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Gianfranco Ferroni
Leggi i suoi articoliSettembre ricco di appuntamenti a Gardone Riviera (Bs), alla Fondazione Il Vittoriale degli Italiani presieduta da Giordano Bruno Guerri. Domenica 20 settembre, nell’Anfiteatro torna la boxe con una nuova serata Interregionale di Pugilato Olimpico. L’iniziativa nasce dalla volontà di creare nuove opportunità per i giovani pugili, mettendo al tempo stesso in relazione società e realtà sportive di territori diversi. Sul ring saliranno atleti appartenenti a società provenienti dalle regioni Lombardia, Abruzzo e Veneto, per una serata di confronto agonistico e tecnico tra differenti scuole pugilistiche.
Sabato 26 settembre, l’Auditorium del Vittoriale ospiterà un nuovo appuntamento del Festival dei Laghi Lombardi. Sul palco andrà in scena lo spettacolo «La chitarra di Lucio» che percorrere la carriera di Lucio Battisti tramite aneddoti e canzoni che rappresentano il filo conduttore di uno spettacolo che prevede un dialogo tra l’attore Francesco Pellicini e il chitarrista storico di Lucio, Massimo Luca.
Domenica 27 settembre, il Vittoriale degli Italiani inaugura la stagione autunnale con la manifestazione «Un luogo di assidua creazione e di assidua perfezione», riprendendo così il suo programma culturale a poco più di due mesi dalla violenta ondata di maltempo che ha colpito la zona dell’Alto Garda. La ripresa si articola in quattro nuove mostre, l’apertura della Foresteria Il Convento, la ripiantumazione dei 31 cipressi abbattuti dalla tempesta e la presentazione dei progetti di recupero già avviati. Tutte le esposizioni resteranno visitabili fino al 7 marzo 2027. Al Museo d’Annunzio Segreto debutta «Magia Libertina» dell’artista Claudio Vino, un omaggio all’universo femminile dannunziano attraverso installazioni, dipinti e opere digitali che sviluppano una dimensione onirica ispirata all’immaginario di Gabriele d’Annunzio. Al Golfo Nascosto è presentato il progetto espositivo «Luz Herida / Luce Ferita», una selezione di 25 opere fotografiche del fotografo cileno Tomás Quiroga curate da Miguel Ángel Felipe. Il progetto nasce dall’esperienza biografica dell’autore e dal suo ritorno a Santiago del Cile dopo oltre quindici anni di assenza, affrontando i temi dell’appartenenza, del ritorno e dello sradicamento come stratificazione storica e identità postcoloniale. Casa Cama ospita Adolfo Wildt e d’Annunzio, con ventisette figure femminili e maschili a matita dell’artista visiva Anna Cerofolini, immaginate come possibili protagonisti dell’universo dannunziano e dialogo tra le sculture dell’uno e la parola dell’altro, intrecciati in una tela di lino che attraversa le sale. Presso il Mas prosegue la rassegna con «La notte ha la sua via. Per un nuovo canto di Nadia Nucci», ispirato alla Contemplazione della morte di d’Annunzio: vestali e aeromaschere in carta, ceramica e metallo accompagnano idealmente il motoscafo Mas 96, interpretato come simbolo di attraversamento e nuova partenza, con il motto «Memento audere semper».
La ripiantumazione dei 31 cipressi è un gesto simbolico e concreto dell’impegno del Vittoriale verso il futuro del Parco, come sottolinea il presidente Guerri: «Ripiantumare i cipressi significa curare, far crescere, perché un luogo unico al mondo possa essere trasmesso integro alle prossime generazioni». Nel corso del pomeriggio sarà presentato lo stato degli interventi di recupero già avviati insieme ai primi risultati del progetto Art Bonus, con i dati aggiornati delle donazioni ricevute. Saranno illustrate inoltre le iniziative di solidarietà nate per sostenere il Vittoriale, tra cui quella promossa dalla regione Abruzzo, e la conclusione del progetto «Vittoriale da vivere», realizzato con il sostegno di Fondazione Tim, che ha creato un nuovo percorso narrativo e culturale dedicato al complesso dannunziano attraverso tecnologie immersive e contenuti in realtà virtuale. Per Guerri «la Festa d’autunno è il nostro modo di dimostrare che il Vittoriale continua a essere un luogo di assidua creazione e di assidua perfezione, come lo volle d’Annunzio, e che non smette di guardare al futuro».
Gianfranco Ferroni
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