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Riccardo Deni
Leggi i suoi articoliUn corteo di cani, tra cui se ne scorgono alcuni con abiti umani, ha conquistato il pubblico dell’arte. Léonard Tsuguharu Foujita con «Chiens savants, ou le carnaval des chiens» è stato il protagonista assoluto dell’asta di arte del XX e XXI secolo che Bonhams ha tenuto a Londra, nella sede di New Bond Street, il 16 ottobre. L’opera, una delle più grandi dell’artista giapponese mai apparse sul mercato, ha stracciato le stime iniziali (1,5-2 milioni di sterline) raggiungendo l’impressionante cifra di 3,98 milioni di sterline.
Un successo economico, certo, ma anche il culmine di una storia affascinante. Dipinto nel 1922 e custodito da allora nella stessa famiglia, il dipinto non era mai stato messo in vendita. Acquistato alla mostra d’arte giapponese del Salon de la Société Nationale des Beaux-Arts di Parigi, ha attraversato un secolo di storia prima di tornare sotto i riflettori. «È un’opera tanto raffinata quanto giocosa – ha commentato Ruth Woodbridge, responsabile del dipartimento impressionista e moderno di Bonhams – e non c’è da stupirsi che abbia affascinato i collezionisti».
Nel dipinto, due cani camminano su due zampe e indossano abiti umani, forse autoritratti mascherati di Foujita e della sua seconda moglie, Fernande Barrey. Il pittore, noto per il suo stile unico che fonde la precisione giapponese con la sensibilità pittorica occidentale, si sarebbe ispirato a un filmato d’epoca, «Miss Dundee & Her Performing Dogs» di Alice Guy (1902). Un’ironia visiva carica di umanità, eppure profondamente enigmatica.
Howard Hodgkin (1932-2017), Mrs Acton in Delhi (Painted in 1967-1971). Sold for £1,742,400.
Ma Foujita non è stato l’unico protagonista. L’asta, composta da soli tredici lotti, ha totalizzato 9.884.440 sterline, confermando un buon momento per il mercato dell’arte. «Mrs Acton in Delhi» di Howard Hodgkin, venduto per 1,74 milioni di sterline, ha fatto registrare un nuovo record d’asta per l’artista. Il dipinto, una fusione tra figurazione e astrazione dai colori accesi, ritrae la moglie di un diplomatico britannico in India, su un pavimento a piastrelle verdi e arancioni ispirato alla bandiera indiana. Hodgkin, legatissimo al subcontinente, visitava il Paese ogni anno. L’opera, datata 1967-1971, non era mai stata offerta in asta prima d’ora.
Stessa cifra anche per un nome che non ha bisogno di presentazioni: Claude Monet. Il suo «La route de Giverny» (1885), dipinto poco dopo il trasferimento dell’artista nella cittadina che sarebbe diventata simbolo del suo genio, è passato di mano per 1,74 milioni di sterline. Un’immagine luminosa e contemplativa della campagna francese, testimone della svolta artistica di Monet in quel periodo.
Più concettuale e mistico, «Urim and Tumim» (2000) del tedesco Anselm Kiefer ha ottenuto 571.9 mila sterline. L’opera, realizzata con tecniche miste e volumi imponenti, esplora i concetti di conoscenza e spiritualità attraverso simboli dell’ebraismo antico. Un lavoro potente, sospeso tra storia e cosmologia. A chiudere le segnalazioni, due grandi nomi dell’arte moderna e contemporanea. Pierre-Auguste Renoir, con il delizioso «Roses dans un vase» (c.1895), ha raggiunto 476.6 mila sterline, mentre una scultura senza titolo di Anish Kapoor (2004), dalle dimensioni monumentali (168 x 170 x 65 cm), è stata aggiudicata a 483 mila sterline.
Riccardo Deni
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