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Giorgio Valentini
Leggi i suoi articoliAdamo ed Eva sono stati per Lucas Cranach il Vecchio soggetti di grande interesse e ad oggi risultano almeno 18 le versioni dedicate dal pittore tedesco alle due figure bibliche. Una coppia di tavole in legno sulla quale sono rappresentati, risalente al 1530 ca, è conservata presso il Norton Simon Museum di Pasadena, dove confluì la collezione del magnate americano Norton Simon.
Simon acquistò l’opera nel 1971, per 800mila dollari, comprandolo dall’erede dell’aristocrazia russa, il principe George Stroganoff-Sherbatoff, che nel decennio precedente ne rivendicò la proprietà. La storia collezionistica dell’opera, infatti, ha subìto gli effetti della Rivoluzione d’Ottobre del 1917, quando i beni della famiglia aristocratica russa Stroganov, presso la quale si ritiene fosse custodita fino ad allora, vennero dichiarati di proprietà del Governo per poi essere messi all’asta a Berlino, nel 1931, e raccogliere valuta estera. Ad aggiudicarsi il lotto fu il gallerista ebreo olandese Jacques Goudstikker, la cui collezione fu confiscata da Hermann Göring a seguito della sua fuga e morte nel 1940. Dopo la sconfitta della Germania e il recupero delle opere da parte delle truppe alleate, George Stroganoff-Sherbatoff affermò che l’asta sovietica altro non era che un’espropriazione illegale, e si propose di acquistare il dittico per una cifra simbolica.
Un gesto e una pretesa ai danni degli eredi di Goudstikker, la cui nuora, Marei von Saher, nel 2007 avviò una causa federale negli Stati Uniti contro il Norton Simon Museum per riottenerne la proprietà. Tuttavia, nel 2018 i giudici americani respinsero la richiesta invocando l’«Act of State Doctrine», secondo cui i tribunali americani non possono giudicare o mettere in discussione la validità degli atti ufficiali compiuti da un governo straniero riconosciuto all’interno del proprio territorio. Marei von Saher decise così di cedere i diritti sull’opera alla Jewish Federation, organizzazione non profit che intende destinare eventuali somme o l’opera stessa a sostegno dei sopravvissuti all’Olocausto.
A settembre, la Federazione ha infatti presentato un nuovo ricorso presso la Corte Superiore della Contea di Los Angeles: «Adamo ed Eva» è identificabile come refurtiva nazista mai restituita legittimamente ai veri proprietari privandoli delle garanzie di giustizia. Di contro, mercoledì 14 ottobre, il Norton Simon Museum ha richiesto un’ingiunzione per bloccare la causa, perché i tribunali federali si sono già pronunciati a riguardo e, soprattutto, nel secondo dopoguerra la famiglia Goudstikker rinunciò consapevolmente a seguire le procedure formali di restituzione prescritte dal Governo olandese.
Giorgio Valentini
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