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ArtVerona cresce: pubblico in aumento e risposte positive dal mercato

La ventunesima edizione, diretta da Laura Lamonea, registra un importante incremento di presenze e collezionisti. Tra grandi maestri storicizzati, presenze internazionali e premi alle giovani gallerie, la rassegna veronese si conferma un punto di riferimento per l'arte contemporanea

Camilla Bertoni

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Con un notevole incremento di pubblico (che già il primo giorno di apertura ha registrato un aumento delle presenze del 50%), si è aperta la ventunesima edizione di ArtVerona, fino a stasera 11 ottobre nei padiglioni 11 e 12 di Veronafiere con la direzione artistica per il secondo anno consecutivo di Laura Lamonea. «Il tema di questa edizione, Tra parentesi – spiega Lamonea -, sviluppa il concetto di conversazione tra attori del mondo dell’arte e si ispira ad Intermedia, il testo di Dick Higgins che alla fine degli anni ‘60 descriveva quelle pratiche artistiche che si collocano nelle intersezioni tra i media tradizionali. Quest’anno stiamo vivendo un’edizione di rilancio, con il raddoppio di pubblico rispetto allo scorso anno e una serie di feedback positivi che sto ricevendo dai galleristi: apprezzata la presenza di un pubblico molto interessato, con molti collezionisti venuti non solo dalle città limitrofe, ma anche da Roma e Napoli, e stranieri, tra cui Loa Pictet. Ci ha fatto particolare piacere anche la visita del ministro Gianmarco Mazzi e le sue parole di apprezzamento della manifestazione». 

Caduta già lo scorso anno la distinzione tra area moderna e contemporanea nella distribuzione degli espositori, si sono incontrate proposte di qualità sia tra gli artisti emergenti che tra gli storicizzati, per esempio dalla spezzina Cardelli&Fontana, che ha conquistato il premio Display per uno degli stand più belli della fiera: a ieri non aveva però ancora registrato vendite tra le opere degli astrattisti storici, dai maggiori, come Radice e Soldati, con quotazioni tra 40 e 60mila euro, ma nemmeno tra i meno noti, come Angelo Bozzola o il napoletano Ernesto Tatafiore che negli anni ’50 hanno fatto parte del Mac, le cui quotazioni scendono a 20-30mila. Pezzi e quotazioni da capogiro da Tornabuoni di Firenze, con sedi a Milano e a Roma, che a questa fiera è sempre stato presente: Fontana (più di 2 milioni), Dorazio (sopra gli 800mila), e un Afro del 1969 (155mila). Tra grandi sculture disseminate tra gli stand, da Staccioli a Isgrò, il main sponsor Euromobil presenta anche una mostra personale di Carmelo Zotti (1933-2007), pittore vissuto tra Trieste e Treviso, che dagli esordi informali ha perseguito una pittura figurativa «insieme coltissima e spontanea che andrà configurandosi sempre più come teatro mitico», scriveva Dino Marangon. 

In città sono diversi gli eventi organizzati in collaborazione con i Musei Civici, oggi diretti da Lorenzo Balbi, come la performance Cittadini! dell’artista spagnola Dora García di ieri sera a Palazzo Forti, e contestualizzata nella sua storia dove razzismo, vicende belliche e coloniali si intrecciano, la mostra Rosa di Luca Trevisani, a cura di Luca Cerizza, nella Sala Morone del Convento di San Bernardino fino al 22 ottobre, la mostra di Marinella Senatore, nelle sedi di Fondazione Cariverona, che ne ha acquisito l’opera, e UniCredit, progetto in collaborazione con il Museo del Contemporaneo dell’Università di Verona, ArtVerona e Urbs Picta, a cura di Jessica Bianchera, Luca Bochicchio e Monica Molteni. Infine la mostra fotografica Innesti Contemporanei (Biblioteca Capitolare, fino a oggi 11 ottobre) a cura di Luca Panaro, sostenuta dalla Fondazione Nadia Zenato, con opere di Rebecca Moccia, Annalaura Tamburrini e Zana Masombuka. Quest’ultima è tra gli artisti di Cellar Contemporary che, insieme allo storico Studio Raffaelli (nel cui stand hanno avuto riscontro le opere di Donald Baechler, con quotazioni fino a 25mila euro), costituisce la presenza da Trentino e Alto Adige.

Foto Stand Cellar Contemporary con le opere di Masombuka

Opere Candy from stranger di Marco Seconding che hanno vinto il Premio Bonollo

137 gli espositori, dei quali 122 le gallerie, suddivise tra Main Section, Effetto Sauna, a cura di Thomas Ba, dove si affiancano artisti affermati ed emergenti, Pittura ora, a cura di Leonardo Regano, e Still, a cura di Giovanna Manzotti, sulla fotografia contemporanea. Ma c’è anche Asian Wave, un progetto curato da Gianluca Calza maturato negli ultimi due anni che porta 18 gallerie coreane, «una presenza che ha suscitato interesse da parte dei collezionisti», ha sottolineato Calza. 

Ha scelto ArtVerona per approdare per la prima volta in Italia e in Europa la galleria Art Explore di New Delhi con una rappresentanza di artisti molto noti in India, molto meno, o per niente, in Italia: tra essi Abhijit Pathak, le cui quotazioni sono intorno a 27mila euro, Rubkirat Vohra, da 11mila a 18mila euro, e lo scultore Vipul Kumar, apprezzati per la qualità tecnica e la cura formale. Per la prima volta in fiera anche Hui.red, che sta per inaugurare uno spazio a Milano e punta sul rapporto con la tecnologia e l’IA. All’esordio anche Habitat83, spazio veronese fondato nel ’21 da Zeno Massignan che rimarca la propria libertà nella ricerca e che in fiera ha incassato con l’opera Candy from stranger di Marco Secondin, il premio (anche all’esordio) della Fondazione Sandra e Giancarlo Bonollo, coppia di imprenditori che hanno scelto di rivitalizzare il centro di Thiene (Vi) con l’arte contemporanea. Incassa uno dei premi A disposizione un Giorgio Griffa di Ferrarin Arte di Legnago (Vr), nel cui stand si trovano anche opere di Davide Coltro. Le altre acquisizioni del fondo di ArtVerona sono andate a opere di Pax Paloscia, galleria Raw Messina di Roma, Alessandro Sambini (MLZ Art Dep di Trieste) e Andrea Mirabelli (A+B Gallery di Brescia). Il premio È arte, istituito quest’anno e dedicato a un uomo e a una donna che si siano particolarmente distinti nella promozione dell’arte contemporanea, è stato assegnato a Patrizia Nuzzo, già responsabile della Gam di Verona e curatrice dei progetti per la riapertura di Palazzo Forti, già sede della Gam, e al veronese Giorgio Fasol che lo ha dedicato alla moglie Anna, da poco scomparsa, con cui ha realizzato la collezione Agiverona da cui 110 opere sono state donate all’Università di Verona che ha costituito un museo diffuso nelle sue sedi.

Alto il tasso di soddisfazione rispetto alla capacità organizzativa di ArtVerona, anche se i dati degli affari conclusi al secondo giorno di fiera non erano ancora definiti, mentre molti hanno sottolineato la ricchezza di trattative in corso a fronte di un pubblico che procede, in questo momento storico, in maniera molto cauta negli acquisti. Molto soddisfatto si dichiarava già ieri chi proponeva opere in una fascia di prezzo tra 5 e 10mila euro, per esempio Enrico Astuni, dell’omonima galleria di Bologna, che ha commentato: «Siamo arrivati con poche aspettative, ma le cose stanno andando molto meglio di quanto avessimo pensato». Ad andare forte nel suo stand le opere pittoriche della giovane bassanese Juri Bizzotto e quelle scultoree di Christian Jankowski, tedesco classe 1968, proposte accanto ad artisti storicizzati. 

Installazione Astuni

Simile commento da Maab+Ninadue di Milano, dove ha avuto riscontro l’opera del basco Alain Urrutia che a novembre avrà una personale alla Collezione Maramotti di Reggio Emilia. Così anche da Artericambi di Verona, con le opere di Donata Lazzarini (vincitrice del Pac 2025), Agnese Galiotto, Killian Shoenenberger, e da Atipografia di Arzignagno (Vi). Da Arena Studio d’Arte, dove lo stand è dedicato al graffitismo storico americano, si trovano anche opere da 1000/1500 euro, molte delle quali vendute già ieri. Trattative ancora in corso ieri per Open Art di Prato, con un bellissimo Toti Scialoja, ma anche un collage del ‘74 di Dubuffet, opere di Jenkins e De Kooning. 

Ha incassato il premio Massimiliano Galliani per il disegno under 40 l’opera di Giuseppe Sciortino presentata da Candy Snake Gallery di Milano accanto a quella pittorica di Agostino Rocco, classe 1971, che lo scorso anno aveva vinto il premio A disposizione. Soddisfazione per le opere di Maria Lai da MLB dove la sua manualità era messa a confronto con la serialità di Andy Warhol della serie Ladies&Gentleman, concepita a Ferrara. Valerio Berruti, Paolo Ventura, Ivan De Menis, Shafik, Rune Guneriussen, Paolo Serra sono tra gli artisti di Marcorossi Artecontemporanea (Milano, Torino, Verona, Pietrasanta). 

Concluse vendite per artisti storicizzati da Frittelli di Milano, con Rotella (30mila euro), Chiari (4mila) e Carrega (2mila), ma nel suo stand uno spazio importante è stato destinato alle opere verbovisuali, «vera storia del ‘900», ha sottolineato il titolare Simone Frittelli, con opere degli anni ’60 di Lucia Marcucci e Nanni Balestrini. Soddisfazione anche alla galleria di Giovanni Bonelli, vicepresidente di Angamc in partnership con la quale ArtVerona è stata organizzata. «Cogliamo i frutti di una stagione primaverile ed estiva in cui abbiamo preparato i nostri collezionisti a questo appuntamento, la fiera non si misura nei tre giorni della sua durata. Ci siamo focalizzati sui giovani – ha detto -, come Chiara Calore, Gloria Tomasini, Enrico Minguzzi, e i risultati li stiamo vedendo». 

Hanno ancora senso le fiere oggi, quando ci sono piattaforme di vendita come Artsy a cui molti galleristi fanno ricorso? Se lo chiedono in molti, tra gli altri, Nadia Betto, titolare della galleria OAGC Oltrearte di Conegliano Veneto (Tv) che accanto a un piccolo Afro porta opere di Sonia Costantini. «Si, se sono di qualità, come questa», è stata la sua risposta.

Camilla Bertoni, 11 ottobre 2026 | © Riproduzione riservata

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