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Alessia De Michelis
Leggi i suoi articoliA dieci anni dalla scomparsa di Zaha Hadid (1950-2016), il luogo che per oltre trent’anni ha ospitato il suo studio londinese si prepara a una nuova vita. Dal 3 novembre, il civico 10 di Bowling Green Lane, a Clerkenwell, riaprirà al pubblico trasformato dalla Zaha Hadid Foundation in un centro culturale dedicato ad architettura, design e arti correlate. La riapertura sarà preceduta, il 29 ottobre, da una preview per stampa e invitati.
Ospitato in un edificio scolastico vittoriano di Grade II, risalente ai primi anni Settanta dell’Ottocento, il nuovo spazio comprenderà gallerie, una sala per conferenze, ambienti per la formazione e l’esposizione della collezione. Il programma accoglierà mostre, incontri, workshop e residenze creative, mettendo l’archivio di Hadid in dialogo con la ricerca contemporanea.
L’intervento, curato da Katherine Nolan e Alex Butterworth di Studio KA, ha restaurato elementi originari dell’edificio e recuperato tracce del precedente studio: dalle maniglie delle porte a forma di Z agli inserti pavimentali ispirati a frammenti, fino ai nuovi materiali e colori derivati dai dipinti dell’architetta. Gli ambienti ospitano inoltre Zaha Hadid Design e una selezione di arredi e oggetti progettati da Hadid e dal suo studio.
A inaugurare lo spazio sarà «Zaha Hadid: Architecture of Performance», a cura di Catherine Howe e Libby Sellers. La mostra esplora il rapporto dell’architetta con il teatro, la danza, l’opera e la musica, attraverso progetti che spaziano dalla collaborazione con la coreografa Rosemary Butcher del 1989 al Music Video Pavilion (progettato per il festival urbano «What a Wonderful World! Music Videos in Architecture» a Groningen, nei Paesi Bassi, nel 1990), fino ai lavori per il Metapolis Ballet, i Pet Shop Boys e «Così fan tutte» al Walt Disney Concert Hall.
La riapertura coincide con un nuovo capitolo per la Fondazione, segnato anche da una nuova identità visiva firmata Experimental Jetset e da un nuovo sito web. Il 30 e 31 ottobre, inoltre, il simposio «89° of Zaha Hadid», organizzato con Architectural Association e Serpentine, riunirà le tre istituzioni per celebrare l’eredità dell’architetta e il suo 76mo compleanno.
«Preservare la sua eredità significa anche portare avanti le sue idee», ha dichiarato Rana Hadid, nipote dell’architetta nonché presidente della Fondazione. Un passaggio dalla memoria alla progettazione del futuro, nel quale l’archivio di Zaha Hadid diventa non soltanto testimonianza, ma materia viva per nuove forme di ricerca e creatività.
Alessia De Michelis
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