Verifica le date inserite: la data di inizio deve precedere quella di fine
Letizia Riccio
Leggi i suoi articoliUno spirito inquieto, dalla genialità senza limiti. Questo il ritratto dell’artista nel film «Lucio Fontana, the final cut», che arriverà nelle sale italiane per un evento speciale, il 25, 26 e 27 maggio. Prodotta da Good Day Films e Nexo Studios, diretta da Andrea Bettinetti e con la voce narrante dell’attrice Miriam Leone, la pellicola è stata realizzata in collaborazione con la Fondazione Lucio Fontana; un supporto grazie al quale si è riusciti a costruire una narrazione esaustiva e di respiro internazionale. Tante le voci di artisti, critici e importanti figure, italiane e non, che si alternano ai filmati d’archivio e alle immagini delle più rilevanti gallerie di tutto il mondo, dove sono conservate le opere di Fontana. Fra gli artisti che lo hanno conosciuto da giovani e ne hanno tratto una lezione, Michelangelo Pistoletto, Heinz Mack, Giovanni Anceschi, Roberta Cerini Baj; mentre altri nomi internazionali come Doug Wheeler, Antony Gormley, Carsten Holler e Alfredo Jaar commentano alcuni temi dell’opera di Fontana.
«The final cut» mette in luce anche il primo percorso argentino dell’arte di Lucio Fontana, che nacque a Buenos Aires nel 1899, e insegnò negli anni Quaranta alla scuola di Belle Arti della città. La narrazione del film prosegue con i maggiori musei italiani e del nord Europa che compresero e ospitarono le mostre dell’artista e con la prima grande esposizione a lui dedicata a New York, presso la galleria Martha Jackson; per terminare nella casa di famiglia di Comabbio (Varese), in cui Fontana morì nel settembre del 1968.
Intervengono nel corso del film anche studiosi esperti della sua opera: Luca Massimo Barbero e Daniela Alejandra Sbaraglia. I lavori di Fontana spaziano dalle sculture alle ceramiche, dagli ambienti agli interventi architettonici, dai celebri buchi e tagli fino ai manifesti teorici; e, dall’arte, si giunge facilmente alla fisica dell’universo, all’architettura, al rapporto fra tecnologia, gesto e spiritualità. Danno, quindi, la loro lettura dell’artista e del suo universo figure come padre Paolo Benanti, filosofo della scienza, e l’archistar Norman Foster, studiosi di arti visive come Giuliana Bruno, esperti come Giovanni Rossello, titolare delle Ceramiche Mazzotti e responsabile dell’Archivio Tullio d’Albisola.
«Lucio Fontana, the final cut» è stato realizzato grazie a Unipol come main partner di Good Day Films, in collaborazione con Intesa Sanpaolo e Gallerie d’Italia e Sky, con il Patrocinio del Comune di Milano e del Consolato Generale Argentino a Milano. Le prevendite dei biglietti sono disponibili dal 23 aprile sul sito di Nexo Studios.
Lucio Fontana nel suo studio. Foto Ugo Mulas
Altri articoli dell'autore
Fervono i lavori a Villa Giulia, così come nel complesso di Villa Poniatowski; nel 2027, apriranno nuove aree di esposizione, per le quali è già prevista una mostra sul design romano degli anni Quaranta
Van Dyck a Genova e Bertolucci a Parma, Ana Silva a Bergamo e il Barocco a Forlì: questi alcuni degli appuntamenti cult raccontati nel contenitore televisivo, in onda dal 7 e dal 14 aprile
A Palazzo Firenze, sede della Società Dante Alighieri, è aperta una esposizione con rari disegni e testimonianze sulla figura talentuosa e incompresa, ora illuminata da un volume a lui dedicato
Due grandi documentari, in prima visione Tv, sono al centro delle puntate di venerdì 3 e 10 aprile del settimanale di Rai Cultura; mentre al Musée d’Orsay è in corso la mostra sul pittore impressionista


