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Interno della Tomba dei Rilievi a Cerveteri

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Interno della Tomba dei Rilievi a Cerveteri

Vincenzo Bellelli è stato riconfermato alla guida del Parco Archeologico di Cerveteri e Tarquinia

Per la seconda volta direttore del Pact, tra le tombe rupestri di Caere e quelle dipinte della località in provincia di Viterbo, ha affermato: «I primi quattro anni sono stati molto impegnativi: abbiamo gettato le fondamenta dell’istituto autonomo»

Letizia Riccio

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Vincenzo Bellelli, archeologo classico specializzato in Etruscologia, nelle scorse settimane ha avuto conferma del suo secondo mandato da direttore del Parco Archeologico di Cerveteri e Tarquinia (Pact), divenuto istituto autonomo nel 2021.

Direttore, il primo periodo alla guida del Pact si è da poco concluso. È soddisfatto?
I primi quattro anni sono stati molto impegnativi: abbiamo gettato le fondamenta dell’istituto autonomo. L’impostazione della manutenzione programmata per le aree archeologiche e i musei, la modernizzazione degli impianti a rete (compreso il sistema di bigliettazione, tramite l’adesione alla piattaforma Musei Italiani), la valorizzazione delle collezioni e dei siti con iniziative che coinvolgono visitatori, turisti e comunità locali, l’implementazione dell’accessibilità e dell’efficienza energetica, grazie ai fondi Pnrr, sono stati i principali risultati. Inoltre, abbiamo creato un tessuto di collaborazioni con le amministrazioni locali, le università e gli enti leader nella ricerca archeologica, italiani e stranieri, e con le associazioni del terzo settore del territorio.

C’è qualche iniziativa ancora in corso da portare a termine?
Alcuni importanti lavori di manutenzione straordinaria negli edifici museali dei due siti.

Il ripristino della tomba inviolata dei Monterozzi, venuta alla luce lo scorso anno a Tarquinia, a che punto è?
I lavori di scavo e di messa in sicurezza sono terminati e a breve renderemo la tomba visitabile: il corredo è stato restaurato e sarà presto visibile grazie al contributo della Direzione generale Musei del MiC.

Tomba dei Leopardi, Tarquinia

A Cerveteri, invece, come proseguono gli interventi per l’accessibilità della necropoli della Banditaccia?
La Banditaccia che i visitatori ammirano oggi è un luogo più affascinante e inclusivo, grazie agli interventi per l’abbattimento delle barriere architettoniche,  cognitive e sensoriali. È stata estesa la rete dei sentieri interni percorribili anche da chi ha difficoltà motorie; e, fra pochissimi giorni, si potrà entrare in tre tombe a camera prima inaccessibili, grazie a rampe e scale progettate ad hoc. Lo stesso è stato fatto nella necropoli di Tarquinia.

Quali sono i principali progetti in cantiere?
Fra i tanti, stiamo lavorando a un importante partenariato pubblico-privato per aumentare la fruizione delle aree archeologiche. Inoltre, organizzeremo manifestazioni culturali che valorizzeranno le tombe dipinte di Tarquinia e quelle rupestri di Cerveteri. Nelle necropoli e nei musei, oltre all’accessibilità fisica, stiamo potenziando i servizi multimediali per l’accessibilità cognitiva e sensoriale. Abbiamo messo in cantiere, per il 2027 e il 2028, iniziative che rievocano i Grand Tour in Etruria dell’Ottocento e Novecento.

Nei prossimi mesi inaugurerete due importanti mostre nei musei di Cerveteri e di Tarquinia. Può anticiparci qualcosa?
Sono in fase di allestimento due mostre, pianificate da anni, al Museo Archeologico Nazionale Cerite nel centro storico di Cerveteri e in quello di Tarquinia che ha sede nel Palazzo Vitelleschi: la prima sulle Idrie Ceretane, capolavori prodotti nell’antica Caere da artigiani provenienti dalla Ionia, e la seconda sulla pittura funeraria etrusca del IV secolo, entrambe con prestiti di grande rilievo, anche internazionali. Si tratta di progetti avviati all’inizio del mio primo mandato, ora possibili grazie alla rete di rapporti con altre istituzioni museali, italiane e straniere, intessuta in questi anni e incentrata sulla ricerca, la condivisione delle conoscenze e il restauro.

Tarquinia non sarà la Capitale della Cultura per il 2028. Alla fine di un percorso lungo e impegnativo, si tratta di una sconfitta o si aprono nuove opportunità? Il ministro Giuli aveva annunciato che gli altri nove progetti non sarebbero andati perduti...
A detta di molti addetti ai lavori il progetto culturale con Tarquinia come capofila era uno dei migliori, se non il migliore in assoluto. Certamente è un’occasione perduta (non una sconfitta) per i territori dell’alto Lazio che adesso stanno provando a non disperdere la progettualità con iniziative coordinate, già a partire dal 2027. L’auspicio del Ministro pertanto è anche il mio.

Necropoli di Cerveteri

Letizia Riccio, 20 maggio 2026 | © Riproduzione riservata

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