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«Jodi», lo scheletro di Nanotyrannus stimato fino a 9 milioni di dollari da Sotheby’s

Photo Credit: Matthew Sherman

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«Jodi», lo scheletro di Nanotyrannus stimato fino a 9 milioni di dollari da Sotheby’s

Photo Credit: Matthew Sherman

Sotheby’s porta all’asta «Jodi», raro scheletro di Nanotyrannus stimato fino a 9 milioni di dollari

Dopo il record di «Gus», la casa d'aste presenta a New York il primo esemplare del predatore battuto sul mercato dopo la conferma scientifica della sua autonomia dal T. rex

Camilla Sordi

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A tre mesi dalla vendita record di «Gus», il Tyrannosaurus rex battuto a luglio per 50,1 milioni di dollari, l'incanto di reperti paleontologici di alto profilo si arricchisce di un nuovo capitolo. Sotheby’s annuncia per il 27 ottobre a New York un'asta monografica dedicata a «Jodi», uno dei soli tre scheletri montati conosciuti di Nanotyrannus. La stima, compresa tra i 6 e i 9 milioni di dollari, risente del recente riassestamento tassonomico che ha segnato la paleontologia dei vertebrati: la definitiva validazione del Nanotyrannus come genere autonomo e distinto dal T. rex, dopo un dibattito scientifico durato oltre ottant'anni.

L'esemplare sarà esposto al pubblico dal 13 ottobre negli spazi del Breuer Building a Manhattan, segnando la prima apparizione sul mercato d'asta di un Nanotyrannus da quando la letteratura scientifica ne ha confermato la validità. Descritto per la prima volta nel 1946 sulla base del celebre «Cranio di Cleveland», il Nanotyrannus è stato a lungo considerato da una parte della comunità accademica come una forma giovanile o subadulta di Tyrannosaurus rex. La controversia si è ricomposta a seguito degli studi condotti dai paleontologi Lindsay Zanno e James Napoli su oltre 200 fossili di tirannosauridi, che hanno evidenziato oltre 150 marcate divergenze osteologiche e morfo-funzionali. Tra queste figurano le dimensioni da adulto (circa 5,5 metri di lunghezza contro i 12 del T. rex), arti anteriori proporzionalmente più lunghi e dotati di grandi artigli, un maggior numero di alveoli dentari (fino a 17 nella mandibola) e una differente formula vertebrale caudale.

Scoperto nel 2019 dalla proprietaria terriera Jodi Pierson nella Formazione di Hell Creek, in Montana, il fossile è stato recuperato dal paleontologo Clayton Phipps. L'esemplare, composto da circa 191 elementi ossei fossilizzati, presenta uno stato di conservazione eccezionale. Il cranio comprende 53 elementi articolati e conservati (tra cui mascelle, nasali fusi, scatola cranica e circa 35 denti in vari stadi di eruzione), oltre al cingolo pelvico completo, cospicue porzioni degli arti anteriori e posteriori (con la rara presenza della furcula) e l'asse scheletrico parietale. Prima della riattribuzione al genere Nanotyrannus, lo scheletro era stato esposto nel 2023 a Frieze Masters a Londra con il nome di «Chomper», presentandolo allora come un esemplare giovanile di T. rex.

L'asta si inserisce nella precisa strategia della casa d'aste guidata da Cassandra Hatton (Vice Chairman e Worldwide Head di Science & Natural History), che dal 1997 — anno dello storico incanto di «Sue», il primo T. rex passato all'asta e oggi al Field Museum di Chicago — guida un segmento di mercato in fortissima espansione. Tra i risultati più recenti figurano la vendita di «Apex» (uno Stegosaurus battuto nel 2024 per 45 milioni di dollari) e quella di un Ceratosaurus aggiudicato per 30,5 milioni di dollari, a conferma di un interesse collezionistico costante verso i grandi fossili del Cretaceo.

«Jodi», lo scheletro di Nanotyrannus stimato fino a 9 milioni di dollari da Sotheby’s. Photo Credit: Matthew Sherman

Camilla Sordi, 05 ottobre 2026 | © Riproduzione riservata

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