Image

Verifica le date inserite: la data di inizio deve precedere quella di fine

Image

Un tratto dei fondali del Gran Carro di Bolsena

Foto: Catalogo Generale dei Beni Cultursli

Image

Un tratto dei fondali del Gran Carro di Bolsena

Foto: Catalogo Generale dei Beni Cultursli

Archeologia subacquea anche per i «non Sub»: il parco archeologico del Gran Carro di Bolsena

L’insediamento della prima Età del Ferro, valorizzato grazie a finanziamenti nell’ambito del Pnrr-Caput Mundi, si trova a una profondità compresa tra i 2 e i 4 metri e a brevissima distanza dalla riva. Vi nasce un’area archeologica attrezzata

Vittorio Bertello

Leggi i suoi articoli

Sono terminati i lavori di restauro e valorizzazione dell’insediamento sommerso della prima Età del Ferro del Gran Carro di Bolsena (Vt), realizzato grazie ai finanziamenti del Ministero della Cultura e del Ministero del Turismo nell’ambito del Pnrr-Caput Mundi.

Il sito, in ottimo stato di conservazione e accessibilità, si trova a una profondità compresa tra i 2 e i 4 metri e a brevissima distanza dalla riva, condizione questa che consente un’esperienza di visita unica anche a chi non pratica attività subacquee.

Il MiC in una nota rimarca che si tratta di un unicum archeologico e di un modello di valorizzazione sostenibile del patrimonio sommerso.

Lo scopo ottenuto è la creazione di un vero e proprio parco archeologico attrezzato, concepito per accogliere sia il pubblico subacqueo sia i visitatori da terra, grazie anche a un nuovo polo ricettivo dotato di postazioni per la visione 3D del fondale, in corrispondenza della palafitta e del tumulo sacro dell’Aiola.

I lavori si sono concentrati su due fronti: l’area di cantiere continuo dedicata alle attività di scavo subacqueo della Soprintendenza e l’area destinata alla fruizione del pubblico.

Ecco alcune delle realizzazioni dell’intervento: • la messa in sicurezza e il restauro dei reperti lignei e ceramici visibili nel sito; • un percorso subacqueo accessibile anche ai non vedenti; • un percorso in snorkeling osservabile anche da imbarcazioni a fondo trasparente; • l’illuminazione del complesso per le aperture notturne; • un plastico in resina dell’intero sito; • un rilievo fotogrammetrico completo per la restituzione 3D e • un tour virtuale, accessibile da qualsiasi dispositivo digitale, che connette il pubblico con l’esposizione a terra e con il Museo Territoriale del Lago di Bolsena.

Vittorio Bertello, 03 dicembre 2025 | © Riproduzione riservata

Vittorio Bertello

Leggi i suoi articoli

Altri articoli dell'autore

Sono datate al VII-VIII secolo d.C. Le autorità locali prevedono di presentare i reperti al pubblico entro circa un mese, una volta completate le prime analisi e adottate le necessarie misure di conservazione

A rendere particolarmente prezioso il volume, per oltre tre secoli di proprietà della stessa famiglia e ora in mostra nel museo neerlandese, è l’eccezionale stato di conservazione dovuto alla rarissima esposizione alla luce dei 30 fogli, opera di Rombout Uylenburgh (e bottega)

Due carriere diverse per le neodirettrici: una con un percorso tutto interno al museo francese, tra ricerca, conservazione e divulgazione; l’altra con un iter professionale internazionale, tra musei e mercato dell’arte

Il dipinto, che fin dalla sua realizzazione rivelò problemi di fragilità e che venne restaurato a più  riprese nel corso dei secoli, ha ritrovato i colori originari e farà parte della mostra su Correggio alla Gemäldegalerie Alte Meister a settembre

Archeologia subacquea anche per i «non Sub»: il parco archeologico del Gran Carro di Bolsena | Vittorio Bertello

Archeologia subacquea anche per i «non Sub»: il parco archeologico del Gran Carro di Bolsena | Vittorio Bertello