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Stefano Miliani
Leggi i suoi articoliAntigonea è un’antica città ellenistica sulle pendici collinari della Valle del Drino in Albania, di ragguardevole e selvaggia bellezza. «Fu fondata da Pirro tra il 297 e il 295 a.C., che la dedicò alla moglie Antigone, come capoluogo di una parte della Caonia», ricorda Roberto Perna, dell’Università di Macerata. Nel sito il professore di Archeologia dirige una doppia missione condotta insieme alla collega Sabina Veseli dell’Istituto Archeologico di Tirana e finanziata dal Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione internazionale italiano e dall’Ateneo medesimo.
«La vulgata sosteneva che la città fosse stata distrutta e abbandonata con la fine della terza guerra macedonica a causa di un violento ed esteso evento distruttivo. Di fatto ci mancavano informazioni importanti per la fase cronologica che andava dal 168 a.C. all’età augustea», premette il professore. Ricavando informazioni mancanti su un arco di tempo dal II secolo a.C. al I d.C., la ricerca in corso ha riservato sorprese. Due le novità scientifiche principali. Innanzitutto, precisa l’archeologo, Antigonea non sarebbe stata eretta dal nulla: «Forse è nata come sviluppo e riorganizzazione sistematica di un insediamento già caratterizzato da un’edilizia importante».
In secondo luogo, la città non sarebbe stata affatto distrutta da un incendio. Spiega bene Perna: «I dati stratigrafici complessivi sembrano attestare una frequentazione dell’area ancora nella seconda metà del I secolo a.C. Va sottolineato che lo scavo non ha consentito di rimettere in luce alcun livello da ricondurre a una distruzione violenta dell’area, documentabile con evidenti livelli di crollo o di bruciato. Quindi nel 168 a.C. non c’è stata una distruzione violenta, la città ha continuato a vivere, abbiamo trovato materiali fino all’età augustea, quando infatti cresce Hadrianopolis. Possiamo dunque pensare a un progressivo e lento abbandono di Antigonea, in posizione di difesa sulle colline a controllo della viabilità, in favore di Hadrianopolis che era nella valle, lungo la strada in una posizione che, dopo la pax romana del 168, non pone più problemi».
L’istituto maceratese e quello di Tirana (che ha sede nell’Accademia delle Scienze albanese), da cinque anni indagano su un periodo che va dal V secolo a.C. all’VIII d.C. e su tutta la valle del Drino, nell’Albania meridionale, che collega il Nord della Grecia a porti sulla costa adriatica come Apollonia e Durazzo. «Ci concentriamo sui due principali centri urbani, Antigonea e Hadrianopolis, e affrontiamo l’archeologia con un approccio realmente olistico. Dal punto di vista metodologico il nostro approccio va dallo scavo stratigrafico di dettagli fino alle ricognizioni territoriali su vasta scala, attraverso le indagini topografiche su siti specifici».
I ricercatori utilizzano metodologie tipiche dell’archeologia dei paesaggi e della topografia urbana, per esempio la geofisica o il telerilevamento. D’accordo, ma in che cosa consiste l’«approccio olistico»? Risponde Perna: «Oltre a quanto già detto, lo si declina nel fatto che la ricerca archeologica non è legata solo alla valorizzazione ma anche all’interpretazione del territorio contemporaneo, alla necessità di contribuire ai processi di progettazione dello sviluppo e gestione. Non svolgiamo solo attività di comunicazione e coinvolgiamo le comunità, come è normale che sia, ma collaboriamo anche con gli enti locali nei progetti di pianificazione e gestione territoriale».
In questo quadro l’Università maceratese, coinvolgendo i docenti del corso di Archeologia e Sviluppo dei territori, anni fa ha vinto un bando internazionale per realizzare un piano di gestione di Antigonea. Il bando, ricorda l’archeologo, lo aveva emesso l’Aics, l’Agenzia italiana per la Cooperazione allo sviluppo di Tirana che fa capo al nostro dicastero degli Esteri e si occupa dello sviluppo nei Paesi balcanici d’intesa con il Ministero della Cultura albanese, che è responsabile dei piani di gestione dei parchi archeologici albanesi.
Antigonea (Albania): immagine verticale della Casa n. 4, nell’area B, in corso di scavo. Foto Roberto Perna, Università degli studi di Macerata
Antigonea (Albania): panoramica da est della zona sud dell’area B. Foto Roberto Perna, Università degli studi di Macerata
Antigonea (Albania): panoramica, da est, della zona sud dell’area B. Foto Roberto Perna, Università degli studi di Macerata
Stefano Miliani
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