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Vittorio Bertello
Leggi i suoi articoliIn seguito a un malore improvviso è morto all’ospedale fiorentino di Torregalli il 15 gennaio, all’età di 87 anni (ne avrebbe compiuti 88 il 22 gennaio) l’architetto Francesco Gurrieri. L’annuncio della scomparsa è stato dato dall’Opera di Santa Maria del Fiore, di cui era stato vicepresidente per due mandati, dal 2010 al 2017. Gurrieri, professore ordinario di Restauro dei monumenti dell'Università degli Studi di Firenze e membro dell’Accademia delle arti del disegno di Firenze, è stato capace di coniugare rigore tecnico, profondità umanistica e una visione etica del restauro come responsabilità civile.
Nel suo curriculum figurano incarichi di prestigio, come l’esser stato membro del Comitato Internazionale per la Torre di Pisa, consulente del Tribunale dei Ministri per i Beni Culturali e Ambientali, accademico dei Georgofili, socio onorario del Collegio degli Ingegneri della Toscana, membro dell’Istituto Nazionale di Urbanistica e fondatore del Cabec, il Centro di Ateneo per i Beni Culturali dell’Università di Firenze. Ha diretto o collaborato con varie riviste specializzate, tra le quali «L’Architettura», «Paesaggio Urbano», «Werk», «L’Industria delle Costruzioni», «Beni Culturali» e il «Bollettino d’Arte», del quale è stato vicedirettore per la sezione Architettura. È stato direttore della storica rivista «Critica d’Arte» e sul versante umanistico ha fondato, insieme ad Arnaldo Pini e Pierfrancesco Permoli, «Il Portolano», periodico di narrativa e critica letteraria.
Nato a Bengasi, in Libia, nel 1938, Gurrieri si forma a Firenze. Vi si laurea in architettura nel 1964 con il massimo dei voti e la lode. Nel 1966 entra per concorso nazionale nell’Amministrazione delle Belle Arti, iniziando un lungo e intenso periodo di attività istituzionale.
Dal 1965 al 1981 Gurrieri è funzionario, dirigente e soprintendente per i Monumenti (poi Beni Architettonici e Paesaggistici), maturando un’esperienza diretta sul campo che influirà fortemente sul suo approccio scientifico. In questo periodo comincia a concepire il restauro come disciplina complessa, che contempera la conservazione materiale, la conoscenza storica e il rispetto del contesto territoriale. Già nel 1973 pose con lucidità il tema allora pionieristico del restauro del paesaggio e del territorio, anticipando questioni oggi centrali nel dibattito internazionale.
Sul fronte accademico, nel 1980 Gurrieri vince il concorso da professore ordinario e dal 1981 insegna Restauro dei Monumenti all’Università di Firenze. Dal 1995 al 2000 è preside della Facoltà di Architettura fiorentina. Successivamente sarà anche preside dell’Università Internazionale dell’Arte di Firenze, con sede a Villa Il Ventaglio, dal 2006 al 2011.
Esperto dell’Icomos (International Council on Monuments and Sites), Gurrieri è tra i principali artefici del riconoscimento del Centro Storico di Firenze come Bene Universale Unesco, curando la redazione della scheda ufficiale che ha sancito l’ingresso della città nella Lista del Patrimonio Mondiale.
«Con la scomparsa di Francesco Gurrieri perdiamo non solo un maestro della tutela e della conservazione del patrimonio artistico ma una figura di riferimento nel panorama culturale cittadino, un intellettuale di spessore», ha dichiarato agli organi di stampa la sindaca di Firenze Sara Funaro. «La Toscana perde una figura di straordinario valore umano e scientifico. Francesco Gurrieri è stato un protagonista indiscusso della cultura del restauro e della conservazione del patrimonio, un riferimento riconosciuto a livello internazionale e un intellettuale che ha dedicato la sua vita alla tutela della memoria storica e artistica», ha detto l’assessora regionale alla Cultura Cristina Manetti. I funerali si terranno lunedì 19 gennaio alle 15.30, nella basilica di San Miniato al Monte a Firenze.
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