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Gianfranco Ferroni
Leggi i suoi articoliA Milano, in via Gregorovius, nella Cittadella degli Archivi, dal primo al 22 ottobre, in occasione del 120mo anniversario della Cgil di Milano, sarà visibile la mostra «Artisti al lavoro». L’esposizione, sottolineano gli organizzatori, «non intende solo celebrare un traguardo cronologico, ma ricostruire la storia di un dialogo strutturale e profondo tra il mondo del sindacato e quello della produzione artistica. Dal 1945 in avanti le sale della Camera del Lavoro di Milano sono diventate un laboratorio culturale, dove il confine tra impegno sociale e creazione estetica si è fatto poroso, accogliendo linguaggi nuovi capaci di parlare direttamente ai lavoratori». La mostra «mette in luce come la cultura, uscendo dai luoghi istituzionali, abbia assunto una funzione dichiaratamente pubblica e collettiva. L’arte è stata intesa come strumento di conoscenza, partecipazione e trasformazione, diventando “militante” attraverso il sostegno concreto alle lotte: dalla pittura nelle fabbriche alle esibizioni musicali e teatrali nei luoghi del conflitto».
Il percorso comincia con le arti figurative: «Artisti, pittori e scultori si fan sindacato». Questa sezione ricostruisce la nascita e l’evoluzione delle organizzazioni di categoria, come Snaps e Fna. Attraverso opere, manifesti e documenti, si racconta l’impegno di figure come Ernesto Treccani, Albe e Lica Steiner, Gabriele Mucchi, Giò Pomodoro e altri, dove l’artista si connota come «lavoratore della cultura». Quindi, la musica: «Suonare per il lavoro, con il lavoro»: dai Cantacronache a Giorgio Gaber, fino a eventi storici come il concerto di Claudio Abbado con l’orchestra della Scala alla mensa dell’Innocenti occupata. Si racconta anche l’attività svolta dall’Associazione Secondo Maggio che dagli anni Novanta in avanti porta classica e jazz in Camera del Lavoro, con Enrico Intra e Claudio Fasoli. Ecco il teatro: «La Camera del Lavoro come scena». Al centro, Dario Fo e Franca Rame, tra la satira sociale e il racconto delle lotte direttamente ai lavoratori. Per l’audiovisivo, «un ruolo importante nella ricerca è stato svolto anche dalle testimonianze raccolte per ricostruire le esperienze di adesione e partecipazione alla Cgil. Voci e ricordi di attori e attrici, musicisti, registi, pittori e pittrici danno una dimensione personale della storia sindacale e permettono di comprendere come il rapporto sia stato vissuto nel tempo. Testimonianze visibili nella sezione video della mostra e disponibili online sul canale Iride Cgil».
La mostra è il risultato di una ricerca promossa e coordinata dall’Archivio del Lavoro della Cgil di Milano, in collaborazione con importanti istituzioni cittadine come la Cittadella degli Archivi e la Fondazione Corrente. Fotografie, audiovisivi, manifesti e testimonianze dirette trasformano la memoria storica in materia viva per interrogare il presente. In questo racconto si inserisce «100 sogni morti sul lavoro» di Gianfranco Angelico Benvenuto: cento tute da lavoro vuote, senza volto, che rovesciano il «Quarto Stato» di Pellizza da Volpedo, sostituendo la marcia verso la speranza con il cammino verso un’assenza. L’iniziativa, promossa dalla Cassa Edile di Mutualità ed Assistenza della Provincia di Udine, è nata nel 2012 per sensibilizzare l’opinione pubblica sul dramma delle morti sul lavoro, con il sostegno dell’assessorato alle Politiche per il Lavoro del Comune di Milano. L’opera è stata esposta davanti al Museo del Novecento, alla Bocconi Art Gallery, in Campidoglio a Roma, a Bergamo e in altre città insieme alle organizzazioni sindacali, prima di essere donata al Comune di Milano.