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Stefano Miliani
Leggi i suoi articoliIl percorso è definitivamente tracciato, la Fondazione Alinari per la fotografia si farà in due. Nessun allarme: il giacimento di foto dai primi ritratti di metà ’800 alle vedute urbane in bianco e nero, dai panorami a colori ai monumenti con effetto cartolina fino alle immagini sperimentali non viene spacchettato bensì avrà una doppia sede, una a Firenze, l’altra a Montecatini Terme (Pt).
Hanno sancito il tragitto davanti ai media il presidente dell’istituto Giorgio Van Straten e quello della Regione Toscana Eugenio Giani (affiancato dall’assessora alla cultura Cristina Manetti) insieme agli altri enti impegnati nel progetto: il Comune di Firenze con l’assessore alla cultura Giovanni Bettarini, la Fondazione CR Firenze, che contribuisce in maniera decisiva agli sforzi pubblici, rappresentato dalla vice presidente Maria Oliva Scaramuzzi.
L’istituto fiorentino non nasconde di ambire a diventare un riferimento nel panorama fotografico in Europa. Nel capoluogo toscano, dove i fratelli Alinari fondarono la pioneristica azienda fotografica a metà ‘800, lascerà gli attuali uffici a Villa Fabbricotti per approdare in 1.800 metri quadri nel complesso conventuale di Santa Maria Novella, già sede della scuola dei carabinieri, dirimpetto alla stazione ferroviaria. Qui ci saranno gli uffici, lo spazio espositivo per le mostre, la biblioteca, sale di consultazione, un terzo degli sterminati archivi, da rendere visibili al pubblico. Quegli archivi che contano cinque milioni di pezzi e sono conservati nei depositi della società Art Defender a Calenzano, vicino a Prato.
Il vasto complesso monumentale appartiene oggi al Comune e, in un piano per riqualificare l’area, includerà il Museo nazionale della lingua italiana e un distaccamento del Museo Galileo, che è di scienza: con la progettazione architettonica avviata i lavori dovrebbero finire entro il 2028. «Contiamo di inaugurare la sede Alinari nel 2029», confida il responsabile della Fondazione e scrittore fiorentino ai cronisti. Come sarà il museo? «Non possiamo solo attaccare le fotografie alle pareti. Dovrà avere anche forti elementi di interattività con il visitatore».
Il Complesso Monumentale di Santa Maria Novella a Firenze. Foto © Comune di Firenze
L’altro ramo sarà a Montecatini. Nell’edificio liberty delle Terme Excelsior l’istituto avrà gli altri due terzi degli archivi, un centro espositivo permanente, laboratori di restauro, una scuola di alta formazione, digitalizzerà il materiale, ospiterà attività extra Alinari, si proporrà come una «casa della fotografia». «Abbiamo rilevato l’Excelsior dal fallimento», precisa Giani. Con un investimento di 16 milioni che comprende anche altri edifici adesso «siamo a una svolta, dalla conservazione si passa a una fase più attiva, quella di fare di questo straordinario patrimonio un volano culturale capace di parlare al mondo», esclama il presidente della Regione. E ricorda che nel 2019 fu l’amministrazione toscana, allora presieduta da Enrico Rossi, a salvare dalla dispersione il ricchissimo tesoro culturale Alinari comprandolo per oltre 12 milioni dall’imprenditore Claudio de Polo che non era più in grado di sostenere economicamente l’impresa. «Inclusi i diritti, i marchi, eccetera, la Regione investì 15 milioni e ha sviluppato una forte consapevolezza, figlia di quella scelta molto coraggiosa», commenta Van Straten. Nel 2020 la Regione creò la Fondazione.
Nel frattempo i tecnici hanno iniziato a censire numerosi archivi fotografici d’impresa toscani, come quello della Piaggio per dirne uno. «Molti di questi archivi sono a rischio di dispersione o di deterioramento, spiega il responsabile della Fondazione alla stampa, perché la fotografia è un oggetto molto delicato e può deteriorarsi con grande facilità. L’idea, insieme alla Regione, è di mettere a disposizione competenze, speriamo anche risorse, per metterli in sicurezza e renderli più accessibili».
L’investimento complessivo? «Al momento non possiamo quantificarlo. La progettazione per Santa Maria Novella è in corso, per la sede di Montecatini la Regione dovrà programmare la ristrutturazione», risponde a «Il Giornale dell’Arte» Van Straten che è stato confermato nell’incarico insieme alla direttrice Claudia Baroncini.
L’ex stabilimento termale Excelsior di Montecatini, nel Pistoiese, diventerà una «Casa della fotografia». Foto Ullstein Bild-Hackenberg / Archivi Alinari
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