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Una vetrina della mostra «Bvlgari Kaleidos: Colors, Cultures and Crafts» al Power Station of Art di Shanghai

Courtesy di Bvlgari

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Una vetrina della mostra «Bvlgari Kaleidos: Colors, Cultures and Crafts» al Power Station of Art di Shanghai

Courtesy di Bvlgari

A Shanghai il dialogo tra i gioielli della Maison Bulgari e la tradizione cinese è nel segno del colore

Il nuovo capitolo dell’esposizione itinerante «Bvlgari Kaleidos: Colors, Cultures and Crafts» arriva al Power Station of Art, il primo museo pubblico di arte contemporanea della Cina continentale

Samantha De Martin

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Il viaggio nell’universo del colore e dell’alto artigianato della Maison Bvlgari continua con la mostra itinerante internazionale intitolata «Bvlgari Kaleidos: colors, cultures and crafts». Questa volta il nuovo capitolo arriva al Power Station of Art di Shanghai, il primo museo pubblico di arte contemporanea della Cina continentale. L’edizione di Shanghai, aperta al pubblico fino al 31 ottobre, amplia e reinterpreta la mostra originale attraverso la cultura, la filosofia e le tradizioni artistiche cinesi. 

Abbracciando una selezione inedita di oltre 300 capolavori cromatici della gioielleria, affiancati dalle opere di alcuni tra i più importanti artisti contemporanei cinesi, il percorso si sviluppa in tre capitoli offrendo nuove prospettive sulle visioni orientali e occidentali del colore. Un itinerario interculturale ripercorre la storia della Maison dalle origini a oggi, dalle creazioni di alta gioielleria a una selezione di pezzi provenienti dalla Bvlgari Heritage Collection e da collezioni private anche italiane e cinesi. «Per Bvlgari, commenta la Ceo Laura Burdese, il colore è da sempre un linguaggio universale capace di superare confini, culture e tempo. Il nuovo capitolo di Kaleidos a Shanghai rappresenta per noi l’opportunità di proseguire questo viaggio in dialogo con il ricco patrimonio culturale e artistico della Cina. Mettendo la nostra visione cromatica in dialogo con le prospettive locali, questa mostra rivela il potere unico del colore di creare connessioni, ispirare e reinventarsi continuamente». Come ribadisce Massimo Ambrosetti, ambasciatore d’Italia presso la Repubblica Popolare Cinese, «a Shanghai questo dialogo tra Italia e Cina assume un significato ancora più profondo, mettendo in relazione due civiltà dalle antiche radici culturali e accomunate dall’apprezzamento per l’artigianalità, la creatività, l’eccellenza». Anche a Shanghai l’identità di Bvlgari si esplica attraverso l’utilizzo audace e anticonvenzionale di gemme dai colori vivaci. A incarnare questo linguaggio cromatico è un sautoir del 1973 della Bvlgari Heritage Collection, esposto al pubblico per la prima volta. Realizzato in oro con corallo, onice e diamanti, il gioiello è impreziosito da un medaglione in giada incisa che richiama le antiche tradizioni artistiche cinesi, riflettendo il dialogo tra Oriente e Occidente che ispira la visione creativa di Bvlgari. 

Questo approccio al colore si articola nei tre nuclei tematici, ciascuno dedicato a una diversa prospettiva sull’espressione cromatica. Se «The Science of Colors» esplora i fondamenti della percezione cromatica, dai colori primari alle armonie più complesse attraverso pezzi come la collana in oro con perle coltivate, rubini, zaffiri, smeraldi e diamanti (1991), proveniente dalla Bvlgari Heritage Collection, il secondo capitolo, «Color Symbolism» approfondisce i significati culturali e filosofici del colore, con attenzione alle tradizioni orientali. La concezione del colore come linguaggio simbolico si traduce, in mostra, nella collana in oro con rubini e diamanti (1993), che richiama la prosperità tradizionalmente associate al rosso nella cultura cinese, o nella coppia di pendenti trasformabili in spille in platino con perle naturali e diamanti (1952). La spilla a forma di testa di cavallo in oro con onice, rubino e diamanti (1977) richiama invece l’Anno del Cavallo nello zodiaco cinese. La terza e ultima tappa, «The Power of Light», analizza il ruolo della luce nella percezione del colore attraverso pezzi come la collana in oro con ametista, citrini, tormaline rosa, zaffiri, smeraldi e diamanti (1991), un mosaico cromatico che trasforma oro, argento e pietre preziose in superfici vive. Il dialogo tra gioielleria e arte contemporanea sono le installazioni immersive degli artisti cinesi Liang Manqi e Zhang Ding. Se Liang Manqi presenta «Boundless Synesthesia», un intervento nel quale la pittura supera i confini della tela per estendersi a pareti, pavimenti e spazio tridimensionale, con «The Form of Light» Zhang Ding riflette sul rapporto dell’uomo con la luce, evocando purezza e armonia.

Samantha De Martin, 29 settembre 2026 | © Riproduzione riservata

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