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Lorenza Trucchi

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Lorenza Trucchi

Addio a Lorenza Trucchi, decana della critica d’arte

Si è spenta nella notte tra il 3 e il 4 febbraio a Roma, alla veneranda età di 104 anni. Elegantissima, con una naturalezza che non passava mai inosservata, amava gli artisti, di cui studiava le opere fin nei minimi dettagli

Con la scomparsa di Lorenza Trucchi finisce un’epoca: a Roma, nella notte tra il 3 e il 4 febbraio, a 104 anni, la decana della critica d’arte se n’è andata. Nata nel Principato di Monaco l’11 gennaio 1922, ha amato il mondo degli artisti con una passione unica, senza mai dimenticare l’indispensabile legame tra forma e sostanza. Instancabile frequentatrice dei musei ma anche delle gallerie, perfino le più piccole, pur di conoscere un nuovo artista, un giovane che si affacciava alla sua prima personale. E infatti la conoscenza, da quattro decenni, nacque da queste basi: elegantissima, con una naturalezza che non passava mai inosservata, chiedeva le tecniche utilizzate per realizzare le opere, ed era capace di discutere un’ora davanti a un’acquaforte, volendo conoscere anche la filigrana della carta scelta per l’occasione. Non a caso, non guardava l'orologio quando entrava nell'Istituto Centrale per la Grafica, tra incisioni storiche e celebrazioni di artisti. 

Era innanzitutto competente, Lorenza Trucchi, frutto anche dei suoi studi che dovevano farla diventare una «principessa del foro»: in tribunale, come avvocato, avrebbe vinto ogni causa. Ogni quadro veniva studiato fin nei minimi dettagli: lo sguardo attentissimo, il roteare della mano quando qualcosa non la convinceva, cercando un appiglio nell’aria, la conoscenza di fatti apparentemente minimi legati al mercato dell’arte e ai collezionisti. La capacità innata di riconoscere un'opera falsa. È tutta da rileggere l’intervista realizzata in occasione del suo centenario da Guglielmo Gigliotti qui, su «Il Giornale dell’Arte», che restituisce la sua immagine e la sua sensibilità. Di lei resteranno sempre in mente i racconti su centinaia di artisti conosciuti nel corso di una vita lunghissima, la perfetta ricostruzione della nascita di sodalizi e rotture nel mondo della cultura, l’arrivo degli americani a Spoleto con Gian Carlo Menotti. 

Lorenza Trucchi è stata davvero una persona straordinaria. Era «accademico cultore» dal 2008 nell’Accademia Nazionale di San Luca. La scheda biografica dell’istituzione romana offre un’ampia visione della sua lunga vita: «Nel 1934 si trasferisce a Roma. Compiuti gli studi classici si laurea in Giurisprudenza. Attratta dal giornalismo rinuncia alla professione forense. Nel 1949 pubblica i primi articoli. Dal 1950 collabora assiduamente ai quotidiani: “Il Momento”, “Il Gazzettino”, “Il Corriere mercantile”, e ai periodici: “Leggere”, “Il Taccuino delle Arti”, “Giovedì”, “Art Dossier”. Nel 1955 inizia a scrivere su “La Fiera Letteraria” dove ben presto, per incarico del Direttore Diego Fabbri assume il coordinamento della sezione arti figurative e architettura. Nel 1971 è invitata da Dino Buzzati e Franco Russoli a collaborare alla pagina d’arte del “Corriere della Sera”. Dal 1967 al 1977 è titolare su “Momento Sera” della rubrica settimanale “Arte per tutti”. Dalla fondazione è critico d’arte de “Il Giornale Nuovo” e de “La Voce” di Indro Montanelli. È redattore con Giovanni Carandente, Marisa Volpi, Mario Verdone della rivista “Qui Arte Contemporanea”. Cura l’inserto arte della rivista “L’Europa letteraria” diretta da Giancarlo Vigorelli dal 1961 al 1968. Tra le pubblicazioni: Qualche ritratto da Cezanne a Pollock, Carocci 1961; Carmelina, Vanni Scheiwiller, Milano 1964; Dubuffet, De Luca 1965; Francis Bacon, Fratelli Fabbri, Milano 1975; Thames and Hudson, Londra, Abrams New York 1975, Celiv, Parigi 1975-1989; Franco Sarnari, Vallecchi 1983; Arte per tutti, Edizioni della Cometa 1992; Francis Bacon, De Luca Edizioni d’Arte 2005. Ha curato e collaborato a numerose mostre premi, tra cui ricordiamo: “Les phénomenès de Jean Dubuffet”, Palazzo Grassi, Venezia 1964; “Nuovi materiali, nuove tecniche”, Caorle-Venezia 1969 ; “X Quadriennale-Situazione dell’arte non figurativa”, 1973; “Mediterranea”, Messina 1975; “Pietro Sadun”, Palazzo Barberini Roma 1976; “Vespignani: come mosche nel miele”, Villa Medici Roma 1985; “Gentilini”, Palazzo Venezia Roma 1986; “Jean Dubuffet”, Torino 1978, Berlino, Vienna, Colonia 1980-1981; “Jean Dubuffet”, Retrospettiva alla Galleria Nazionale d’Arte Moderna, Roma 1989-1990; “Mino Maccari”, Macerata, Banca Carisma, Roma Fondazione Memmo 1993; “Jean Dubuffet”, Centre Pompidou, Parigi 2001 (Mostra curata da Daniel Abadie); “Da Handinsky a Pollock: La vertigine della non forma”, Museo Cantonale d’arte Lugano 2001-2002; “Alberto Magnelli d’après le Futurisme”, 1919-1931, Musée d’art moderne, Troyes 2002; “Arp:Jean e Sophie Taeuber”, Museo Correr, Venezia 2006; “Pedro Cano: identità in transito”, Terme di Diocleziano, Roma 2008, Sala Estaben Murcia 2009. È stata commissario del Padiglione Italia della Biennale di Venezia nel 1982. Ha fatto parte della Commissione Esperti del Settore Arti Visive delle Biennali di Venezia nel 1988 e nel 1990. Ha tenuto la cattedra di Storia dell’arte presso le Accademie di Belle Arti di L’Aquila e di Roma dal 1969 al 1994. Dal settembre 1995 al giugno del 2001 è stata presidente dell’Esposizione Nazionale Quadriennale d’Arte di Roma».

Gianfranco Ferroni, 04 febbraio 2026 | © Riproduzione riservata

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