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Rosalba Cignetti
Leggi i suoi articoliUn’ispezione del Ministero della Cultura alla Biennale di Venezia, svolta alla vigilia dell’apertura della Biennale Arte 2026, ha prodotto una relazione di sette pagine dedicata al caso del Padiglione russo, anticipate oggi dal Corriere della Sera. L’oggetto è la legittimità della procedura di partecipazione. Nel documento (che restituisce il confronto tra ispettori e Biennale e che verrà inviato domani a Palazzo Chigi) si afferma che la Federazione Russa non è stata formalmente invitata e che non è stato sottoscritto il documento previsto per la procedura di partecipazione, circostanza che, secondo quanto riportato, riguarderebbe anche altri Paesi titolari di padiglioni storici. Al tempo stesso la verifica esclude violazioni sul fronte delle sanzioni, che risultano rispettate. La relazione affronta anche la perdita del cofinanziamento europeo — circa 2 milioni di euro in tre anni — e le dimissioni della giuria internazionale, maturate in un contesto segnato anche da una diffida dell’artista Belu-Simion Fainaru (artista israeliano nato in Romania).
Il nodo, più che politico in senso stretto è giuridico-amministrativo: com’è stato possibile includere la Russia tra le partecipazioni senza passare — almeno formalmente — dalla procedura prevista dal regolamento.
Ma come funziona per i Paesi ospiti, partecipare con il proprio Padiglione nazionale alla Biennale di Venezia? Per comprendere il nodo, guardiamo il regolamento della Biennale di Venezia . L’Articolo 2 stabilisce che «Partecipano all’Esposizione i Paesi ufficialmente invitati dalla Biennale ad esporre all’interno dei propri padiglioni nell’area dei Giardini di Castello e quelli ospitati dalla Biennale a lungo termine nell’Arsenale (Sale d’Armi)» e aggiunge che «La Partecipazione all’ Esposizione è inoltre estesa ai Paesi sprovvisti di padiglione che abbiano presentato richiesta ufficiale di partecipazione alla Biennale e ai quali La Biennale abbia confermato l’invito, secondo le procedure descritte nei successivi articoli 3 e 4».
Si parla dunque al contempo di invito e di richiesta. L’articolo 3, dedicato, come recita il titolo, alla Richiesta ufficiale di partecipazione da parte dei Paesi che hanno Padiglione permanente ai Giardini o Padiglione a lungo termine all’Arsenale, non fa più riferimento a una prassi di invito ufficiale, ma chiarisce che «l’Autorità Governativa del Paese (partecipante Ndr) nominerà un Commissario che dovrà appartenere all’Autorità Governativa stessa o all’istituzione pubblica delegata a rappresentare il Paese. Come espressione rappresentativa e diretta dell’Autorità Governativa del Paese, il Commissario garantirà la trasparenza del processo organizzativo e la supervisione del progetto della Partecipazione Nazionale, e sarà responsabile per la esposizione nel padiglione del Paese, in accordo con La Biennale e in conformità con gli standard culturali e organizzativi della Esposizione. A tal fine il Commissario invierà copia della presente procedura, firmata per accettazione, al Settore Architettura (Refuso Arte Ndr?). Non saranno accettati Commissari aggiunti né co-Commissari. La Biennale dovrà essere ufficialmente informata della nomina del Commissario entro il 30 novembre 2025. Come espressione diretta e rappresentativa dell’Autorità Governativa del Paese non sarà consentito al Commissario di svolgere tale ruolo per più di un Paese.».
La Russia torna dunque così dopo due edizioni. Nel 2022, subito dopo l’invasione dell’Ucraina da parte della Russia, gli artisti Alexandra Sukhareva e Kirill Savchenkov, con il curatore Raimundas Malašauskas si erano pubblicamente ritirati, la Biennale ha allora assunto una posizione netta, interrompendo i rapporti con le istituzioni ufficiali russe: il padiglione russo è rimasto chiuso, senza progetto e senza rappresentanza statale. Nel 2024 è proseguita la situazione del 2022, con l’interruzione dei rapporti istituzionali, la Russia prestò il suo padiglione alla Bolivia e nello stesso anno era rimasto chiuso anche il padiglione di Israele per volontà degli artisti, in seguito alla guerra Israele-Hamas. Nel 2026, invece, entrambe le partecipazioni risultano nell’elenco ufficiale. Lo Stato russo ha presentato un progetto, nominato un commissario e il padiglione risulta a tutti gli effetti nell’elenco ufficiale delle 100 partecipazioni nazionali.
Così si legge sul sito:
RUSSIA
The tree is rooted in the sky
Commissario: Anastasiia Karneeva;
Espositori: Antonio Buonuario, DJ Diaki, Marco Dinelli, Timofey Dudarenko, Faina, Oleg Gudachev, Atosigado, Hérica, Jaijiu, JLZ, Tatiana Khalbaeva, Alexey Khovalyg, Roman Malyavkin, Petr Musoev, Valerie Oleynik, Alexey Retinsky, Mikhail Spasskii, Lukas Sukharev, Alexey Sysoev, Maria Vinogradova, Alexey Retinsky, Intrada Ensemble (Ekaterina Antonenko, Daria Khrisanova, Oksana Kuznetsova, Olga Talysheva, Veronika Okuneva, Serafim Chaikin, Artem Nikolaev, Bogdan Petrenko, Ilya Tatakov), Toloka Ensemble (Ekaterina Rostovtseva, Lizaveta Anshina, Antonina Sergeeva, Zhanna Gefling, Yaroslav Paradovsky, Vera Bazilevskikh, Sofya Ivanishkina), giorgino, Phurpa (Alexey Tegin, Nikita Korolev, Georgy Orlov-Davydovsky), Selfish “S.r.l.”
Sede: Giardini
L’esito del rapportonon è «sanzionatorio», la relazione non rileva violazioni gravi o irregolarità tali da annullare la partecipazione, sembrano emergere però alcune criticità e passaggi che avrebbero richiesto maggiore cautela. Il padiglione russo resta quindi nel programma ufficiale tra le partecipazioni nazionali, pur non essendo aperto al pubblico.
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