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Roberto Mercuzio
Leggi i suoi articoliA Venezia, con il completamento del restauro del Salone Centrale, giunge a un passo dal termine il progetto di recupero del Casino Venier, gioiello dell’architettura veneziana del Settecento. I risultati dei lavori condotti dell’architetta Gea Storace sono stati presentati dal presidente dell’Alliance Française, Gilles Debonnet, da Paola Marini, presidente dei Comitati Privati per Venezia, dall’assessora Paola Mar e da Roberto Coin, con il sostegno del Comitato Italiano per la Salvaguardia di Venezia, in ricordo di Barbara Berlingieri.
Il Casino Venier si trova tra il ponte di Rialto e Piazza San Marco nelle Mercerie. La parola stessa («casino», cioè piccola casa, o «ridotto», da «ridursi», cioè recarsi) fa capire che cosa fossero questi ambienti: locali piccoli, ma accoglienti ed intimi, dove incontrare gli amici dopo il teatro. I casini si diffusero a Venezia a partire dal Cinquecento, ma è nel Settecento che questi ritrovi spopolarono: nel 1744 ve n’erano in città 118, quasi tutti nelle vicinanze di Piazza San Marco. Erano luoghi di ritrovo, di divertimento (perfino di dissolutezza), in certi casi veri salotti letterari: si giocava d’azzardo, si ballava, si facevano incontri galanti, ma si parlava anche di teatro e della nuova filosofia che veniva dalla Francia. Il Casino Venier era di proprietà del procuratore di Venezia Venier, ma usato dalla moglie, la nobildonna Elena Priuli. Dal 1987 questa dimora è sede dell’associazione culturale italo-francese Alliance Française.
Come ha illustrato Debonnet, «il restauro del Casino Venier sarà definitivamente portato a termine con i lavori nella Sala di Conversazione, sostenuti dalla Fondazione di Venezia, da Guillaume e Sylvie Roehrig e da Antoine e Virginie Merlaut, in osservanza agli impegni assunti da Alliance Française con il Comune di Venezia».
Presentando i lavori l’architetta Gea Storace ha sottolineato come sin dal primo sopralluogo «l’apparato decorativo della sala apparisse in cattivo stato, con gravi lesioni dell’intonaco e piccole cadute di elementi in stucco e di grandi parti della doratura. Numerose ed evidenti erano le ridipinture e i ritocchi, nonché le stuccature in corrispondenza delle numerose lesioni». Oltre alle opere di consolidamento e di pulitura, il restauro ha cercato di restituire, laddove possibile, «le tonalità originali delle superfici decorate; l’integrazione delle parti mancanti degli stucchi e delle dorature e il ritocco hanno completato l’intervento».
A rendere possibile l’opera è stato il generoso intervento di Roberto Coin, presidente di Roberto Coin Spa. «Due anni fa avevo chiesto a Barbara Berlingieri, con cui avevamo collaborato in passato, ha detto Coin, di consigliarmi un’opera da restaurare a Venezia. Poco tempo dopo, purtroppo, Barbara si è ammalata. È stato allora che l’amica Bianca Arrivabene mi ha informato che il Casino Venier, sede veneziana di Alliance Française, necessitava di un restauro urgente: abbiamo scelto di procedere subito, ed oggi sono felice che ci si ritrovi qui ad ammirare lo straordinario lavoro fatto da Gea Storace».
«L’Associazione dei Comitati Privati Internazionali per la Salvaguardia di Venezia, ha dichiarato la presidente, Paola Marini, è lieta di aver dato un contributo operativo al rilancio dei restauri delle preziose finiture interne del Casino Venier, avviati nel 2023 dal Comité français pour la sauvegarde de Venise. Ciò è stato possibile grazie alla connessione con Pilar Coin creata da Bianca Arrivabene e con il coinvolgimento di un altro associato, il Comitato Italiano per Venezia, intervenuto in memoria di Barbara Berlingieri».
«Il restauro del Salone Centrale restituisce alla città, secondo l’assessora Paola Mar, uno spazio di straordinario valore storico e culturale, riportando alla luce la qualità artistica di uno dei gioielli dell’architettura veneziana del Settecento».
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