Image

Verifica le date inserite: la data di inizio deve precedere quella di fine

Image

Facciata di Villa Corsini dal parco dell’Orto Botanico-Sapienza Università di Roma

Foto tratta da Wikipedia

Image

Facciata di Villa Corsini dal parco dell’Orto Botanico-Sapienza Università di Roma

Foto tratta da Wikipedia

All’Orto Botanico della Sapienza di Roma, tra donazioni di biblioteche e le storie dei Ducrot

Il 19 e il 20 settembre sono andate in scena le due giornate de «La Conserva della Neve», storica mostra mercato dedicata al giardinaggio che, giunta alla XXI edizione, riunisce vivaisti, collezionisti, artigiani, studiosi e appassionati provenienti da tutta Italia

Gianfranco Ferroni

Leggi i suoi articoli

All’Orto Botanico-Sapienza Università di Roma il 19 e il 20 settembre sono andate in scena le due giornate de «La Conserva della Neve», storica mostra mercato dedicata al giardinaggio che, giunta alla XXI edizione, riunisce vivaisti, collezionisti, artigiani, studiosi e appassionati provenienti da tutta Italia. 

Nel programma di domenica non sono mancati gli appuntamenti culturali, a cominciare dalla presentazione della donazione di 496 volumi appartenuti alla biblioteca di Viru Viraraghavan all’Orto Botanico-Sapienza Università di Roma, effettuata dalla moglie Girija Sandilya. Viru, indiano, celebre creatore di ibridi di rose, ha lasciato un patrimonio bibliografico di straordinario valore per gli studiosi e gli appassionati. A seguire, il libro Ottantotto anni di Vittorio Ducrot, con Enrico Ducrot, appassionato di archeologia e alla guida de «I Viaggi dell’Elefante», tour operator specializzato nelle destinazioni culturali: un appuntamento ideato per intrecciare il racconto della natura con quello del viaggio e dell’esperienza umana. Infine, la conferenza «Bellezza e produttività nei giardini romani» di Alberta Campitelli, già direttore del Macro-Museo d’Arte Contemporanea di Roma, fino al 2016 direttore dell’Ufficio Ville e Parchi Storici della Sovrintendenza del Comune di Roma, per sottolineare il rapporto tra funzione estetica e produttiva nella storia del giardino romano.

L’edizione 2026 de «La Conserva della Neve» ha avuto come tema «I frutti», intesi sia dal punto di vista strettamente botanico, sia come risorsa alimentare da sempre utilizzata nel corso dei secoli, sia come soggetti nell’arte figurativa. In passato, dal 2002 al 2009, la manifestazione si è svolta nel Viterbese, all’interno del Parco storico di Villa Lante di Bagnaia. Dal 2010 al 2018 è stata allestita a Roma, a Villa Borghese, nell’area del Parco dei Daini, con la presenza di opere d’artista, come quelle di Janine von Thüngen, e dal 2019 si svolge nell’Orto Botanico-Sapienza Università di Roma.

Gianfranco Ferroni, 21 settembre 2026 | © Riproduzione riservata

Gianfranco Ferroni

Leggi i suoi articoli

Altri articoli dell'autore

In occasione del 120mo anniversario dell’organizzazione sindacale meneghina: «L’arte è stata intesa come strumento di conoscenza, partecipazione e trasformazione, diventando “militante” attraverso il sostegno concreto alle lotte: dalla pittura nelle fabbriche alle esibizioni musicali e teatrali nei luoghi del conflitto»

«Grazie alla costante collaborazione con i Mecenati, il giardino accoglie oggi quattro opere da tempo sottratte allo sguardo del pubblico, e presto si arricchirà di nuove e importanti installazioni», ha dichiarato la direttrice Renata Cristina Mazzantini

Dal 21 al 27 settembre, la manifestazione amplia ancora la propria rete, mettendo insieme imprese, istituzioni, università, scuole, startup, centri di ricerca, professionisti e comunità in centinaia di luoghi della Capitale

«Erano uniti dalla capacità di comunicare contenuti molto profondi e molto complessi con un linguaggio semplice», sostiene Adele Ghirri, figlia del fotografo, amico del cantante bolognese. Ora il loro sodalizio rivive in «Sono Lucio»

All’Orto Botanico della Sapienza di Roma, tra donazioni di biblioteche e le storie dei Ducrot | Gianfranco Ferroni

All’Orto Botanico della Sapienza di Roma, tra donazioni di biblioteche e le storie dei Ducrot | Gianfranco Ferroni