Verifica le date inserite: la data di inizio deve precedere quella di fine
Giuseppe M. Della Fina
Leggi i suoi articoliNell’ambito del XXIX Convegno Internazionale di Studi sulla Storia e l’Archeologia dell’Etruria, promosso dalla Fondazione per il Museo «Claudio Faina» e tenutosi a Orvieto il 13 e 14 dicembre scorsi, è stata presentata una scoperta rilevante per la conoscenza delle fasi più antiche della storia di quella città.
Gli archeologi Luca Pulcinelli (Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio dell’Umbria), Barbara Barbaro (Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per la provincia di Viterbo e per l’Etruria Meridionale) e Francesco Pacelli hanno illustrato i risultati di uno scavo realizzato come intervento di sorveglianza nell’ambito di un cantiere edile nella centrale via Giuseppe Garibaldi.
Le indagini hanno portato alla luce una complessa stratificazione archeologica che indica la presenza di un’abitazione medievale (XI-XIV secolo) distrutta da un incendio forse nell’ambito degli scontri tra le famiglie Monaldeschi e Filippeschi, i primi guelfi e i secondi ghibellini, ricordate entrambe da Dante Alighieri in alcuni versi del canto VI del Purgatorio nella Divina Commedia. Al di sotto è stato rinvenuto uno strato privo di reperti archeologici, ma contenente blocchi di tufo informe e simili a macerie, che potrebbe riferirsi ad età romana. Ancora più in basso è stato indagato uno strato da collegare invece sicuramente all’epoca etrusca e a un’abitazione di quel tempo come suggeriscono le tegole rinvenute.
La scoperta più rilevante è avvenuta, comunque, a una profondità maggiore, al di sotto di un profondo strato di terra sterile che sembrerebbe testimoniare un’azione volontaria di livellazione e regolarizzazione dell’area, a metri 3,60 dal piano attuale. Qui sono stati recuperati frammenti ceramici attribuibili al X-IX secolo a.C., individuati alcuni fori idonei alla messa in opera di pali lignei destinati a sostenere una copertura, e resti ritenuti relativi a una fornace per la cottura di vasi. Non solo, in alcune fosse sono stati rinvenuti frammenti di ceramiche attribuibili al Bronzo Medio (XIV secolo a.C.), che vengono a rappresentare, allo stato attuale, la testimonianza più antica scoperta sulla rupe orvietana.
Lo studio dei materiali scavati proseguirà nei prossimi mesi e consentirà di comprendere meglio i tempi e i modi della frequentazione del sito su cui poi si è sviluppata la città antica e moderna.
Uno dei frammenti di ceramiche rinvenute nello scavo di via Giuseppe Garibaldi e attribuibili al Bronzo Medio
Una veduta della fornace rinvenuta nello scavo di via Giuseppe Garibaldi e risalente al Bronzo Medio
Altri articoli dell'autore
Le riflessioni dell’archeologo romano nel libro «Alla mia età», una sorta di taccuino tra passato, presente e futuro
Il 27 aprile 1926, a Palazzo Vecchio a Firenze, si aprivano i lavori del primo Convegno Nazionale Etrusco con l’avvio di una rivista, di un ente di ricerca e di un comitato permanente dedicati a far luce sulla civiltà etrusca
Il 21 aprile, giorno del tradizionale Natale di Roma, è stato pubblicato uno scritto giovanile e inedito di Bergoglio dedicato a Virgilio e all’«Eneide»
In un volume sono riuniti alcuni dei suoi contributi apparsi in riviste specialistiche, in atti di convegni e in cataloghi di mostre aggiungendo un saggio finale inedito, in cui riflette sul tema



