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Redazione
Leggi i suoi articoliMaria Rita Cerilli, Head of Communication Department della Collezione Peggy Guggenheim di Venezia, è mancata il 5 agosto all'età di 46 anni dopo una malattia affrontata con grande riservatezza. Con lei scompare una figura che, negli ultimi due decenni, ha contribuito in modo determinante a ridefinire il linguaggio della comunicazione museale, accompagnando la trasformazione della Peggy Guggenheim in un'istituzione sempre più capace di dialogare con pubblici diversi e con le sfide del contemporaneo. Originaria di La Spezia, Maria Rita, come semplicemente molti la chiamavano, aveva iniziato il proprio percorso professionale proprio alla Collezione Peggy Guggenheim nel 2007 come stagista. Il suo cammino era stato costruito con costanza e serietà portandola, nel 2022, alla guida del Dipartimento Comunicazione. Questo incarico è stato svolto sempre con rigore e grande sensibilità culturale.
Nel ricordo affidato ai propri canali ufficiali, la Collezione Peggy Guggenheim sottolinea come Cerilli abbia «ridefinito i processi e costruito un dipartimento sempre più coeso e autorevole», interpretando il proprio ruolo «con competenza, determinazione e con lo sguardo rivolto sempre verso il futuro». Il suo profilo professionale si è distinto per una concezione della comunicazione come autentico strumento di mediazione culturale.
Sotto la sua guida il museo ha investito con decisione nei linguaggi digitali, sviluppando la propria presenza sui social media fin dagli esordi di Facebook e Instagram e costruendo una comunità online oggi tra le più consolidate nel panorama museale italiano. Ha inoltre promosso nuove modalità di racconto dell'arte, sostenendo progetti innovativi come il podcast Volevo essere libera, realizzato con Chora Media, dedicato alla figura di Peggy Guggenheim e pensato per raggiungere pubblici sempre più ampi attraverso strumenti narrativi contemporanei. La sua era un'idea di comunicazione che andava ben oltre la promozione delle attività espositive. Per Cerilli raccontare un museo significava infatti tradurne l'identità, renderne accessibile il patrimonio e creare relazioni durature tra le opere, l'istituzione e la società, visione che ha contribuito a fare della comunicazione un elemento strategico della missione culturale del museo.
Fondamentale è stato anche il suo impegno nella formazione delle nuove generazioni di professionisti. Numerosi collaboratori e giovani comunicatori hanno trovato in lei una guida attenta, capace di trasmettere metodo, senso di responsabilità e attenzione per ogni dettaglio, senza mai rinunciare a un approccio umano fondato sull'ascolto e sulla condivisione. Nel messaggio di cordoglio diffuso dalla Collezione Peggy Guggenheim emerge il tratto che più di ogni altro ne sintetizza la personalità: «Grazie Maria Rita, per averci insegnato ad affrontare ogni cosa con il massimo della serietà, senza mai perdere la leggerezza del sorriso», ricordo che restituisce l'immagine di una professionista rigorosa e insieme profondamente empatica, determinata ma mai autoritaria, esigente e sempre disponibile al confronto.
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