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Uno scorcio della scorsa edizione di ArtVerona

Courtesy of ArtVerona. Ph: EnneviFoto

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Uno scorcio della scorsa edizione di ArtVerona

Courtesy of ArtVerona. Ph: EnneviFoto

ArtVerona: le molteplici parentesi dell’arte

La fiera veronese promette «spazi sospesi» dove opere, gallerie e artisti si incontrano, contaminano e ridefiniscono il sistema

Sophie Seydoux

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Mancano ancora 9 mesi ad ArtVerona ma l’attesa è già carica di invitanti promesse. Dal 9 al 11 ottobre, la fiera veronese torna con la sua 21ma edizione rimettendo in gioco il dialogo tra artisti, gallerie, curatori e collezionisti in un campo aperto di possibilità, sospeso tra le regole del sistema dell’arte e la libertà creativa. Il titolo di quest’anno, «Tra parentesi», indica uno spazio di transito, dove significati, pratiche e ruoli si incontrano, si contaminano e si rinegoziano. Una parentesi non separa soltanto, ma connette, creando deviazioni generative e aprendo scenari inaspettati all’interno della fiera. Qui, il valore dell’arte vuole risiedere nelle relazioni che attiva, tra opere, artisti, spazi, collezionisti e pubblico. Le gallerie diventano così agenti culturali capaci di sperimentare narrazioni e formati, di costruire senso e di rendere visibile ciò che normalmente resta sullo sfondo. In questa prospettiva, ArtVerona si conferma uno spazio in continua ridefinizione, dove ogni opera, progetto o incontro è un potenziale generatore di relazioni e significati nuovi. Il concept grafico richiama il concetto di «Intermedia» di Dick Higgins: pratiche artistiche che si muovono tra i media consolidati. Così, la fiera si concentra sui momenti di incontro e sui discorsi di raccordo tra operatori dell’arte, mentre la grafica stessa diventa linguaggio, con parentesi che si aprono e non sempre si chiudono, intrecciandosi in un gioco a matriosca che riflette la polifonia della conversazione culturale. 

 

 

 

Uno scorcio della scorsa edizione di ArtVerona. Courtesy of ArtVerona. Ph: EnneviFoto

Nei padiglioni, la Main Section conferma il dialogo tra moderno e contemporaneo, mentre le sezioni tematiche esplorano il concetto di sospensione e possibilità. Pittura (Ora), curata da Leonardo Regano, indaga la pittura contemporanea come spazio intermedio, dove il medium si apre a nuove possibilità. STILL [per(formare) lo sguardo], a cura di Giovanna Mazzotti, riflette sul potenziale sperimentale della fotografia contemporanea, privilegiando confronti intergenerazionali tra autori emergenti e affermati. Effetto Sauna (Fuori dalle parentesi), curata da Thomas Ba, crea relazioni tra artisti non rappresentati e mercato, rompendo il limbo della marginalità e aprendo nuove opportunità. ArtVerona 2026 prosegue anche con progetti speciali: dalla Sala Cinema, con proiezioni e talk internazionali, al podcast «Invito a vedere», progetto nato in occasione nella scorsa edizione, che racconta l’ecosistema artistico in chiave polifonica, fino al Programma collezionisti, che da questo gennaio sta coinvolgendo città italiane e straniere, con visite a collezioni private e istituzioni, tra cui la collezione Pictet di Ginevra e le visite agli atelier di Villa Medici, a Roma, che ha accolto l’installazione «Una distanza senza rive» di Enrique Ramirez presentata presso l’ex Dogana di Fiume di Verona in occasione della ventesima edizione di ArtVerona. La fiera estende inoltre il dialogo con il tessuto urbano veronese: Musei Civici, GAM, Fondazione Cariverona, Palazzo Maffei, Università e Accademia di Belle Arti diventeranno sedi di installazioni, mostre e performance diffuse, rendendo la città parte integrante dell’esperienza culturale. Infine, prosegue il progetto di trasversalità tra le manifestazioni di Veronafiere che punta a far dialogare le aziende dei due principali settori rappresentati, il vino e il marmo, con il mondo dell’arte per incentivare pratiche di investimento sull’arte contemporanea attraverso premi e nuove collaborazioni.

Laura Lamorea, direttrice di ArtVerona. Courtesy of ArtVerona

Sophie Seydoux, 30 gennaio 2026 | © Riproduzione riservata

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