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Andrea Previtali, «Nozze mistiche di santa Caterina d’Alessandria», 1504 ca, Venezia, Chiesa dei Santi Giobbe Profeta e Bernardino

© Su concessione dell’Ufficio Beni Culturali del Patriarcato di Venezia

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Andrea Previtali, «Nozze mistiche di santa Caterina d’Alessandria», 1504 ca, Venezia, Chiesa dei Santi Giobbe Profeta e Bernardino

© Su concessione dell’Ufficio Beni Culturali del Patriarcato di Venezia

Andrea Previtali, un allievo di Bellini da riscoprire a Villa Bassi Rathgeb di Abano Terme

Riunito per la prima volta dopo due secoli il trittico di Serina. Al suo fianco una ventina di opere che ricostruisce gli anni della formazione veneziana e del ritorno a Bergamo di un protagonista ancora poco noto del Rinascimento lombardo-veneto

Non è solo la prima mostra monografica dedicata a un maestro del Cinquecento, Andrea Previtali (Bergamo, 1470 ca-1528), una vera e propria riscoperta tra Veneto e Lombardia, ma è anche uno degli episodi salienti di un progetto espositivo volto alla valorizzazione della collezione da cui è nato, nel 2018, il Museo Villa Bassi Rathgeb ad Abano Terme (Padova). Una realtà di provincia che con Raffaele Campion, conservatore dal 2023 e direttore dal 2026, ha dato avvio a un ciclo di raffinate mostre monografiche che prendono spunto dagli artisti e dalle opere presenti nelle collezioni permanenti. Dopo Cesare Tallone e Leonor Fini, si apre dal 17 ottobre al 7 febbraio 2027, «Andrea Previtali discepolo di Giovanni Bellini», a cura dello stesso Campion e Barbara Maria Savy, docente dell’Università degli Studi di Padova.

Raffaele Campion, come nasce questa mostra?
Nasce proprio dal cuore della collezione permanente del Museo Villa Bassi Rathgeb: tre le opere più antiche, c’è infatti una tavola del Cinquecento di Andrea Previtali che rappresenta un «Santo Vescovo». Roberto Bassi, donatore della collezione al Comune di Abano Terme, l’aveva acquistata sul mercato antiquario negli anni ’50 del Novecento. Bassi, che era di formazione un fisico e veniva da una famiglia bergamasca molto abbiente, diventa un raffinato storico dell’arte riconosciuto che intrattiene rapporti con direttori di musei di tutta Italia, i suoi articoli vengono pubblicati su «Arte Veneta» e «Arte Lombarda». Di lui come storico e come collezionista ricostruiamo la figura nel catalogo che accompagna questa mostra. Prima di essere acquistata da Bassi, della tavola di Previtali con «Santo Vescovo» non si sapeva nulla, dobbiamo a lui le ricerche e l’attribuzione. Purtroppo, però, solo nel 1972, lo stesso anno della morte di Bassi e della donazione dell’opera con la sua intera collezione al Comune di Abano Terme, fu identificata la provenienza della tavola da un trittico, i cui due altri scomparti esistenti sono tutt’ora presso l’originale Chiesa dell’Annunziata a Serina, nelle valli bergamasche, smembrato probabilmente nell’Ottocento. Questa mostra è stata così l’occasione per riunire e presentare integro il trittico per la prima volta dopo duecento anni.

Come si sviluppa il percorso espositivo?
Questa mostra si pone l’obiettivo, attraverso una ventina di opere, sia sue sia di suoi contemporanei, di ricostruire oltre alla fisionomia del pittore anche l’ambiente culturale tra Venezia e Bergamo a partire dal ruolo del maestro Giovanni Bellini di cui è presente la «Santa Giustina» dal Museo Bagatti Valsecchi degli anni Settanta del Quattrocento. Quest’opera è in dialogo con il trittico di Serina, divenendo utile per comprendere lo schema compositivo utilizzato più tardi anche da Previtali e mettere in luce il confronto tra maestro e allievo. La mostra si concentra in particolare sugli anni della formazione di Previtali, che fin da subito si dichiara orgogliosamente discepolo di Bellini firmandosi come tale, come si vede nella «Madonna con Bambino e donatore», prestata dai Musei Civici di Padova e scelta come manifesto della mostra: datata 1502, porta in calce la scritta «Ioanis Bellini dissipulus». Le sue opere più importanti esposte si collocano soprattutto nel primo e secondo decennio del Cinquecento, quando è molto forte l’apprendimento belliniano.

Una mostra molto coraggiosa, che tratteggia il ritratto di un artista che non figura tra i grandi nomi del Rinascimento…
Realizzata in collaborazione con il Dipartimento dei Beni Culturali dell’Università degli Studi di Padova e la Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le province di Padova, Treviso e Belluno, rappresenta sicuramente uno dei progetti più ambiziosi del museo dal punto di vista scientifico. Un progetto che ha potuto concretizzarsi grazie alla concessione di prestiti eccezionali da parte di alcune delle istituzioni più prestigiose tra Veneto e Lombardia, con le Gallerie dell’Accademia e il Patriarcato di Venezia, l’Accademia Carrara di Bergamo, la Pinacoteca Tosio Martinengo di Brescia e altre. Oltre ai soggetti religiosi, possiamo esporre due ottimi esempi di ritratti, con il «Ritratto di giovane» dall’Accademia dei Concordi di Rovigo, e il «Ritratto di famiglia» dalle collezioni Fai di Palazzo Moroni di Bergamo.

Con quali peculiarità emerge la figura dell’allievo Previtali rispetto a quella del maestro Bellini?
Previtali, originario delle alte valli di Bergamo, giunge in laguna portando con sé un pregresso legato alla cultura figurativa lombarda, una formazione che il pittore recupera quando, finito il magistero presso Bellini, ritorna a Bergamo e si trova dopo poco a recepire anche le innovazioni di Lorenzo Lotto. Dal 1512 si firmerà solo con il suo nome. Abbiamo scelto di concentrare il nostro percorso espositivo proprio tra la formazione veneziana e i primi anni dopo il suo rientro a Bergamo, avvenuto intorno al 1511, comprendendo così la parte della sua attività che ci sembra la più interessante da indagare e soprattutto legata alle sue opere presenti ancora oggi in territorio padovano e veneto. Il focus sulle tecniche artistiche ci permette di coinvolgere il pubblico di visitatori e delle scuole anche sul piano dell’attività didattica e divulgativa, rivolta a un pubblico eterogeneo.

Andrea Previtali, Madonna con Bambino e donatore, 1502, Padova, Musei Civici © Su concessione del Comune di Padova - Settore Cultura, Turismo, Musei e Biblioteche

Camilla Bertoni, 15 ottobre 2026 | © Riproduzione riservata

Camilla Bertoni

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Andrea Previtali, un allievo di Bellini da riscoprire a Villa Bassi Rathgeb di Abano Terme | Camilla Bertoni

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