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Arabia Saudita, Diriyah accelera: 490 milioni di dollari per il SAMoCA

Nel mega-sviluppo di Diriyah prende avvio la costruzione del Saudi Arabia Museum of Contemporary Art (SAMoCA), progetto simbolo della strategia culturale del Regno, dove infrastruttura, identità e soft power convergono in un unico sistema

Rosalba Cignetti

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Nel ridisegno culturale dell’Arabia Saudita, la costruzione di istituzioni museali non è un corollario ma una leva strategica. A Diriyah, alle porte di Riyadh, entra nella fase esecutiva il Saudi Arabia Museum of Contemporary Art (SAMoCA), con l’assegnazione di 490 milioni di dollari per la realizzazione del complesso. Il progetto si inserisce nel vasto piano di trasformazione di Diriyah, destinato a diventare un polo culturale e turistico globale. Il museo occuperà oltre 77.000 metri quadrati, con circa 45.000 metri quadrati dedicati a spazi operativi — gallerie, aree di ricerca, depositi e servizi — configurandosi come una delle principali infrastrutture museali dedicate all’arte contemporanea nella regione. La costruzione è stata affidata a una joint venture tra Hassan Allam Construction e Albawani Company, mentre il progetto architettonico è firmato da Godwin Austen Johnson, con il supporto di Rafaat Miller Consulting. L’intervento è promosso dalla Diriyah Company, controllata dal Public Investment Fund, e rientra nella più ampia strategia di diversificazione economica del Regno, contesto nel quale il museo non è solo un’istituzione culturale, ma un’infrastruttura capace di attivare turismo, investimenti e produzione culturale. Accanto alla dimensione costruttiva, emerge anche quella programmatica, con iniziative di finanziamento mirate allo sviluppo della scena artistica contemporanea saudita, rafforzando il ruolo del SAMoCA come piattaforma istituzionale per ricerca, produzione e circolazione delle pratiche artistiche. Duplice la funzione: da un lato costruire una narrazione strutturata dell’arte moderna e contemporanea saudita, dall’altro posizionare il Paese come interlocutore attivo nel sistema internazionale. Il SAMoCA si affianca infatti a una rete in espansione che include la Biennale di Diriyah e altre istituzioni, segnando il passaggio da una scena emergente a un’infrastruttura culturale sistemica. Il dato rilevante, oltre all’entità dell’investimento, è la sua collocazione. Diriyah, luogo fondativo della storia saudita, viene ridefinita come spazio di produzione culturale contemporanea, tra identità nazionale e proiezione globale.

 

 

Rosalba Cignetti, 29 aprile 2026 | © Riproduzione riservata

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