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Camilla Sordi
Leggi i suoi articoliI tempi sono cambiati, ma il primo grande appuntamento internazionale d'autunno, per il mondo dell'arte internazionale, è sempre a Londra. In un ottobre congestionato di eventi, su tutti la settimana dell'arte di Parigi appena sette giorni dopo, la Frieze Week (14-18 ottobre) sembra voler ricordare al mondo perché fino a pochi anni fa non aveva eguali in Europa. Mentre il panorama internazionale si frammenta in formati sempre più fantasiosi e specializzati, in virtù dell'efficienza e del contenimento dei costi, la capitale inglese riafferma il suo carattere massimalista. Frieze London e Frieze Masters, con quasi 300 gallerie complessive, sono le fiere ammiraglie, ma attorno ad esse si stringono un'altra serie di appuntamenti commerciali, mostre museali e in galleria.
Ecco le mostre in galleria da non perdere.
Gabriel Orozco: «Chronotopic»
White Cube Bermondsey
16 settembre – 8 novembre 2026
A vent'anni dal suo esordio con White Cube, l'artista messicano Gabriel Orozco torna negli spazi di Bermondsey con un'ampia personale curata dallo storico dell'arte Briony Fer. Il percorso raccoglie oltre 100 opere tra scultura, pittura, fotografia e assemblage, articolandosi come un diario di viaggio temporale e spaziale. Oggetti d'uso quotidiano, frammenti urbani ed elementi effimeri acquisiscono nuove risonanze poetiche nel loro passaggio da un contesto all'altro, come testimonia «Sundial» (2026), luminosa tempera su foglia d'oro che intreccia la dimensione ordinaria a un respiro cosmico.
This Is Still Not a Pipe: The Afterlife of Magritte
Gagosian (Grosvenor Hill)
24 settembre – 12 dicembre 2026
Organizzata in collaborazione con la Fondation Magritte negli spazi di Mayfair, la mostra ricostruisce l'influenza e l'eredità concettuale del maestro surrealista belga René Magritte. L'itinerario espositivo accosta capolavori storici - dall'emblematica «Les Fleurs du voyage» (1926) sino al dipinto tardo «Les Orgues de la soirée» (1965) - alle ricerche di oltre 40 artisti contemporanei, tra cui Vija Celmins e Dana Schutz, invitati a dialogare con la natura dell'immagine e del linguaggio visivo attraverso opere storiche e commissioni inedite realizzate per l'occasione.
Georg Baselitz, Kopf (1, Head), 1966. Privately owned, Austria. Photo by Friedrich Rosenstiel, Köln. © Georg Baselitz 2026. Courtesy Thaddaeus Ropac gallery, London · Paris · Salzburg · Milan · Seoul.
Anish Kapoor
Hayward Gallery
16 giugno – 18 ottobre 2026
A chiusura della stagione estiva e in perfetta concomitanza con i giorni di Frieze, la Hayward Gallery ospita gli ultimi giorni della grande retrospettiva dedicata ad Anish Kapoor. Curata da Ralph Rugoff come progetto d'addio dopo vent'anni alla direzione dell'istituzione londinese, la mostra occupa l'intero complesso espositivo del Southbank Centre ripercorrendo le tappe fondamentali della carriera dello scultore britannico. Tra specchi in acciaio riflettente che distorcono lo spazio circostante ed enigmatici volumi rivestiti in Vantablack, il pigmento in grado di assorbire quasi la totalità della luce, la rassegna evidenzia la costante tensione dell'artista verso il vuoto, la percezione e la monumentalità.
Cecilia Vicuña: «Living Threads»
Whitechapel Gallery
7 ottobre 2026 – 14 febbraio 2027
Figura di spicco della cultura latinoamericana, la poetessa, artista e attivista cilena Cecilia Vicuña torna nell'East End londinese, luogo in cui visse in esilio nei primi anni Settanta a seguito del golpe militare, con una vasta panoramica che abbraccia sei decenni di produzione tra pittura, poesia, tessitura e cinema. L'esposizione presenta la serie storica «Palabrarmas», le rare sculture assemblate «precarios» nate proprio durante il soggiorno inglese e si chiude con «Foraging Quipu» (2025-2026), monumentale installazione partecipativa ispirata al sistema andino di cordicelle annodate (quipu) e realizzata intrecciando materia vegetale raccolta dagli abitanti di Londra.
Cady Noland
Gagosian (Davies Street)
12 ottobre – 19 dicembre 2026
Nota per la sua estrema riservatezza e la rarità con cui concede apparizioni pubbliche o mostre personali, Cady Noland presenta un corpus di lavori inediti nella sede di Davies Street di Gagosian. L'evento coincide con la riedizione di «The Clip-On Method» (2021), pubblicazione d'artista in due volumi gestita e progettata dall'autrice stessa come opera autonoma. Il progetto espositivo prosegue un'indagine quarantennale orientata a scardinare le strutture della cultura americana, evidenziandone i miti collettivi, il culto della celebrità e le latenti forme di violenza sociale.
Cindy Sherman, Untitled #704, 2026 © 2026 Cindy Sherman / Artists Rights Society (ARS), NY. Courtesy of the artist and Hauser & Wirth
Georg Baselitz: «The Heroes 1965–66»
Thaddaeus Ropac (Ely House)
13 ottobre – 18 dicembre 2026
Negli spazi d'epoca di Ely House a Mayfair trova sede la prima rassegna britannica interamente focalizzata sulla celebre serie degli «Eroi» (Helden), ideata da Georg Baselitz tra il 1965 e il 1966 a seguito del sequestro giudiziario delle sue prime opere a Berlino Ovest. Realizzata a pochi mesi dalla scomparsa dell'artista con importanti prestiti istituzionali provenienti dalla Tate e dai principali musei tedeschi, la mostra raccoglie queste imponenti e monumentali figure maschili ferite e disorientate, pietre miliari della pittura europea del secondo dopoguerra.
Cindy Sherman / Lorna Simpson
Hauser & Wirth (Savile Row)
13 ottobre – 23 dicembre 2026
Una doppia personale che mette a confronto la ricerca di Cindy Sherman e Lorna Simpson sulla costruzione dell'immagine e sull'identità femminile. Sherman presenta una serie inedita di ritratti focalizzata sui temi della bellezza, dell'invecchiamento e della rappresentazione, integrando negli scatti teli e tessuti d'archivio della maison Chanel; Simpson torna invece a esporre a Londra dopo otto anni con nuovi dipinti, sculture e collage (tra cui la grande opera «Constellation») realizzati a partire da fotografie d'archivio della rivista Ebony, proseguendo l'analisi critica sui media e la cultura afroamericana avviata con la recente retrospettiva al Metropolitan Museum di New York.
Camilla Sordi
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