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Riccardo Deni
Leggi i suoi articoliNel cuore del centro storico, tra l’Accademia di Belle Arti e il Museo Archeologico Nazionale, prende forma un nuovo spazio dedicato all’arte contemporanea. Si chiama WHITESPACE Projects/Napoli, ed è il progetto no-profit ideato dal visual artist italo-americano Pietro Costa. Non una galleria né un semplice studio, ma un luogo aperto allo scambio creativo tra Napoli e New York, città a cui Costa è artisticamente legato da decenni. WHITESPACE nasce quindi come estensione del suo nuovo studio partenopeo e si propone di diventare un “ponte creativo” tra linguaggi, culture e pratiche artistiche. Al centro, un concetto giapponese: Ma, lo “spazio bianco”, ovvero l’intervallo, il vuoto fertile che nelle arti visive, nella scrittura e nella musica diventa luogo di possibilità.
Il programma è partito a luglio con la prima artista in residenza, Agnes Questionmark, attiva tra Italia e Stati Uniti, e già nota per i suoi progetti che esplorano l’identità e il corpo in chiave postumana. Durante l’estate Agnes lavorerà contemporaneamente a due progetti. Una mostra personale site-specific per WHITESPACE, e la sua partecipazione alla 18ª Quadriennale d’Arte di Roma, curata da Alessandra Troncone. Sarà proprio Troncone, insieme a Concetta Luise, a coordinare anche il debutto napoletano.
La prima mostra sarà inaugurata nell’autunno 2025 e coinciderà con l’apertura ufficiale al pubblico dello spazio. Un doppio evento che segna l’inizio operativo di WHITESPACE, nel segno della collaborazione tra le due sponde dell’Atlantico.
«Con WHITESPACE vogliamo offrire un luogo di immersione e scambio», spiega Costa. «La scelta di Agnes come prima artista è in perfetta sintonia con bloodworks, un mio progetto iniziato nel 1989 sull’identità biologica e collettiva. Agnes incarna una visione beyond-human che supera i confini tradizionali dell’arte. Questo spazio vuole essere un invito alla contaminazione e alla scoperta».
Pietro Costa
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