale possa diventare uno strumento integrato nelle politiche di salute pubblica

