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Una veduta del Teatro Filarmonico di Verona

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Una veduta del Teatro Filarmonico di Verona

A Verona, l’arte del cinema proposta a teatro

Avrà inizio il 17 gennaio la rassegna che porterà per tutto il 2026 all’interno di spazi teatrali pellicole cult, mettendo in dialogo diverse arti, tra cui la musica

Gianfranco Ferroni

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A Verona, il Teatro Filarmonico si trasforma in una sala cinematografica con la prima edizione della rassegna «Musica e Cinema» che ha l’obiettivo di proporre, prima di ogni titolo della Stagione d’Opera e Balletto 2026, una serie di film cult, con sei proiezioni in lingua originale e sottotitoli in italiano. Dopo la sperimentazione avvenuta lo scorso anno, Fondazione Arena di Verona arricchisce così il cartellone con un nuovo progetto. La rassegna metterà in dialogo diverse arti e darà voce alla musica anche attraverso il linguaggio cinematografico, incrementando così l’offerta culturale cittadina sia per i veronesi sia per i turisti che visitano la città scaligera durante tutto l’anno.

Alla vigilia dell’inaugurazione della stagione artistica 2026 con «Don Giovanni» di Mozart, Fondazione Arena porta a Verona l’omonimo titolo cinematografico. Sabato 17 gennaio al Teatro Filarmonico sarà proiettato il film del 1979, diretto da Joseph Losey, che nel 1980 vinse due Premi César e un David di Donatello. La pellicola mette in scena il melodramma di Mozart nei luoghi palladiani e vede Ruggero Raimondi nel ruolo principale e Lorin Maazel come direttore d’orchestra. L’appuntamento è inserito nella programmazione del Festival Mozart a Verona 2026.

La rassegna proseguirà il 20 febbraio al Teatro Ristori, dove verrà spostata tutta l’attività di Fondazione Arena durante il periodo delle cerimonie olimpiche, con «The Cutting Edge», che precederà la messa in scena de «L’Olimpiade» di Vivaldi. Una commedia statunitense del 1992 diretta da Paul Michael Glaser e scritta da Tony Gilroy. Il film racconta di una coppia di sportivi impegnati alle Olimpiadi invernali del 1992 ad Albertville, in Francia. Il film, divenuto un cult, ha ispirato anche una serie e diversi sequel.

Sabato 21 marzo al Teatro Filarmonico sarà proiettato «Shakespeare in Love», che precederà «Falstaff» di Verdi. Il film del 1998, diretto da John Madden, narra l'amore dello scrittore William Shakespeare nato durante la preparazione di Romeo e Giulietta per una nobildonna, Lady Violet. Il film è stato insignito di molti premi, tra cui 3 Bafta, 3 Golden Globe e 7 Oscar su 13 nomination.

La rassegna riprenderà dopo l’estate, il 24 ottobre, con «Strictly Ballroom», abbinato alla messa in scena di «Amelia al Ballo» e «Jeu de cartes». Il musical del 1992, diretto da Baz Luhrmann, narra la storia di un giovane e ribelle campione di ballo da sala, pronto a mettere in discussione tutte le regole per esprimere la sua arte.

Sabato 21 novembre ecco «The Dreamers», che ha ispirato la regia della «Bohème» che sarà messa in scena il giorno successivo. Il film del 2003, diretto da Bernardo Bertolucci, è ambientato nella primavera del 1968 ed è basato sul racconto The Holy Innocents, di Gilbert Adair, che ha anche scritto la sceneggiatura della pellicola che segna l’esordio cinematografico di Eva Green. La proiezione è vietata ai minori di 14 anni.

La rassegna si chiuderà sabato 12 dicembre con «Black Swan», che precederà il ritorno del balletto sul palco del Filarmonico con «Il Lago dei cigni». Il film, del 2010, diretto da Darren Aronofsky, è una pellicola di genere horror psicologico e vede Natalie Portman nel ruolo principale, con Vincent Cassel, Mila Kunis, Barbara Hershey e Winona Ryder. La trama ruota attorno alla produzione del Lago dei cigni di Čajkovskij della compagnia del New York City Ballet. Per la sua interpretazione Portman è stata premiata con l'Oscar alla miglior attrice.

Gianfranco Ferroni, 09 gennaio 2026 | © Riproduzione riservata

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